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La 'Hill Country'

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  Se Colombo non e' diciamo nel top delle destinazioni turistiche in Sri Lanka ci sara' un perche', ed e' la combinazione di un logo poco interessante e del resto del paese che offre cosi' tanto. Per motivi diversi, ho l'opportunita' di entrare in contatto con l'interno del paese, la parte collinare e montagnosa dell'isola. Lontana ed isolata per secoli dalle colonizzate coste, l'area controllata per secoli dal regno di Kandy rappresenta per certi aspetti il vero Sri Lanka. Per lavoro prima, e successivamente portandoci i miei in visita, trovo Kandy una piacevole citta', che ha si' alcune delle criticita' di Colombo, come il traffico e lo smog, ma da cui, a differenza della capitale, e' possibile sfuggire facilmente spostandosi sulle colline adiacenti, su una strada parallela, in direzioni dei paesini e delle piantagioni di the. La citta', capitale dell'omonmo regno, ospita la sacra reliquia del dente di Buddha, e in agost...

Il rumore e il silenzio

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  Difficilmente mi viene in mente un posto in cui il rumore e il silenzio sono così parte integrante della mia esperienza quotidiana. Come già scritto, il rumore è la cosa più impattante qui: gli autobus in primis, ma anche il resto del traffico, la campana del tempio hindu su cui si afaccia la nostra terrazza che la mattina suona incessantemente (a mano) per 30, 45 minuti o anche più. I corvi gracchiano tutto il giorno. Se senti qualcuno nel pre-scatarrata, probabilmente è un uomo pronto a sputacchiare del liquido rosso, prodotto di scarto del masticamento del betel. Una notte litanie buddiste sparate a tutto volume mi tengono sveglio prima di una gara ciclistica, sembra che sia una cosa normalissima qui: è una sorta di cerimonia religioso-scaramantica per portar bene ad un edificio, con litanie da mal di pancia ininterrotte tutta la notte e le casse al massimo. Nelle località balneari della costa sud-ovest, il contrasto è incredibile. Dimenticatevi le città o i paesi costieri che...

Ayubowan

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  Classico post da nuova destinazione, con elenco delle cose da segnalare: Colombo e' piu' pulita e meno caotica del previsto, ma non e' Vienna o Berna. Tra i larghi viali alberati (tra gli altri, mango e altri con fiori immaginifici) il traffico scorre indisciplinato con auto, motorini, e soprattutto tuk tuk e autobus. I primi che si infilano ovunque, salgono sui marciapiedi, fanno manovere al limite dell'impossibile. Gli altri macchine infernali, rumorosissimi, sporchissimi, guidati a velocita' da pazzi che i poveri freni riescono a malapena a contenere per non investire gente, carretti, biciclette e quant'altro, con il tocco di classe del clacson bitonale da autotreno o a volte pure da nave che se sei nei dintorni perdi come minimo 1/3 dell'udito ogni volta. Nei pochi parchi presenti ci imbattiamo in altri alberi e fiori sconosciuti e altri che non lo erano solo per sentito dire, come la cannella o il loto, stormi di pipistrelli, corvi, scoiattoli ovunque...

Da Tunisi a Colombo. Si ricomincia.

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  La fine dell'esperienza tunisina si rivela dolce, con la malinconia del lasciare il luogo col clima migliore in cui sia mai stato (a parte i due-tre torridi mesi estivi) e che ho chiamato 'casa' per due anni, gli amici e il posto di lavoro che piu' di ogni altro mi ha fatto crescere. Allo stesso tempo, perche' niente e' mai perfetto, amara, visto le difficolta' del chiudere il conto bancario e organizzare la partenza. Al momento della scrittura di questo post, sto ancora aspettando che parte dei miei risparmi vengano trasferiti dal conto tunisino a quello italiano, a distanza di 3 mesi (senza garanzia che alla fine li porti a casa). L'ormai tradizionale mese di agosto nella natia Ponte San Pietro passa liscio come sempre, visite ad amici e parenti, la preparazione per il trasferimento in Sri Lanka e quelle che, a mio parere, rimangono le migliori pedalate al mondo tra le valli bergamasche. E' qui che realizzo quanto fosse piu' semplice viaggiar...

Basta

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  Basta con i canti del muezzin la mattina presto, quelli bravi e melodici, quelli che scainano, quelli che urlano a squarciagola. Basta con le litanie depressive da suicidio alla radio. Basta con le ciabatte, da mare, non solo per la spiaggia o in casa, ma per andare al lavoro, a fare la spesa, in estate come in inverno, con calzino, preferibilmente bianco. Basta con il traffico sregolato e la gente che prima quasi ti uccide, poi fa il gesto di scusa con la mano. Basta con le vecchie che attraversano la strada a caso con le borse della spesa. Basta con le capre che attraversano la strada a caso durante una discesa in gara ciclistica mentre vai a 70km/h. Basta con gli automobilisti che guidano a 150km/h per arrivare al bar e metterci 3 quarti d'ora a sorseggiare un espresso. Basta con i ramadan e l'iftar al lavoro: il momento del pasto dopo il digiuno giornaliero, dove si inzia con un dattero e un bicchiere di bsissa (bevanda farinosa ed erbacea) per aprire su una tavolata in c...

Fiori e spazzatura

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  L'inverno in Tunisia trascorre mite nel clima, impegnativo nel lavoro e burrascoso nelle relazioni. Ci trasferiamo definitivamente a LaMarsa, una cittadina poco a est di Tunisi, lontano dal chiasso e dalla sporcizia cittadina, a due passi dal mare, dalle rovine di Cartagine e dal borgo di Sidi Bou Said, con le sue case bianche e le imposte di porte e finestre di colore blu intenso. Niente esprime la dicotomia di questo paese come i fiori e la spazzatura, visibili ovunque l'occhio si posi. Da un lato la vegetazione bellissima e bizzarra, piante mai viste prima, agrumi in fiore, palme e strani tronchi contorti, e piu' di ogni cosa i mille colori dei fiori che abbagliano in contrasto al bianco delle case, e inebriano col profumo. Dall'altra, sporcizia e spazzatura ovunque, cafonaggine varia, e incivilta' assortita. Fiori: le rovine di Cartagine, il mare, il caffe' la mattina sulla promenade di LaMarsa, i parchi e le strade con vista mozzafiato, il cibo speziato, ...

Life Change

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 Tanto atteso, eccolo che arriva: dopo 4 anni in Georgia, lo stallo per la pandemia, lo studio, l'esperienza e il diploma di livello 7, ecco che il cambiamento si materializza sotto forma di un'offerta di lavoro, come direttore degli studi di una piccola scuola in apertura a Piacenza, parte di un network di scuole di inglese presente in tutta Italia. Dopo non pochi tentennamenti dovuti al fattore 'prestigio' (spostarsi dall'istituzione leader mondiale del settore ad una piccola realtà di cui mai avevo sentito parlare) decido comunque di fare il salto, grazie anche ad alcuni colloqui con il direttore nazionale, che mi assicura della totale predisposizione all'eccellenza, e del timing che mi permetterebbe di lavorare il primo mese (di formazione) online dalla Georgia, prima di trasferirmi in Italia nuovamente a fine giugno. Lettera di dimissioni, saluti vari, chiusura del cerchio con British Council, volo prenotato, disdetta dell'appartamento, firmetta in comu...