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2 anni di estate

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Incredibile come il tempo si dilati e contragga in maniera imprevedibile. I due anni passati in Sri Lanka sono stati allo stesso tempo un fulmine e un tempo illimitato, e se da una parte mi sembra di averci vissuto molto piu' a lungo, dall'altra non riesco a capacitarmi che sia gia' finita in questo paese che ci ha portato via un pezzo di cuore.  Le ultime settimane dal rientro dalle Filippine alla partenza definitiva verso l'Europa sono state frenetiche a tal punto da non riuscire a cogliere a pieno le emozioni, che si sono quindi protratte come un'onda sul bagnasciuga per i due mesi successivi. Ho tentato in vano di appellarmi alla decisione di non rinnovarmi il contratto, ingenuamente fidandomi dell'organizzazione, abbiamo ricevuto attestati di stima, regali, visite, inviti a non finire. L'ultimo giorno in ufficio, decine e decine di insegnanti hanno voluto essere presenti, in barba al management, per darci l'addio. Lacrime, abbracci, e la sensazione ...

10 giorni nelle Filippine

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  L'unica gara di triathlon accessibile durante le rigide ferie del mio ruolo al lavoro è nelle Filippine ad Agosto, il che ci fa prendere l'occasione per una vacanzina in un paese diverso dallo Sri Lanka, che porta il mio totale di paesi visitati a quota 78. L'isola di Mactan, collegata alla più grande Cebu da 3 ponti, è la location per l'Ironman 70.3 di Lapu-Lapu.  Ci prendiamo un appartamento in un moderno residence non lontano dalla partenza come base, e i giorni pre gara passano tranquilli, tra preparativi, esplorazione dei dintorni, e Netflix sulla smart tv (throwback Prison Break Season 1). L'isola è famosa alle cronache per essere il sito dell'omonima battaglia, in cui si narra che il regnante locale, tal Lapu Lapu, sconfisse a uccise nientepopodimeno che Ferdinando Magellano. L'area del monumento ai due contendenti è anche il luogo della cerimonia d'inaugurazione del race weekend, inclusa la 5km Reyna Bulakna run (intitolata alla moglie di Lapu ...

La 'Hill Country'

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  Se Colombo non e' diciamo nel top delle destinazioni turistiche in Sri Lanka ci sara' un perche', ed e' la combinazione di un logo poco interessante e del resto del paese che offre cosi' tanto. Per motivi diversi, ho l'opportunita' di entrare in contatto con l'interno del paese, la parte collinare e montagnosa dell'isola. Lontana ed isolata per secoli dalle colonizzate coste, l'area controllata per secoli dal regno di Kandy rappresenta per certi aspetti il vero Sri Lanka. Per lavoro prima, e successivamente portandoci i miei in visita, trovo Kandy una piacevole citta', che ha si' alcune delle criticita' di Colombo, come il traffico e lo smog, ma da cui, a differenza della capitale, e' possibile sfuggire facilmente spostandosi sulle colline adiacenti, su una strada parallela, in direzioni dei paesini e delle piantagioni di the. La citta', capitale dell'omonmo regno, ospita la sacra reliquia del dente di Buddha, e in agost...

Il rumore e il silenzio

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  Difficilmente mi viene in mente un posto in cui il rumore e il silenzio sono così parte integrante della mia esperienza quotidiana. Come già scritto, il rumore è la cosa più impattante qui: gli autobus in primis, ma anche il resto del traffico, la campana del tempio hindu su cui si afaccia la nostra terrazza che la mattina suona incessantemente (a mano) per 30, 45 minuti o anche più. I corvi gracchiano tutto il giorno. Se senti qualcuno nel pre-scatarrata, probabilmente è un uomo pronto a sputacchiare del liquido rosso, prodotto di scarto del masticamento del betel. Una notte litanie buddiste sparate a tutto volume mi tengono sveglio prima di una gara ciclistica, sembra che sia una cosa normalissima qui: è una sorta di cerimonia religioso-scaramantica per portar bene ad un edificio, con litanie da mal di pancia ininterrotte tutta la notte e le casse al massimo. Nelle località balneari della costa sud-ovest, il contrasto è incredibile. Dimenticatevi le città o i paesi costieri che...

Ayubowan

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  Classico post da nuova destinazione, con elenco delle cose da segnalare: Colombo e' piu' pulita e meno caotica del previsto, ma non e' Vienna o Berna. Tra i larghi viali alberati (tra gli altri, mango e altri con fiori immaginifici) il traffico scorre indisciplinato con auto, motorini, e soprattutto tuk tuk e autobus. I primi che si infilano ovunque, salgono sui marciapiedi, fanno manovere al limite dell'impossibile. Gli altri macchine infernali, rumorosissimi, sporchissimi, guidati a velocita' da pazzi che i poveri freni riescono a malapena a contenere per non investire gente, carretti, biciclette e quant'altro, con il tocco di classe del clacson bitonale da autotreno o a volte pure da nave che se sei nei dintorni perdi come minimo 1/3 dell'udito ogni volta. Nei pochi parchi presenti ci imbattiamo in altri alberi e fiori sconosciuti e altri che non lo erano solo per sentito dire, come la cannella o il loto, stormi di pipistrelli, corvi, scoiattoli ovunque...

Da Tunisi a Colombo. Si ricomincia.

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  La fine dell'esperienza tunisina si rivela dolce, con la malinconia del lasciare il luogo col clima migliore in cui sia mai stato (a parte i due-tre torridi mesi estivi) e che ho chiamato 'casa' per due anni, gli amici e il posto di lavoro che piu' di ogni altro mi ha fatto crescere. Allo stesso tempo, perche' niente e' mai perfetto, amara, visto le difficolta' del chiudere il conto bancario e organizzare la partenza. Al momento della scrittura di questo post, sto ancora aspettando che parte dei miei risparmi vengano trasferiti dal conto tunisino a quello italiano, a distanza di 3 mesi (senza garanzia che alla fine li porti a casa). L'ormai tradizionale mese di agosto nella natia Ponte San Pietro passa liscio come sempre, visite ad amici e parenti, la preparazione per il trasferimento in Sri Lanka e quelle che, a mio parere, rimangono le migliori pedalate al mondo tra le valli bergamasche. E' qui che realizzo quanto fosse piu' semplice viaggiar...

Basta

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  Basta con i canti del muezzin la mattina presto, quelli bravi e melodici, quelli che scainano, quelli che urlano a squarciagola. Basta con le litanie depressive da suicidio alla radio. Basta con le ciabatte, da mare, non solo per la spiaggia o in casa, ma per andare al lavoro, a fare la spesa, in estate come in inverno, con calzino, preferibilmente bianco. Basta con il traffico sregolato e la gente che prima quasi ti uccide, poi fa il gesto di scusa con la mano. Basta con le vecchie che attraversano la strada a caso con le borse della spesa. Basta con le capre che attraversano la strada a caso durante una discesa in gara ciclistica mentre vai a 70km/h. Basta con gli automobilisti che guidano a 150km/h per arrivare al bar e metterci 3 quarti d'ora a sorseggiare un espresso. Basta con i ramadan e l'iftar al lavoro: il momento del pasto dopo il digiuno giornaliero, dove si inzia con un dattero e un bicchiere di bsissa (bevanda farinosa ed erbacea) per aprire su una tavolata in c...