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Dal Brembo all'Arno - breve cronologia

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  Settembre 2025: rientro dallo Sri Lanka ed attesa del ricorso / causa contro il management regionale per mobbing e licenziamento ingiustificato Ottobre: padre diagnosticato con tumore al pancreas; il responso del ricorso per lo Sri Lanka e' negativo: nell'indagine (cosi' per dire) la persona in carico ha sentito i 5 manager accusati, e basta. Nessuno dei miei 12 testimoni e' stato interpellato, tutto a posto cosi'. Novembre: piccolo viaggio a Roma con Oksana, padre ospitalizzato, vengo reclutato come Senior Teacher Trainer per il British Council al Cairo, in Egitto. Dicembre: padre viene oeparto d'urgenza e miracolosamente viene salvato, il tumore viene rimosso al 100%, ma la testa purtroppo ha subito il colpo psicologico e inizia un lungo percorso riabilitativo. Gennaio/Febbraio: terminati i background checks per il British Council, ma nessuna notizia dal Cairo. Marzo: faccio il percorso della Milano-Sanremo, piu' tanti altri giri epici in bicicletta, sem...

2 anni di estate

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Incredibile come il tempo si dilati e contragga in maniera imprevedibile. I due anni passati in Sri Lanka sono stati allo stesso tempo un fulmine e un tempo illimitato, e se da una parte mi sembra di averci vissuto molto piu' a lungo, dall'altra non riesco a capacitarmi che sia gia' finita in questo paese che ci ha portato via un pezzo di cuore.  Le ultime settimane dal rientro dalle Filippine alla partenza definitiva verso l'Europa sono state frenetiche a tal punto da non riuscire a cogliere a pieno le emozioni, che si sono quindi protratte come un'onda sul bagnasciuga per i due mesi successivi. Ho tentato in vano di appellarmi alla decisione di non rinnovarmi il contratto, ingenuamente fidandomi dell'organizzazione, abbiamo ricevuto attestati di stima, regali, visite, inviti a non finire. L'ultimo giorno in ufficio, decine e decine di insegnanti hanno voluto essere presenti, in barba al management, per darci l'addio. Lacrime, abbracci, e la sensazione ...

10 giorni nelle Filippine

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  L'unica gara di triathlon accessibile durante le rigide ferie del mio ruolo al lavoro è nelle Filippine ad Agosto, il che ci fa prendere l'occasione per una vacanzina in un paese diverso dallo Sri Lanka, che porta il mio totale di paesi visitati a quota 78. L'isola di Mactan, collegata alla più grande Cebu da 3 ponti, è la location per l'Ironman 70.3 di Lapu-Lapu.  Ci prendiamo un appartamento in un moderno residence non lontano dalla partenza come base, e i giorni pre gara passano tranquilli, tra preparativi, esplorazione dei dintorni, e Netflix sulla smart tv (throwback Prison Break Season 1). L'isola è famosa alle cronache per essere il sito dell'omonima battaglia, in cui si narra che il regnante locale, tal Lapu Lapu, sconfisse a uccise nientepopodimeno che Ferdinando Magellano. L'area del monumento ai due contendenti è anche il luogo della cerimonia d'inaugurazione del race weekend, inclusa la 5km Reyna Bulakna run (intitolata alla moglie di Lapu ...

La 'Hill Country'

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  Se Colombo non e' diciamo nel top delle destinazioni turistiche in Sri Lanka ci sara' un perche', ed e' la combinazione di un logo poco interessante e del resto del paese che offre cosi' tanto. Per motivi diversi, ho l'opportunita' di entrare in contatto con l'interno del paese, la parte collinare e montagnosa dell'isola. Lontana ed isolata per secoli dalle colonizzate coste, l'area controllata per secoli dal regno di Kandy rappresenta per certi aspetti il vero Sri Lanka. Per lavoro prima, e successivamente portandoci i miei in visita, trovo Kandy una piacevole citta', che ha si' alcune delle criticita' di Colombo, come il traffico e lo smog, ma da cui, a differenza della capitale, e' possibile sfuggire facilmente spostandosi sulle colline adiacenti, su una strada parallela, in direzioni dei paesini e delle piantagioni di the. La citta', capitale dell'omonmo regno, ospita la sacra reliquia del dente di Buddha, e in agost...

Il rumore e il silenzio

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  Difficilmente mi viene in mente un posto in cui il rumore e il silenzio sono così parte integrante della mia esperienza quotidiana. Come già scritto, il rumore è la cosa più impattante qui: gli autobus in primis, ma anche il resto del traffico, la campana del tempio hindu su cui si afaccia la nostra terrazza che la mattina suona incessantemente (a mano) per 30, 45 minuti o anche più. I corvi gracchiano tutto il giorno. Se senti qualcuno nel pre-scatarrata, probabilmente è un uomo pronto a sputacchiare del liquido rosso, prodotto di scarto del masticamento del betel. Una notte litanie buddiste sparate a tutto volume mi tengono sveglio prima di una gara ciclistica, sembra che sia una cosa normalissima qui: è una sorta di cerimonia religioso-scaramantica per portar bene ad un edificio, con litanie da mal di pancia ininterrotte tutta la notte e le casse al massimo. Nelle località balneari della costa sud-ovest, il contrasto è incredibile. Dimenticatevi le città o i paesi costieri che...

Ayubowan

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  Classico post da nuova destinazione, con elenco delle cose da segnalare: Colombo e' piu' pulita e meno caotica del previsto, ma non e' Vienna o Berna. Tra i larghi viali alberati (tra gli altri, mango e altri con fiori immaginifici) il traffico scorre indisciplinato con auto, motorini, e soprattutto tuk tuk e autobus. I primi che si infilano ovunque, salgono sui marciapiedi, fanno manovere al limite dell'impossibile. Gli altri macchine infernali, rumorosissimi, sporchissimi, guidati a velocita' da pazzi che i poveri freni riescono a malapena a contenere per non investire gente, carretti, biciclette e quant'altro, con il tocco di classe del clacson bitonale da autotreno o a volte pure da nave che se sei nei dintorni perdi come minimo 1/3 dell'udito ogni volta. Nei pochi parchi presenti ci imbattiamo in altri alberi e fiori sconosciuti e altri che non lo erano solo per sentito dire, come la cannella o il loto, stormi di pipistrelli, corvi, scoiattoli ovunque...

Da Tunisi a Colombo. Si ricomincia.

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  La fine dell'esperienza tunisina si rivela dolce, con la malinconia del lasciare il luogo col clima migliore in cui sia mai stato (a parte i due-tre torridi mesi estivi) e che ho chiamato 'casa' per due anni, gli amici e il posto di lavoro che piu' di ogni altro mi ha fatto crescere. Allo stesso tempo, perche' niente e' mai perfetto, amara, visto le difficolta' del chiudere il conto bancario e organizzare la partenza. Al momento della scrittura di questo post, sto ancora aspettando che parte dei miei risparmi vengano trasferiti dal conto tunisino a quello italiano, a distanza di 3 mesi (senza garanzia che alla fine li porti a casa). L'ormai tradizionale mese di agosto nella natia Ponte San Pietro passa liscio come sempre, visite ad amici e parenti, la preparazione per il trasferimento in Sri Lanka e quelle che, a mio parere, rimangono le migliori pedalate al mondo tra le valli bergamasche. E' qui che realizzo quanto fosse piu' semplice viaggiar...

Basta

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  Basta con i canti del muezzin la mattina presto, quelli bravi e melodici, quelli che scainano, quelli che urlano a squarciagola. Basta con le litanie depressive da suicidio alla radio. Basta con le ciabatte, da mare, non solo per la spiaggia o in casa, ma per andare al lavoro, a fare la spesa, in estate come in inverno, con calzino, preferibilmente bianco. Basta con il traffico sregolato e la gente che prima quasi ti uccide, poi fa il gesto di scusa con la mano. Basta con le vecchie che attraversano la strada a caso con le borse della spesa. Basta con le capre che attraversano la strada a caso durante una discesa in gara ciclistica mentre vai a 70km/h. Basta con gli automobilisti che guidano a 150km/h per arrivare al bar e metterci 3 quarti d'ora a sorseggiare un espresso. Basta con i ramadan e l'iftar al lavoro: il momento del pasto dopo il digiuno giornaliero, dove si inzia con un dattero e un bicchiere di bsissa (bevanda farinosa ed erbacea) per aprire su una tavolata in c...

Fiori e spazzatura

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  L'inverno in Tunisia trascorre mite nel clima, impegnativo nel lavoro e burrascoso nelle relazioni. Ci trasferiamo definitivamente a LaMarsa, una cittadina poco a est di Tunisi, lontano dal chiasso e dalla sporcizia cittadina, a due passi dal mare, dalle rovine di Cartagine e dal borgo di Sidi Bou Said, con le sue case bianche e le imposte di porte e finestre di colore blu intenso. Niente esprime la dicotomia di questo paese come i fiori e la spazzatura, visibili ovunque l'occhio si posi. Da un lato la vegetazione bellissima e bizzarra, piante mai viste prima, agrumi in fiore, palme e strani tronchi contorti, e piu' di ogni cosa i mille colori dei fiori che abbagliano in contrasto al bianco delle case, e inebriano col profumo. Dall'altra, sporcizia e spazzatura ovunque, cafonaggine varia, e incivilta' assortita. Fiori: le rovine di Cartagine, il mare, il caffe' la mattina sulla promenade di LaMarsa, i parchi e le strade con vista mozzafiato, il cibo speziato, ...

Life Change

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 Tanto atteso, eccolo che arriva: dopo 4 anni in Georgia, lo stallo per la pandemia, lo studio, l'esperienza e il diploma di livello 7, ecco che il cambiamento si materializza sotto forma di un'offerta di lavoro, come direttore degli studi di una piccola scuola in apertura a Piacenza, parte di un network di scuole di inglese presente in tutta Italia. Dopo non pochi tentennamenti dovuti al fattore 'prestigio' (spostarsi dall'istituzione leader mondiale del settore ad una piccola realtà di cui mai avevo sentito parlare) decido comunque di fare il salto, grazie anche ad alcuni colloqui con il direttore nazionale, che mi assicura della totale predisposizione all'eccellenza, e del timing che mi permetterebbe di lavorare il primo mese (di formazione) online dalla Georgia, prima di trasferirmi in Italia nuovamente a fine giugno. Lettera di dimissioni, saluti vari, chiusura del cerchio con British Council, volo prenotato, disdetta dell'appartamento, firmetta in comu...

Climate change

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(c) Photo Tea Subeliani  L'inverno arriva abbastanza tranquillo e dolce come spesso a queste latitudini. Non fa mai troppo freddo, almeno in termini di clima. Come emozioni ci sono poche cose piu' deprimenti di pedalare tra i paesini della campagna georgiana in una grigia giornata senza sole in inverno: strade dissestate, alberi spogli, campi bruciati, case di legno che marcisce, cani randagi che si destreggiano tra la spazzatura: e' il modello: 'tutto a Tbilisi, niente fuori' che rende deserte le campagne e meta' della popolazione nella grande metropoli. Le regioni sono sempre piu' abitate da minoranze etniche, gli unici a rimanere quando tutti i 'georgiani' se ne vanno dove c'e' il grano, per poi lamentarsi che 'la Georgia e' uno stato troppo piccolo' mentre viaggiando per il paese appare chiaro che per estensione geografica e' persino troppo grande per una popolazione di 3 milioni di persone che vivono principalmente in 3-4...

Dieci anni dalla partenza, il viaggio continua...

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  Una decade e' passata da quel 1 settembre in cui Ale mi ha accompagnato all'aeroporto per il viaggio che ha cambiato la mia vita. Per celebrare l'evento, ho puntato la sveglia alle 5.30, fatto colazione e preparato per bene, dato un bacio ad Oksana ancora dormiente e me ne sono uscito per un giretto in bici. 9 ore dopo e 245km attraverso la regione vinicola di Kakheti incluso l'interminabile Gombori pass, ed eccomi di ritorno a 'casa'.  Il covid19, il lockdown e le conseguenti misure di sicurezza implementate in giro per il mondo hanno ridimensionato quello che avrebbe dovuto essere l'anno epocale: Delta + cambio di paese e 'di passo', sia economico che motivazionale. Nulla di tutto cio'. Ma e' la vita, l'importante e' continuare a fare progetti e trovare nuovi stimoli, che siano fisici, intellettuali, affettivi. Dieci anni fa partivo senza sapere se sarei tornato: oggi sono piu' maturo, consapevole, ma sempre sognatore, e nonos...

L'amore al tempo del Covid19

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(Titolo scontatissimo, ma non potevo farmelo scappare). Ormai i post sono così distanti l'uno dagli altri che si può parlare di occasioni speciali. Ed eccola l'occasione: sull'onda del caos mondiale per il contagio da Covid19, primo post del nuovo decennio. La Georgia è ancora indietro rispetto all'Italia ormai tutta in quarantena (al momento della scrittura) di un paio di settimane. Per ora i casi si limitano a circa venti, quasi tutti di gente che rientrava dall'Italia. Le misure prese però ricalcano quelle in Italia, con la chiusura delle scuole ed ecco che ci ritroviamo a casa con la prospettiva di iniziare con le teleconferenze da settimana prossima con gli studenti adulti. Se da un lato la cosa capita a fagiolo per darmi tempo di lavorare sui documenti da preparare e sullo studio per il DELTA, dall'altra comprime il calendario di osservazioni da qualche mese a (forse) uno, il mese di Maggio, salvo peggioramenti della situazione. Un bel problema pe...

La lotta quotidiana di un triatleta in Georgia

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Rientrato a Settembre mi sono buttato immediatamente nel Triathlon. Cosi', senza pensarci troppo, gara sprint e via. I benefici sono molteplici: posso farlo in maniera totalmente indipendente e incastrare allenamenti negli spazi vuoti della mia settimana. mi mantengo in forma ho un motivo per alzarmi presto la mattina (altrimenti con le prime lezioni alle 12.30, hai voglia...) nonostante la maggior parte delle volte mi senta uno straccio, quelle poche volte che mi sento bene e' una figata e mi sento di poter fare qualunque cosa. Sfortunatamente, vivendo in centro a Tbilisi ci sono alcune difficolta' da superare ogni giorno: le piscine costano care (ecco perche' appena la temperatura lo permette mi getto nel lago Lisi - nella foto - per le sessioni di nuoto) la gente ti guarda come un marziano (o un rincoglionito, piu' spesso) che ha tempo ed energie da perdere correre in citta', con pochi parchi e piccoli, vuol dire o slalomeggiare tra le...

Transinistria e "l'esistere o non esistere"

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La mia prima volta fu in Artsakh (o Nagorno-Karabagh). Lo scorso Aprile sono andato in Abkhazia. Il fetish per questi paesi a tutti gli effetti che non vengono riconosciuti dalla comunità internazionale (principalmente per evitare "incoraggiamenti" all'imperialismo della Russia) mi porta a voler attraversare, anche solo per qualche ora di pedalata la Repubblica Moldava di Pridniestrov, comunemente detta Transnistria. Come nei casi sopracitati, c'è un confine, ci sono i militari e i poliziotti, c'è una lingua diversa dallo stato "ufficiale" di appartenenza, c'è un governo, c'è una moneta. C'è il fattore tempo: in questo caso (come in 3 su 4 dei paesi che formano questa singolare alleanza) 25 anni. C'è praticamente tutto per considerarlo uno stato. E nonostante non sia uno sciocco e sappia il perchè la Russia appoggi queste repubbliche, non certo per spirito di solidarietà ma per interesse suo personale di influenza, come nel caso del...

Il tempo si è fermato in Moldova

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Superata la frontiera a pochi km da Iasi, mi ritrovo catapultato in un altro mondo. L'industrializzata campagna dell'est Romania che fa capolino da oltre le colline è cent'anni avanti il mondo rurale dei villagi che attraverso in direzione sud: strade malamente asfaltate o sterrate, più carreti trainati da cavalli che automobili, buoi nei campi, persone che si recano al pozzo con un secchio d'acqua. L'osservazione attenta di questo nuovo scenario mi aiuta seppur solo in parte a non pensare alla fatica della lunga tappa, al caldo asfissiante e al ginocchio destro che iniia a darmi problemi per la prima volta nella vita. Chisinau, la capitale, conferma la regola che ho trovato sempre nei paesi cosiddetti "in via di sviluppo": tutto nella grande città, niente fuori. Arrivando nell'area metropolitana infatti si cambia totalmente registro e si rientra decisamnte nel 2018, con la classica città neo-post-sovietica che mantiene la strutura originaria zar...

Romania senza mutande

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Il dramma si è consumato velocemente: la constatazione di aver perso da qualche parte l'unico paio di mutande che avevo con me, la domanda delle domande: dove? e la realizzazione di doverne fare a meno: cycling shorts di giorno e costume da bagno la sera saranno gli indumenti per le 2 settimane che seguiranno. In Romania faccio tantissimi km, passando dalla pianura, alla collina, alla montagna, oer terminare di nuovo nella pianura che conduce alla Moldova. L'impressione è stata positiva in generale. Sembra che il paese sia perennemente diviso in due: i ricchi e i poveri, i cittadini e i campagnoli, i romeni e i rom. Proprio questa è la divisione che balza agli occhi piu prepotentemente. 2 comunità che condividono lo stesso spazio senza quasi toccarsi, evitando ogni contatto che non sia necessario. Highlights della mia settimana sono: le case, anzi, i palazzi rom: praticamente stile disneyland nel mezzo del nulla della campagna; i parchi nazionali; parlare con i moltiss...

... Ungheria con chi vuoi

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Lasciato il comfort del supporto famigliare, mi dirigo ad est, sempre piu ad est, e passando il confine meno interessante e eccitante che abbia mai visto (solo un misero cartello, non un fiume, una ex dogana, una bandiera, niente) entro in Ungheria. La strada che in Slovenia era collinare diventa sempre piu piatta e agricola fino alle sponde del lago Balaton. Mi fermo la prima sera in una località termale (Zalakaros) assediata da turisti over 60 tedeschi che impazziscono per i benefici delle acque sulfure, dei generosi shnitzel con patate e della locale Palinka (liquore tipico ungherese). Il giorno successivo raggiungo il lago, e mi immetto sulla ciclabile che fa il giro, attorniato dalle decine di migliaia di ciclisti della domenica e di veri e propri bikepackers: famiglie, gruppi di amici con casse portabili dalla musoca tamarra e birra, giovani e vecchi, tutti a passare questo weekend di festa nazionale sulle sponde del lago. A Csopak ho appuntamento per un pomeriggio in pisc...

Slovenia con i tuoi...

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Pedalare in Slovenia mi da l'opportunità non solo di ritrovare uno dei miei paesi europei preferiti, ma anche di passare un paio di pomeriggi e di serate con i miei prima di tornare per un anno in Georgia. I vecchi sono infatti a fare le ferie d'agosto in camper proprio nel verdissimo nostro vicino. La prima sera a Kobarid, aka Caporetto, è la mia tenda a dare segni di cedimento: le fortissime piogge la mettono a dura prova e mi ritrovo il mattino a svuotare un paio di litri d'acqua dall'interno... rimarrà in ogni caso l'uni o contrattempo di 3 giorni spettacolari. La strada che si snoda tra i verdi pascoli e le montagne mi porta nella grande valle della Sava dove incontro i miei per la prima volta e sro nel lusso del camper. Il giorno successivo è non meno suggestivo, con l'arrivo nella magnifica Ptuj dopo aver smadonnato su muri che sfioravano il 20%. Infine, dopo una serata in un ristorante gourmet per il compleano dimio padre, lascio il bel paesello ...

Girone di ritorno

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Gli ultimi mesi in Georgia mi hanno regalato diverse soddisfazioni, lavorative, sentimentali e sportive ed ecco che le vacanze estive, 6 settimane tra agosto e settembre capitano a fagiolo per riempire gli unici 2 vuoti rimasti nelle mie caselle, che la Georgia non puo se non parzialmente riempire: Famiglia-amici: due settimane a casa cercando di vedere il piu possibile quante piu persone possibili. Viaggi: visto il successo dello scorso anmo decido di riproporre il formato viaggio in bicicletta, questa volta andando verso est, per tornare a Tbilisi. Ed ecco che il 12 agosto riparto a bordo della stessa che mi ha accompagnato per oltre 5000km un anno fa, direzione est, dove a Verona ritrovo Gesù che mi accompagna negli ultimi km, mi ospita nella mitica casa di San Martino Buonalbergo e mi scarrozza pure in motorino a una locale sagra. I giorni successivi è profondo nordest, deserto alle porte di ferragosto: Vicenza, Cittadella, Treviso, Conegliano, Pordenone, Udine, Cividale...