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Transinistria e "l'esistere o non esistere"

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La mia prima volta fu in Artsakh (o Nagorno-Karabagh). Lo scorso Aprile sono andato in Abkhazia. Il fetish per questi paesi a tutti gli effetti che non vengono riconosciuti dalla comunità internazionale (principalmente per evitare "incoraggiamenti" all'imperialismo della Russia) mi porta a voler attraversare, anche solo per qualche ora di pedalata la Repubblica Moldava di Pridniestrov, comunemente detta Transnistria. Come nei casi sopracitati, c'è un confine, ci sono i militari e i poliziotti, c'è una lingua diversa dallo stato "ufficiale" di appartenenza, c'è un governo, c'è una moneta. C'è il fattore tempo: in questo caso (come in 3 su 4 dei paesi che formano questa singolare alleanza) 25 anni. C'è praticamente tutto per considerarlo uno stato. E nonostante non sia uno sciocco e sappia il perchè la Russia appoggi queste repubbliche, non certo per spirito di solidarietà ma per interesse suo personale di influenza, come nel caso del...

Il tempo si è fermato in Moldova

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Superata la frontiera a pochi km da Iasi, mi ritrovo catapultato in un altro mondo. L'industrializzata campagna dell'est Romania che fa capolino da oltre le colline è cent'anni avanti il mondo rurale dei villagi che attraverso in direzione sud: strade malamente asfaltate o sterrate, più carreti trainati da cavalli che automobili, buoi nei campi, persone che si recano al pozzo con un secchio d'acqua. L'osservazione attenta di questo nuovo scenario mi aiuta seppur solo in parte a non pensare alla fatica della lunga tappa, al caldo asfissiante e al ginocchio destro che iniia a darmi problemi per la prima volta nella vita. Chisinau, la capitale, conferma la regola che ho trovato sempre nei paesi cosiddetti "in via di sviluppo": tutto nella grande città, niente fuori. Arrivando nell'area metropolitana infatti si cambia totalmente registro e si rientra decisamnte nel 2018, con la classica città neo-post-sovietica che mantiene la strutura originaria zar...

Romania senza mutande

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Il dramma si è consumato velocemente: la constatazione di aver perso da qualche parte l'unico paio di mutande che avevo con me, la domanda delle domande: dove? e la realizzazione di doverne fare a meno: cycling shorts di giorno e costume da bagno la sera saranno gli indumenti per le 2 settimane che seguiranno. In Romania faccio tantissimi km, passando dalla pianura, alla collina, alla montagna, oer terminare di nuovo nella pianura che conduce alla Moldova. L'impressione è stata positiva in generale. Sembra che il paese sia perennemente diviso in due: i ricchi e i poveri, i cittadini e i campagnoli, i romeni e i rom. Proprio questa è la divisione che balza agli occhi piu prepotentemente. 2 comunità che condividono lo stesso spazio senza quasi toccarsi, evitando ogni contatto che non sia necessario. Highlights della mia settimana sono: le case, anzi, i palazzi rom: praticamente stile disneyland nel mezzo del nulla della campagna; i parchi nazionali; parlare con i moltiss...

... Ungheria con chi vuoi

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Lasciato il comfort del supporto famigliare, mi dirigo ad est, sempre piu ad est, e passando il confine meno interessante e eccitante che abbia mai visto (solo un misero cartello, non un fiume, una ex dogana, una bandiera, niente) entro in Ungheria. La strada che in Slovenia era collinare diventa sempre piu piatta e agricola fino alle sponde del lago Balaton. Mi fermo la prima sera in una località termale (Zalakaros) assediata da turisti over 60 tedeschi che impazziscono per i benefici delle acque sulfure, dei generosi shnitzel con patate e della locale Palinka (liquore tipico ungherese). Il giorno successivo raggiungo il lago, e mi immetto sulla ciclabile che fa il giro, attorniato dalle decine di migliaia di ciclisti della domenica e di veri e propri bikepackers: famiglie, gruppi di amici con casse portabili dalla musoca tamarra e birra, giovani e vecchi, tutti a passare questo weekend di festa nazionale sulle sponde del lago. A Csopak ho appuntamento per un pomeriggio in pisc...

Slovenia con i tuoi...

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Pedalare in Slovenia mi da l'opportunità non solo di ritrovare uno dei miei paesi europei preferiti, ma anche di passare un paio di pomeriggi e di serate con i miei prima di tornare per un anno in Georgia. I vecchi sono infatti a fare le ferie d'agosto in camper proprio nel verdissimo nostro vicino. La prima sera a Kobarid, aka Caporetto, è la mia tenda a dare segni di cedimento: le fortissime piogge la mettono a dura prova e mi ritrovo il mattino a svuotare un paio di litri d'acqua dall'interno... rimarrà in ogni caso l'uni o contrattempo di 3 giorni spettacolari. La strada che si snoda tra i verdi pascoli e le montagne mi porta nella grande valle della Sava dove incontro i miei per la prima volta e sro nel lusso del camper. Il giorno successivo è non meno suggestivo, con l'arrivo nella magnifica Ptuj dopo aver smadonnato su muri che sfioravano il 20%. Infine, dopo una serata in un ristorante gourmet per il compleano dimio padre, lascio il bel paesello ...

Girone di ritorno

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Gli ultimi mesi in Georgia mi hanno regalato diverse soddisfazioni, lavorative, sentimentali e sportive ed ecco che le vacanze estive, 6 settimane tra agosto e settembre capitano a fagiolo per riempire gli unici 2 vuoti rimasti nelle mie caselle, che la Georgia non puo se non parzialmente riempire: Famiglia-amici: due settimane a casa cercando di vedere il piu possibile quante piu persone possibili. Viaggi: visto il successo dello scorso anmo decido di riproporre il formato viaggio in bicicletta, questa volta andando verso est, per tornare a Tbilisi. Ed ecco che il 12 agosto riparto a bordo della stessa che mi ha accompagnato per oltre 5000km un anno fa, direzione est, dove a Verona ritrovo Gesù che mi accompagna negli ultimi km, mi ospita nella mitica casa di San Martino Buonalbergo e mi scarrozza pure in motorino a una locale sagra. I giorni successivi è profondo nordest, deserto alle porte di ferragosto: Vicenza, Cittadella, Treviso, Conegliano, Pordenone, Udine, Cividale...

Il grande nord

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Passata Rovaniemi si attraversa il circolo polare artico, e gradualmente le cose iniziano a cambiare. Le foreste diventano prima piu fitte e poi piu rade, perdendo gradualmente vegetazione (dalla taiga alla tundra? O viceversa?) Le strade sono sempre meno trafficate, le città piu distanti, le aree di servizio ogni 100km. Le zanzare sono sempre piu grandi, piu aggressive. Le bestemmie si fanno piu frequenti. I raggi si rompono a frequenza impossibile da credere. Le bestemmie aumentano se possibile ancor di piu. La temperatura si abbassa. La luce aumenta anche di notte. Le renne sono ovunque. Da brande voglio fare lo sterminatore di zanzare. Entrato in Norvegia altre due cose succedono: I prezzi salgono. Il traffico, quasi inesistente negli ultimi km in Finlandia, in un paesaggio da fine del mondo,con strade lunghissime e sterrate che attraversano paludi e lande battute dal vento.... il traffico, dicevo: processiome di moto, camper, roulotte e autobus turistici. È un fi...

Benedetti raggi, maledetti raggi

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Da Helsinki la strada prosegue sinuosa tra le verdi colline, e se le distanze enormi non sono certo una sorpresa, il percorso aspro è sicuramente inaspettato in quella che credevo la piatta Finlandia. Con il passare dei km il tempo si fa generalmente piu grigio, il vento aumenta di intensità e il freddo inizia a farsi sentire. A Jyvaskyla ho la fortuna di arrivare il giorno prim della tappa del mondiale rally: dal giorno successivo per una settimana trovare anche un posto tenda sarebbe stato imposwibile. A Oulu non sono altrettanto fortunato: nel weekend del festival musicale, con Alice Cooper e Marilyn Manson come headliner, ci sono prezzi "speciali": 32 euro per la tenda! A Rovaniemi tornondopo 9 anni dal mio interrail scandinavo allo stesso campeggio, e lì trovo i primimraggi di sole dopo una settimana. I raggi della. Bicicletta invece continuano a darmi problemi sempre più frequenti, tanto da farmi pensare di abbandonare il viaggio. In poco meno di due settimane,...

Cronache dal Mar Baltico

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Pochi km dopo aver passato la frontiera con la lettonia sento un crack, come se avessi preso un ramo d’albero. Guardo la mia ruota posteriore e ondeggia vistosamente: dopo la pedivella e i pedali, ecco arrivato il 3o inconveniente meccanico, un raggio rotto. La porto a mano fino al paese successivo dove mi collego ad internet e scopro che fino a Riga non c’è un meccanico ciclista. Dopo quasi 2 ore di inutile attesa per un passaggio in autostop, e constatata l’impossibilità di caricare la bici sull’autobus decido di sganciare il freno posteriore e pedalare fino alla capitale con la ruota ondeggiante. 40 km. Poteva andare peggio mi dico, poteva piovere… e infatti nuvoloni neri appaiono all’orizzonte e un bello scroscio non me lo leva nessuno. A Riga mi ospita la mia ex collega in Kazakhstan Alisa a casa di sua madre, e della nonna pazza che cambia parrucche ogni 3 ore, e del suo partner di 20 anni più giovane, e dei 2 cani di razza da concorso. Il giorno succesivo tutto sembra an...

La terra della pioggia

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Almeno stando alla spiegaziome data da una guida a Vilnius, "terra della pioggia" sarebbe l'antico significato della parola Lituania. Devo dire che seppure sia stato fortunato e non abbia piovuto moltissimo, le nuvolone nere all'orizzonte sono state una costante del mio percorso in questa terra verdissima e tranquilla. Solo pochi giorni, ma che mi permettono di apprezzare le pedalate (finalmente le strade sono libere dal traffico asfissiante che avevo trovato on Polonia) e i castelli, i laghi e le curiosità di questo piccolo e relativamente sconosciuto stato,basket a parte. Una gran sorpresa è stata Vilnius, bella, con il centro storico e i quartieri dei pittori (Uzpis ha adirittura dichoarato una sorta di indipendenza con tanto di costituzione e bar-lamento). Alloggiando on un campeggio-ostello incontro finalmente altri ciclisti e tra una visita, una pioggia e una birra in compagnia mi prende la voglia di allungare il soggiorno e di tornarci, di sicuro, un gi...

Il bello e il brutto della Polonia

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Il mio viaggio a nord prosegue in Polonia, dove passo ben 10 giorni,tagliandola tutta da sud ovest a nord est. Nel complesso è stata un'esperienza positiva e sicuramente più olistica della toccata e fuga a Cracovia di 8 anni fa, ma come in ogni luogo ci sono lati positivi e negativi. Eccoli, considerando il mio soggettivissimo punto di vista, in particolare da viaggiatore "zaino sul portapacchi". Il brutto: arrivato in prossimità di Katovice mi scontro contro un muro di autostrade e tangenziali. Sarò stato sfortunato, ma la Polonia non mo e sembrata certo amica dei ciclisti. Ogni giorno un rebus per trovare la strada giusta. A volte le strade statali erano deserte mentre le provinciali con traffico e velocità che neanche in A4. Il problema peggiore sembra essere che la maggior parte delle persone per evitare di pagare l'autostrada usa le strade normali. Specialmente i Tir. Specialmente quelli enormi con rimorchio di 200 metri. Non particolarmente piacevole. I...

Primi freddi

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La strada che da Trnava porta a nord verso Trencin taglia a fette gli estesi campi di grano, i girasoli e gli orti, e la percorro per la prima volta al freddo: è una mattinata ventosa e grigia, e ci metto piû del previsto a scaldarmi e a prendere il ritmo giusto. A Trencin ritrovo il sole e Filip, conoscenza dell'anno scorso, che si offre di accompagnarmi fino alla destinazione finale di giornata, Povanska Bistrytca. Il giorno seguente il tempo non migliora e pedalo sotto la prima vera pioggia dall'inizio del viaggio, prima a Zilina e poi fino al confine con la Rep. Ceca. Sull'altro lato del passo smette di piovere e a tratti fa capolino il sole ma la temperatura non si alza, e mi porto dietro questo freddo per tutto il giorno. Passo il confine polacco e mi fermo in ostello a Cieszyn e qui, come per magia, appena scendo dalla bici esce un sole caldo che unito alla bellezza del centro storico mi ripaga delle fatiche dei giorni precedenti. L'indomani, dopo una bel...

Amici lungo la strada

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Uno dei motivi che mi hanno spinto a questo viaggio e in particolare a questa scelta di itinerario è la possibilità di andare a trovare amici e conoscenti che vivono in Europa. Il primo non poteva che essere Herr Marcaletti a Vienna. La sua ospitalità, oltre che farmi piacere mi consente di fermarmi per qualche giorno e portare, dopo solo 1000km la bici a riparare da un meccanico. Visitiamo qualche museo, ci facciamo qualche birra, ma la cosa impagabile è ritrovarsi dopo tanto tempo, sparare cazzate a profusione e per me vivere anche se solo per poco la sua realtà. Oltre a lui mi trovo un paio di volte anche con Lee, mio compagno di studi a Budapest. Continuo poi sul Danubio verso Bratislava, dove passo un paio d'ore a pranzo con la matematica pazza Stanka, prima di lasciare il grande fiume e dirigermi a Trnava, per un weekend con i colleghi dell'anno scorso. La ciclabile del Danubio continjerebbe verso sud est, Budapest e poi la Croazia, nel suo percorso inesorabile v...

Dal Tirolo al Danubio

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Dopo la notte a Vipiteno la strada continua a salire per qualche km fino al passo del Brennero. Sul lato opposto la pista ciclabile termina ma inizia l'interminabile discesa su strada statale fino a Innsbruck. I paesaggi non sono così attraenti come sul lato italiano, ma la strada è velocissima, così continuo fino a Hall, un paesino a pochi km a ovest. Primo schnitzel con patate e nuotata alla !ocale piscina comunale sono un'ottima combinazione per entrare in Austria con il mood giusto. Il giorno successivo mi sposto sempre vrrso ovest, nella larga valle dell'Inn, con maestose montagne a fare da sfondo, fino a Kufstein, cittadina famosa per un organo che diffonde ad ogni ora musica in tutta l'area, ma la notte la passo in uno dei posti più belli fin'ora, sulla riva (proprio a 5 metri) del lago Thiersee. Devo farmi 5km di salita per aerivarci, ma ne vale la pena. La due tappe successive mi portano con tirate da 160km l'una prima a Salisburgo (via Germani...

Pronti, partenza...

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Come ogni nuova avventura, i giorni e la sera prima sono di tensione, di emozione, perchè no,un po' di paura. Da tanto volevo intraprendere un viaggio "lungo"  in bicicletta e l' estate libera da impegni e senza nessun contratto ancora all'orizzonte per settembre mi fanno prendere l'occasione al volo. Una avventura, un viaggio lungo in bicicletta. Obiettivo: migliorare i 10 giorni in svizzera si 2 anni fa, andare a trovare amici sparsi qua e la e misurarmi con me stesso. Quello che verra' verra'. I primi giorni sono ovviamente in Italia, dalla natia Ponte San Pietro al lago di Garda a parte il sole (mi scotto entrambi i polsi) tutto fila liscio, la provincia bergamasca, la franciacorta con i suoi vigneti e le pubblicita' del liscio, poi il lago già strapieno in una delle prime domeniche d'estate. Il secondo giorno imbocco la pista ciclabile dell'Adige in terra veronese, scorbutica prima tra i vigneti e dolce e aperta piu' avan...