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Addio Pacifico

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L'avevo conosciuto ad Auckland, ed era stato con me per tutto il soggiorno in Nuova Zelanda, calmo ed accogliente a Tauranga e fragoroso e inquieto a Napier. Mi ci ero immerso in Polinesia e ho tentato con scarsi risultati di domarlo su di una tavola in Chile. Non potevo farmi sfuggire l'occasione di salutare per l'ultima volta l'oceano Pacifico e sono quindi andato a trascorrere un paio di giorni a Huanchaco, roccaforte surfista del Peru', di questi tempi piuttosto deserta, essendo la stagione terminata ad aprile. Non che mi faccia molta differenza, anzi... colazione in uno spettacolare caffe' ¨organico¨ a base di frutta tropicale, letture sulla spiaggia semideserta, pesce fritto la sera e un' ultima, epica surfata al tramonto*. Chissa' se e quando tornero' a bagnarmici i piedi nell'acqua gelida, ad ammirarne le onde e le coste selvagge. C'e' ancora qualcosa da esplorare nel mio vagabondare peruviano, la coloratissima Trujillo ...

Solo io e il Peru'

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Se l'andata era stata avventurosa, il ritorno a Cuzco non e' stato certo esente da sorprese ed inconvenienti, a partire dal fatto che era il 1o maggio, dia del trabajador e che i trasporti erano meno frequenti del solito. In un modo o nell'altro comunque faccio ritorno alla mia casa sulla collina di San Blas. Rinfrancato dal ritorno di una delle poche certezze della vita (il Labour day in New Zealand era assurdamente il 18 di ottobre) mi godo gli ultimi tre giorni di tranquillita' prima del ruvido peregrinare che mi portera' a Lima attraverso la cordigliera andina centrale, tra passi altissimi di montagna infestati dai terroristi del Sendero Luminoso, narcotrafficanti e briganti di ogni genere. Ero inizialmente orientato a seguire la via della costa, passando per Nazca e Ica, ma sono oggettivamente stanco di certe presenze attorno a me ed ho deciso che e' inutile lamentarmi se so benissimo dove certa gente va e mi ci infilo a tutto spiano. Allacciate le ci...

Ognuno ha le sue soddisfazioni

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Seguendo le orme di Gesu' - non il nazareno, bensi' il veronese (vedi post Casa Italia e Una birra con Gesu') - percorro la via alternativa a Macchu Pichu. Praticamente un giro del Peru': invece che un'oretta di treno da Ollantaytambo ci mettero' una giornata intera, ma ne varra' la pena sia economicamente che come divertimento. Primo step: prendere un autobus fino al paese di Santa Maria. Oltre al solito ritardo in partenza di oltre un'ora, l'autista e il suo assistente mi propongno un prezzo da pazzi: 20 soles! Ne ho spesi piu' o meno 5 per arrivare in qui da Cuzco... contratto ma loro sembrano non sentir ragioni. Ok, mi dico, saliamo e discutiamo strada facendo. Durante un pit stop per foratura parlo con altri passeggeri e, come da copione, vengo a sapere che il prezzo corretto sarebbe intorno ai 5 soles, cosa che faccio presente a meta' del viaggio quando il piccolo aiutante di babbo natale passa a incassare. Infuriati con me e con...

Maledetto guru!

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Lascio con un po' di malinconia Cuzco e la mia casa sulla collina, con le facce familiari del vecchio Alfredo e della premurosa Karin (i due lavoratori) e il sorriso arrogante del proprietario Lucho, la vista facendo colazione, la chitarra solo per me e il televisore con cui dividere le serate guardando le partite nba invece di socializzare nei bar. Mi ero abituato a questa vita da pseudo-nerd ma, barba lunga e zaino in spalla, e' venuto il momento di insinuarmi nel Valle Sagrado e di scoprirlo pian piano, muovendomi con i mezzi locali e venendo superato dai centinaia di minibus dei tour organizzati. Da Pisaq a Chinchero fino a Ollantaytambo per finire nella mitica citta' perduta degli Inca. A Pisaq, prima tappa, primi intoppi. Oltre ad una ricaduta della diarrea che mi ha afflitto a corrente alternata da quando sono entrato in Peru', il pomeriggio nuvoloni neri scaricano una quantita' impressionante d'acqua sul piccolo paesino, rinviando al giorno succe...

Al centro dell'impero

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Cuzco, alla base della valle sacra del rio Urubamba, e' il centro dell'archeologia del Sud America e del turismo peruviano: antica capitale del pur breve impero Inca e principale centro politico spagnolo sotto Pizarro, la citta' e' un concentrato di edifici europei costruiti sulle fondamenta precolombiane  ed e' circondata da rovine di centri cerimoniali che i bravi spagnoli, nella miglior tradizione europea, hanno smantellato pezzo dopo pezzo considerandoli comodi ed economici depositi di materiale da costruzione. Come a Roma infatti, le chiese e i palazzi cittadini sono stati edificati con le pietre dei santuari antichi. Alloggio per qualche giorno nel tranquillo quartiere di San Blas, su una collina con stupenda vista del centro storico. Pur dovendo slalomeggiare tra i procacciatori dei ristoranti e vecchie peruviane con lama al seguito che chiedono soldi per una foto, la differenza con altre zone della citta' e' enorme. Negozi di souvenir, bar, c...

Arequipa e il Cañon del Colca

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Nonostante non sia in grado di sostenere un lungo trasferimento in autobus, durante la notte realizzo che la convalescenza a Puno, 3800m slm, freddo, pioggia, albergo senza acqua calda e brutti ricordi nojn e' esattamente il massimo della vita. Memore degli insegnamenti del buon vecchio Ippocrate, che credeva che rimuovere il malato dall'ambiente in cui aveva contratto la malattia fosse parte integrante della cura (o almeno cosi' mi sembra di ricordare) mi dirigo completamente a digiuno ad Arequipa, seconda citta' del Peru', 6 ore di bus, 1500 metri in meno di altitudine e un universo distante da Puno. Arequipa mi riconcilia con il paese e si rivela una gran scelta per ricaricare le batterie. Il clima e' ideale, attorno ai 25 gradi, la citta' e' bella e pulita, quasi europea (non ci sono persone vestite con abiti tradizionali), posso farmi da mangiare da solo nella cucina dell'ostello con la spesa fata al moderno supermercato e godermi i Bo...

Peru': poteva iniziare peggio?

Sentendomi un po' meglio decido di lasciare la Bolivia e una Copacabana flagellata dal maltempo dove addirittura nevica in paese durante la notte. I ripidi pendii della costa boliviana lasciano presto il posto agli alluvionati e piatti campi coltivati a quinoa e alle risaie della controparte peruviana. I sobborghi di Puno, la piu' grande citta' sulle sponde del lago Titicaca, finiscono diritti in cima alla classifica dei posti piu' degradati che abbia visto in Sudamerica e contrastano palesemente con la plaza de armas e le due vie pedonali del centro: strade sporche inondate da liquame e umanita' varia in cerca di vendere quattro patate da una parte, pulizia e fighetteria varia dall'altra. E' questa la mia introduzione al Peru', decisamente meno poverta'  egualitaria della Bolivia, con ampi contrasti tra ricchi e poveri. Ed eccoci all'origine (o concausa, in questi casi non si puo' essere mai sicuri al 100%) di quella che si rivelera'...