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Visualizzazione dei post con l'etichetta Kazakhstan

Italia connection

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Quando una sera di marzo ho ricevuto l'invito di 2 signore sulla sessantina, operanti nel settore della moda e della cosmesi per una serata a base di the e chiacchierate in italiano, non avrei certo pensato che sarebbe stato l' inizio di un paio di mesi in cui le connessioni con la madre patria avrebbero pesato parecchio. Dopo le 2 donne ansione di rispolverare la lingua dopo decenni di inutilizzo (entrambe avevano studiato in accademie apposite in umbria e toscana) e continuando come sempre le lezioni con Yulia, niente popodimeno che l'ambasciatore mi mette in contatto con Eliana,appena arrivata in città per insegnare italiano all'università. È l'inizio di una serie di incontri che culmineranno con 2 maestri d'organo a Karaganda per un concerto, un prete logorroico di Parma e persino il vescovo, entrambi alloggiati nei bellissimi (e un po' fuori posto, onestamente) lo ali adiacenti la cattedrale. Ricevo persino l'invito a partecipare al party p...

Le cose più belle della primavera

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È forse la naturale conseguenza di 7-8 mesi di gelido inverno, ma qui posso dire che si apprezza seriamente la primavera come "ritorno alla vita", ed ecco alcune delle cose piú belle della mia primavera. I sorrisi della gente. Karaganda è sempre viva, anche a -35, ma appena la temperatura sale sopra lo 0 ci si accorge della differenza. Le strade sono piene di gente che sorride e si gode il "tepore", condividendo con amici, parenti e amanti lunghe passeggiate serali, i primi gelati e le prime partitelle a pallone. I mille locali che preparano shashlik vengono presi d'assalto tanto da rendere necessario prenotare ovunque tu vada nel weekend, e i ragazzi spolverano le biciclette rimaste per mesi nei garage. I primi sprazzi di verde. Cosí come l'inverno era arrivato veloce a spazzare via le foglie dagli alberi, appena la neve si scioglie ecco germogliare le piante, e la grigia città in poche settimane si trasformerà in un enorme verde parco. Le lacr...

Malattia, portami via (magari anche no)

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Tutto inizia una mattina di febbraio. Mi alzo con il mal di testa e la gola che duole. Ma come sempre non mi faccio intimorire da un malanno di stagione e vado a scuola per un lungo martedì di lezioni. Fase 1: da zero a 100 in 5 secondi netti. Arrivo al termine della giornata lavorativa che sono da raccogliere col cucchiaino da terra. La voce se n'è andata e il mal di testa è un martello pneumatico. Me ne vado a casa sapendo già che a meno di miracoli il giorno successivo sarà il mio primo giorno di malattia da quando faccio questo lavoro. Il miracolo non avviene, e il giorno dopo mi sveglio stando peggio di prima e verso il tardo pomeriggio capisco che c'è qualcosa che non va. Chiamo Yulia a scuola e le chiedo di chiamare un medico per me. Arriva la sera con i dottori e sono lucido abbastanza da aprirgli la porta. Mi provano la febbre e il termometro è oltre i 41, anche se per tranquillizzarmi al momento mi dicono che è "quasi 40" (e stic...). Due punturone ...

Feels like home

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Il ritorno in Kazakhstan, a Karaganda, ha un sapore tutto diverso dal mio primo arrivo qui, ormai due anni fa. Sono nello stesso appartamento, lavoro nella stessa scuola, qualche collega è cambiato ma nella sostanza poco è diverso. Ora sembra quasi di essere a casa. Nella "mia" Nurken Abdirov ci sono alcuni nuovi ristoranti, in città nel frattempo sono arrivati Burger King e KFC, qualche palazzo è stato ristrutturato o ricostruito, ma con le tiepide giornate di settembre le persone si divertono ancora come pazzi a pedalare per i sentieri di Central Park o a fare shopping nei centri commerciali, a mangiare "gelato tradyzionale" o sfrecciare con i loro SUV nuovi di zecca o carrette di oltre trent'anni. Tutto sembra come l'avevo lasciato. Mi sento esattamente come quando torno a casa in Italia. Certo, come a Bergamo qualche novità ogni volta c'è, anche qui qualche amico ha perso qualche capello, alcuni si sono sposati (dopo lunghissimi fidanzamenti...

Just like Lazenby

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Ci sono sempre canzoni che ti ricordano immediatamente un evento, un periodo della vita, una persona, o un luogo in particolare. In questi otto mesi a Karaganda ho ascoltato parecchia roba, dai nuovi album degli idoli assoluti come Damien Rice e Ben Howard alla riscoperta dei vecchi U2 e degli americani Drew Holcomb and the Neighbours. Ma nessuno mi ricorderà il cielo sconfinato, l'enorme bandiera kazaka al vento, il murales di Gagarin e le corse in Marshrutka come l'album Heartbeat Radio di Sondre Lerche. E in particolare, la canzone Like Lazenby, dedicata a Geroge Lazenby, l'unico attore ad interpretare James Bond per un solo film, e che sembrava fare pasticci in qualunque situazione (forse per questo la sento in maniera particolare). Il mio primo di maggio è stato veramente speciale. Avendo terminato l'ultima lezione la sera del 30 aprile, è stato il mio primo giorno di "vacanza" e mi ha dato l'opportunità di incontrare e salutare molti studenti c...

Couchsurfing Kazakhstan (2a parte)

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Con Gulmira e Dinara mi reco nel nuovo centro a sud del fiumeYesil e subito mi si para davanti agli occhi un'irreale successione di grattacieli e palazzi futuristici dalle forme più improbabili. Il presidente-re-dio in terra del Kazakhstan (già ex-segretario del partito comunista nei tardi anni 80) decidendo di stabilire qui la nuova capitale del paese ha chiamato a se alcuni tra i più rinomati architetti inglesi e giapponesi per rendere lo skyline di Astana attrattivo come quello della City o di Tokyo. O per superare entrambe, un giorno. Ecco quindi che spuntano ovunque creazioni di ferro e acciaio che ricordano tende, piramidi, vulcani, trapezi e forme a me fin'ora sconosciute, La prima tappa per noi è il nuovo e moderno museo nazionale dove, oltre al solito classico salone dedicato al presidente e ad una enorme aquila dorata all'ingresso, c'è finalmente l'esposizione che cercavo da tempo, quella sull'uomo d'oro. Il sud del Kazakhstan prima delle inv...

Couchsurfing Kazakhstan (1a parte)

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Il colpo di coda invernale dopo Nauryz, con tempeste di neve, vento gelido e temperature sotto i -20, dura solo un paio di settimane. E con l'arrivo della vera primavera il termometro sale stabilmente sopra lo zero, le mie classi una dopo l'altra vanno a concludersi, e ricevo diverse richieste di couchsurfing. Un paio rimandate al mittente con tanto di minaccia di referenza negativa (i classici "scrocconi" che mandano mille richieste tutte uguali, addirittura in russo! Quindi senza nemmeno buttare uno sguardo al mio profilo) e una accettata: Gulmira è un'ingegnere informatico di 28 anni, originaria di Aktobe nel nor-ovest del paese (a 48 ore di treno da qui) vive ormai da anni nella più vicina capitale Astana. Ha l'obiettivo di visitare ogni città in Kazakhstan (e Karaganda è una delle poche rimaste nella sua lista) oltre ad avere in programma un viaggio in Indocina nei mesi prossimi (e qui il motivo per cui vuole incontrare proprio me). Mi raggiunge per...

La primavera

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Scordatevi tiepide giornate, pranzi all'aperto e passeggiatine in centro in maglietta la domenica, ma a modo Kazako, anche qui la primavera arriva. Le giornate si fanno più lunghe, il sole giocoforza scalda e durante il giorno si supera la famigerata soglia 0 (la notte si scende ancora tranquillamente a -15, ma sono dettagli). Questo fa si che la neve e il ghiaccio accumulatisi durante l'inverno si sciolgano creando fiumi da attraversare in canoa o con ponti di corda (questo è ironico, ovviamente). Vengo invitato da una mia studente allo spettacolo della sua compagnia di ballo ed è qualcosa di fantastico. Coloratissimi costumi per centinaia di ballerini che interpretano danze tradizionali di ogni angolo dell'ex-Unione Sovietica. Da pelle d'oca la successione di colori, ritmi e suoni che spaziano dalla Georgia alla Lituania, dall'Armenia alla Siberia passando, ovviamente, per le potenti danze Kazake. La settimana successiva (il week-end del 21 marzo) è Nauryz...

"Gdye Gdye?" "Karagandye!"

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Il titolo è un popolare detto Russo. Viene da una storiella in cui un viandante si ferma nel mezzo del nulla assoluto e chiede ad un uomo dove si trova. La risposta? Sei a Karaganda! Per intenderci è equiparabile al nostro "in casa di dio" o al meno fine "in culo ai lupi" o alle capre, ci siamo capiti. Una delle numerose tazze che ho ricevuto in dono da amici e studenti durante questo anno illustra proprio la celebre storiella. Per l'altra tazza sebbene non ci sia nulla da spiegare in teoria, nella pratica qualcuno si potrebbe chiedere cosa ci sia da amare qui in casa di dio. Nonostante qualche screzio con dei colleghi sul lavoro, l'inverno procede tranquillo, la neve scende copiosa e al sabato sera la birra scorre a fiumi. In una di queste uscite finisco a parlare con colleghi polacchi di improbabili trasmissioni televisive e inizio una faida all'ultima rappresaglia (a suon di scherzi più o meno simpatici) con l'inglese Peter rubandogli una pa...

Un pazzo sulla marshrutka.

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E' un normale giovedì mattina a Karaganda. E' mattina presto, c'è ancora buio, nevica leggermente e le persone camminano infreddolite per i marciapiedi scivolosi. La "marshrutka" (minubus che fungono da spina dorsale del trasporto pubblico locale) numero 7 sta correndo come al solito lungo Gogol Street. All'interno sono ammassati i passeggeri nelle loro pellicce e da sotto i cappelli più inverosimili occhi assonnati cercano di non mancare la giusta fermata. E' nei pressi della vecchia chiesa ortodossa e della fabbrica di cioccolato che qualcosa accade. Un passeggero, sulla trentina, con tratti occidentali, inizia a singhiozzare. Fa dei versi strani, sembra stia cercando di contenere qualcosa... I passeggeri lo osservano stupiti, e i più vicini possono scorgere delle lacrime nei suoi occhi. Cosa gli sta succedendo? Cosa di così brutto gli è successo nella vita per scoppiare a piangere e a singhiozzare su di una mashrutka a Karaganda alle 7 e mezza del...

Almaty, il nonno delle mele

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Già le ultime centinaia di metri prima della stazione mi regalano splendide vedute sulle montagne del Tian Shan, illuminate dai primi bagliori dell'alba. Le montagne sono incredibilmente vicine, e si stagliano dalla steppa fino ad oltre 5000 metri. La grande città di Almaty (letteralmente "il nonno delle mele") mi si apre sonnolenta la prima mattina dell'anno nuovo. Cammino un'ora dalla stazione all'ostello, nelle vicinanze della grande piazza della repubblica e inizio a farmi un'idea dell'ex-capitale. I palazzi e le strade, i caffè e i negozi, sembrano urlare la loro differenza dalla Karaganda in cui vivo: si respira un' aria quasi europea tra i grandi viali alberati e i parchi ornati da sculture ed elaborati lampioni. A sfondo di tutto le grandi montagne innevate, raggiungibili in poco meno di mezz'ora di auto. Si, perchè ci vado in auto portato da Aigerim, una ragazza di couchsurfing che si offre di mostrarmi un po' la città e in par...

Fuori dal finestrino, il nulla

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C'è qualcosa di magico nel vivere per lungo tempo in un paese diverso dal tuo. Pian piano, le usanze, i costumi, le abitudini, la vita delle persone di quel luogo ti si rivelano ad una ad una, Cose apparentemente insignificanti che però ti danno l'idea di quanto l'umanità sia fantastica e dia sempre nuovi spunti per pensare e per scoprire la bellezza di questo pianeta. Per dire, i passeggini con slitte al posto delle ruote e le cannucce nei boccali di birra (ma solo per le donne!) dove li trovate? C'è però un piccolo difetto in questo approccio al viaggio: dopo un certo numero di mesi inizi ad abituarti, inizi a costruire la tua area di comfort, a sentirti parte integrante dell'ambiente che ti circonda e, nel mio caso, cittadino di Karaganda. E allora ben vengano queste vacanze invernali, una settimana di stop dalle lezioni che mi permette di riempire uno zainetto delle cose essenziali, spegnere la caldaia, chiudere a doppia mandata la porta del mio appart...

Quando nevica orizzontale

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L'inverno vero si avvicina, e presto mi ritrovo con la colonnina di mercurio che segnala -30. I pochi centinaia di metri che mi separano dalla piscina mi regalano un'esperienza nuova: l'unica parte del mio corpo che rimane scoperta, il volto, dagli occhi alle labbra, perde ogni sensibilità. I piccioni si raggruppano stretti stretti sui pochi tombini che rilasciano un po' d'aria calda e spesso la neve è "orizzontale": non sta infatti nevicando ma il vento che soffia dalla steppa muove i bianchi fiocchi da ovest a est, da un albero all'altro, da un tetto all'altro. Una delle cose più interessanti a queste temperature è che si formano i ghiaccioli ovunque. Pericolosissimi quelli sulle grondaie o le terrazze, vere e proprie lame che possono diventare armi letali in caso di caduta. Meno minacciosi quelli che si formano nel naso, semplicemente respirando, quando l'aria calda proveniente dal tuo corpo si ghiaccia intorno ai peli delle narici....

Contrasti, assurdità e bellezza.

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Ogni tanto penso che mi sono abituato. Che alla fine, la vita a Karaganda e la vita in provincia di Bergamo non sono poi così diverse. Poi una telefonata Skype con gli amici di sempre mi riporta alla realtà, ed allora flash di assurdità, di contrasti, di cose fuori dal mondo mi tornano alla mente. Una delle prime settimane ero in un bar con alcuni componenti della comunità couchsurfing locale, quando improvvisamente qualcosa di terribile e indicibile accade: una palla da biliardo nel bar va perduta. Panico tra i camerieri e il gestore del locale, che ci interrompono in continuazione per strapparci una mezza-confessione di colpevolezza. Basiti, noi continuiamo nelle nostre chiacchiere, mentre divani vengono scuscinati e tavoli alzati per cercare la preziosissima palla da biliardo. Pochi minuti dopo fa irruzione nel bar una coppia di poliziotti con colbacco d'ordinanza, e successivamente un tizio dall'aspetto poco raccomandabile con kalashnikov al braccio. Chissà se avranno...

Ottobre bianco

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Al ritorno dal mio caffè preferito, un venerdì sera, inizia a nevicare. Per tre giorni i fiocchi imbiancano la città, cosa a cui dovrò abituarmi: la neve sarà una presenza costante per almeno 5 mesi, e c'è pure la possibilità che vi rimanga fino a maggio inoltrato. Le temperature la notte scendono abbondantemente sotto i -10 mentre durante il giorno è il vento a decidere se aver freddo a -5 o congelare a -10: impetuoso, proveniente dalla Siberia, fa tutta la differenza del mondo e ti taglia letteralmente in due. La vita prosegue, senza nulla di eccezionale e nonostante tutto così incredibilmente affascinante. Incontro tante persone tramite Couchsurfing, esco un po' di più la sera, ma per il resto è tutto un casa-scuola. Se gli orari me lo permettono vado in piscina e nel tempo libero leggo o guardo partite Nba. E allora cos'è che fa di questa esperienza qualcosa di unico e straordinario? Cos'è che mi fa ritrovare a sorridere come un ebete apparentemente senza ...

130 nazionalità

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Una domenica decido di visitare l'unico sito che pone Karaganda nelle guide turistiche: il museo del Karlag. Situato nel paesino di Dolinka, 45 km fuori città, è una villa in stile neoclassico con tanto di colonnato: ai bei tempi dell'Unione Sovietica era il centro direzionale e di smistamento, il punto nevralgico della più grande "isola" dell'arcipelago Gulag. Questa area di campi di lavoro forzato infatti era la più grande ed importante di tutta l'Unione Sovietica e copriva un'area estesa quanto la Francia. Oppositori politici, prigionieri di guerra, minoranze bellicose o semplicemente "sospetti" o semplicemente persone antipatiche a questo o a quel dirigente venivano spediti in questi luoghi, accuratamente selezionati in base alle capacità (o all'incapacità) del detenuto e mandati a lavorare chi in miniera (carbone), chi nei campi (il secondo "granaio" dell'unione) chi nella siderurgia. Persino gli intellettuali venivan...

Autunno a due facce

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Mercoledì mattina: mi alzo alle 8, faccio una bella colazione, controlla la e-mail e accompagno la programmazione delle lezioni del pomeriggio con una tazza di caffè fumante. Esco di casa ed il sole splende, la temperatura è gradevole intorno ai 20 gradi. Cammino lungo la mia alberata Nurkena Abdirova da casa mia fino all'incrocio con la grande arteria a 6 corsie che rappresenta la spina dorsale della città. Le foglie degli alberi stanno cambiando colore e sono quasi tutte gialle. Casalinghe, studenti, uomini d'affari camminano nella zona pedonale godendosi il tepore, signore anziane vendono frutta e verdura nelle piccole bancarelle a bordo strada, inondata dall'aroma del pane uzbeko appena sfornato e dei burek alle patate. In dieci minuti sono al centro sportivo. Mi cambio, indosso cuffia e occhialini e nuoto avanti e indietro per 45 minuti. Doccia e, ritemprato nel corpo e nello spirito me ne ritorno su Nurkena Abdirova. Sulla strada verso casa mi fermo al supermerca...

Il primo zero

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Un giorno decido di aggiornare il mio stato di couchsurfing. Penso sia inutile visto che a Karaganda non è che ci sia questo flusso turistico inarrestabile, ma due giorni dopo, ecco che si materializza Manuela, italiana dai lunghi trascorsi lavorativi in Azerbaijan che viene a trovare un amico ed ex-collega. Evidentemente il ragazzo non è proprio il tipico Kazako dalla leggendaria ospitalità, perchè finisco ad ospitare Manuela e a condividere qualche passeggiata nel parco sempre affollato da famiglie attratte da luna park e da uno degli ultimi week-end di "caldo". La temperatura in realtà ha iniziato a scendere e la sera è fredda, molto fredda. Pochi giorni fa la minima ha raggiunto la fatidica soglia per la prima volta. Sembra incredibile, ma il 10 settembre alle 5 di mattina siamo già arrivati a zero gradi. Con il sole poi la temperatura si alza e durante il giorno raggiunge gradevoli punte di 20 gradi, ma quando ho lezione alla mattina, il vento della steppa ti tagl...

Happy Birthday, Karaganda

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80 anni e dimostrarli tutti! Almeno, per quanto riguarda gli edifici (che in realtà sarebbero anche più giovani, ma va beh...) Karaganda mostra i segni dell'età che avanza... Fondata dai sovietici come centro direzionale per campi di lavoro circostanti, ha festeggiato questo week-end, in occasione della "giornata del minatore" il suo ottantesimo compleanno con fuochi d'artificio, grandi bevute di vodka e il solito casino in Central Park. Solito, perchè fin quando c'è il sole i Karagandesi (?!?!) si divertono come pazzi a sfrecciare in bicicletta lungo le rive del lago, limonare selvaggiamente con la propria fidanzatina sulle panchine, consumare zucchero filato e rischiare vita e/o tetano sulle vecchie ed ancora funzionanti attrazioni del lunapark. La scuola, in particolare la mia nella sezione staccata di Stepnoy, stenta a partire, e la prima, solitaria lezione sarà solo giovedì. Benedizione dal cielo l'accoppiata internet (quasi) veloce e mondiali di ...

La prima impressione è (spesso) quella sbagliata

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Questa nella foto è la vista di cui posso godere (???) dal balcone di casa. Ma andiamo con ordine... La prima impressione: atterro alle 5 del mattino all'aeroporto di Astana, dove la DOS (Director of studies, in parole povere: il mio capo) Sam e l'autista Sergey mi attendono per scarrozzarmi le tre ore abbondanti fino alla ridente Karaganda. Sam è molto gentile e mi anticipa grande ospitalità da parte della scuola. Tutto mi sembra ottimo ma, sarà la stanchezza e un minimo di jet lag, sarà l'attimo di panico quando Sergey si stava addormentando mentre guidava a oltre 100km/h attraverso la steppa, non mi sento molto a mio agio. Karaganda viene anticipata dall'orrendo distretto industriale-metallurgico che sorge a una decina di km di distanza e se anche la città non centre proprio nulla con questo allucinante agglomerato di ferraglia e ciminiere, questa nuvolosa domenica mattina tutto mi sembra grigio e tetro. Quando Sergey si ferma in una stradina laterale quasi mi...