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Ultimi giorni in Laos

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O meglio... ultime due settimane! Il problema grosso e' che in Laos la lentezza e la voglia di fare niente ti contagiano e cosi', nonostante di cose ne abbia viste e vissute parecchie in questi giorni al sud, non ho mai trovato la forza di mettermi a scrivere. Tornato a Vientiane da Pak Lai ho ritrovato Melanie e Julia e con loro sono sceso a sud. Un po' di autobus e un po' di autostop (con due ragazze e' molto piu' semplice) per raggiungere Kong Lor, un villaggio povero povero, con gente gentile ed ospitale e la caverna piu' lunga che abbia mai visto: 7.5 km da percorrere con un battello a motore, completamente sotto la montagna e nell'oscurita' piu' totale, unico modo per apprezzare le stalattiti e l'altezza dell "volta" (fino a 100m!) le torce dei conducenti: impressionante! La strada, seguendo il corso del Mekong, ci ha portato a Tha Kek, Savannakhet e Pakse, i principali centri abitati del sud-Laos, tutte placide e son...

Il paese dei mille elefanti

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Da dove cominciare per raccontare questi giorni a Pak Lay? Dal numero di fotografie che ho scattato? Mai cosi' tante. Pak Lay e' una cittadina lungo la sponda occidentale del Mekong, non troppo distante dalla Thailandia ma particolarmente difficile da raggiungere per la mancanza di strade in buono stato. Da Vientiane occorrono quasi dieci ore per raggiungerla in autobus attraverso strade dissestate di montagna. Vengo a Pak Lay perche' questo week end qui si tiene l'annuale festival degli elefanti. Tutta la citta' e' in festa, con bandierine multicolore dappertutto, gente che fa baldoria, ritrova parenti o amici venuti da lontano per l'occsione e ovviamente, si celebranoi grandi pachidermi. Visto che le strutture ricettive in citta' sono scarse viene creata una rete di homestays, persone che generosamente aprono le porte delle loro case ai visitatori stranieri e (molto piu' numerosi) locali. Il rapporto e' di 1 "farang" per 50 ...

Vang Vieng - Domande.

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Premessa: questo post sara' eccessivamente prolisso, chilometrico, ma toccando alcuni temi che mi sono cari mi sento di farlo,e mi scuso per l'eccessiva lungaggine. Se non siete interessati in casi umani al limite e seghe mentali del sottoscritto, passate oltre. Arrivo a Vang Vieng, in un luminoso pomeriggio di febbraio, pieno di paure e di dubbi. Questo paradiso perduto, questo eden in riva al fiume con le montagne che gli fanno ombra come un gigantesco stegosauro, questo leggendario luogo di perdizione, una sodoma del nuovo millennio. Le mie paure sono quelle di trovare troppo casino, troppo sballo, troppa gente "giusta" in mezzo a cui sentirsi a disagio. E sopra tutto la domanda delle domande: PERCHE'? Perche' sapendo gia' quello a cui vado incontro, ci voglio venire comunque? C'e' qualcosa di valido qui'? Buttero' solo via il tempo? Mi faccio coraggio e mi do 3 motivazioni per fermarmi qui: -le raccomandazioni di alcune pers...

Dov'e' Luang Prabang?

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Una giornata di bus per percorrere 400 km scarsi e' la normalita' in Laos. Da Luan Nam Tha mi sposto a Luang Prabang, la citta' piu' importante del nord del paese nonche' principale attrattiva turistica dell'intera nazione. Quando il tuk tuk mi scarica nel pieno centro all otto di sera, faccio fatica a capacitarmi di dove sono: non c'e' un laotiano in giro. Sono tutti occidentali, per lo piu' di mezza eta'. La strada e' pulita, illuminata da tante lucine e ristoranti raffinati. Sono ancora in Laos? Controllo il passaporto per sicurezza... sia mai che mentre dormivo sul pullman abbia passato il confine... Inizio la ricerca di alloggio: tutto e' clamorosamente costoso! Una notte in una sistemazione economica e veramente base, con letto duro e bagno condiviso viene a costarmi il doppio della mia camera con bagno-doccia-tvsat-lettokingsize a Nam Tha. Ma che posto e' Luang Prabang? E' una delle poche localita' del paese che ...

E finalmente: Laos

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Sembra incredibile che due posti cosi' vicini e alla stessa latitudine possano avere climi cosi' diversi: mi svegli a Muang Khua, in Laos e fuori c'e' il sole. Vado al mercato per prendermi un caffe' e subito rimpiango di non aver indossato i pantaloncini. La gente mi ignora, a parte qualche bambino che ti saluta col classico "bai baaai, bai baaai" nessuno mi salta addosso proponendomi passaggi in taxi o cianfrusaglia varia. Saluto definitivamente Kasper ed Erik, impegnati nell' acquisto di una barca di legno epr percorrere il fiume fino a Luang Prabang e prendo il mio primo bus. Stracarico, ma non eccessivamente. Le strade sono tortuose e l'autista ci da dentro, ma nessuno vomita (!!!) e in serata raggiungo Oudomxai. Da qui e' una breve mattinata di bus fino alla mia prima vera destinazione del paese: Luang Nam Tha. Cittadina piccola e accogliente, funge da base per il trekking e le attivita' outdoor nell'area protetta del Nam H...