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Fiori e spazzatura

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  L'inverno in Tunisia trascorre mite nel clima, impegnativo nel lavoro e burrascoso nelle relazioni. Ci trasferiamo definitivamente a LaMarsa, una cittadina poco a est di Tunisi, lontano dal chiasso e dalla sporcizia cittadina, a due passi dal mare, dalle rovine di Cartagine e dal borgo di Sidi Bou Said, con le sue case bianche e le imposte di porte e finestre di colore blu intenso. Niente esprime la dicotomia di questo paese come i fiori e la spazzatura, visibili ovunque l'occhio si posi. Da un lato la vegetazione bellissima e bizzarra, piante mai viste prima, agrumi in fiore, palme e strani tronchi contorti, e piu' di ogni cosa i mille colori dei fiori che abbagliano in contrasto al bianco delle case, e inebriano col profumo. Dall'altra, sporcizia e spazzatura ovunque, cafonaggine varia, e incivilta' assortita. Fiori: le rovine di Cartagine, il mare, il caffe' la mattina sulla promenade di LaMarsa, i parchi e le strade con vista mozzafiato, il cibo speziato, ...

Life Change

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 Tanto atteso, eccolo che arriva: dopo 4 anni in Georgia, lo stallo per la pandemia, lo studio, l'esperienza e il diploma di livello 7, ecco che il cambiamento si materializza sotto forma di un'offerta di lavoro, come direttore degli studi di una piccola scuola in apertura a Piacenza, parte di un network di scuole di inglese presente in tutta Italia. Dopo non pochi tentennamenti dovuti al fattore 'prestigio' (spostarsi dall'istituzione leader mondiale del settore ad una piccola realtà di cui mai avevo sentito parlare) decido comunque di fare il salto, grazie anche ad alcuni colloqui con il direttore nazionale, che mi assicura della totale predisposizione all'eccellenza, e del timing che mi permetterebbe di lavorare il primo mese (di formazione) online dalla Georgia, prima di trasferirmi in Italia nuovamente a fine giugno. Lettera di dimissioni, saluti vari, chiusura del cerchio con British Council, volo prenotato, disdetta dell'appartamento, firmetta in comu...

Climate change

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(c) Photo Tea Subeliani  L'inverno arriva abbastanza tranquillo e dolce come spesso a queste latitudini. Non fa mai troppo freddo, almeno in termini di clima. Come emozioni ci sono poche cose piu' deprimenti di pedalare tra i paesini della campagna georgiana in una grigia giornata senza sole in inverno: strade dissestate, alberi spogli, campi bruciati, case di legno che marcisce, cani randagi che si destreggiano tra la spazzatura: e' il modello: 'tutto a Tbilisi, niente fuori' che rende deserte le campagne e meta' della popolazione nella grande metropoli. Le regioni sono sempre piu' abitate da minoranze etniche, gli unici a rimanere quando tutti i 'georgiani' se ne vanno dove c'e' il grano, per poi lamentarsi che 'la Georgia e' uno stato troppo piccolo' mentre viaggiando per il paese appare chiaro che per estensione geografica e' persino troppo grande per una popolazione di 3 milioni di persone che vivono principalmente in 3-4...

Dieci anni dalla partenza, il viaggio continua...

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  Una decade e' passata da quel 1 settembre in cui Ale mi ha accompagnato all'aeroporto per il viaggio che ha cambiato la mia vita. Per celebrare l'evento, ho puntato la sveglia alle 5.30, fatto colazione e preparato per bene, dato un bacio ad Oksana ancora dormiente e me ne sono uscito per un giretto in bici. 9 ore dopo e 245km attraverso la regione vinicola di Kakheti incluso l'interminabile Gombori pass, ed eccomi di ritorno a 'casa'.  Il covid19, il lockdown e le conseguenti misure di sicurezza implementate in giro per il mondo hanno ridimensionato quello che avrebbe dovuto essere l'anno epocale: Delta + cambio di paese e 'di passo', sia economico che motivazionale. Nulla di tutto cio'. Ma e' la vita, l'importante e' continuare a fare progetti e trovare nuovi stimoli, che siano fisici, intellettuali, affettivi. Dieci anni fa partivo senza sapere se sarei tornato: oggi sono piu' maturo, consapevole, ma sempre sognatore, e nonos...

L'amore al tempo del Covid19

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(Titolo scontatissimo, ma non potevo farmelo scappare). Ormai i post sono così distanti l'uno dagli altri che si può parlare di occasioni speciali. Ed eccola l'occasione: sull'onda del caos mondiale per il contagio da Covid19, primo post del nuovo decennio. La Georgia è ancora indietro rispetto all'Italia ormai tutta in quarantena (al momento della scrittura) di un paio di settimane. Per ora i casi si limitano a circa venti, quasi tutti di gente che rientrava dall'Italia. Le misure prese però ricalcano quelle in Italia, con la chiusura delle scuole ed ecco che ci ritroviamo a casa con la prospettiva di iniziare con le teleconferenze da settimana prossima con gli studenti adulti. Se da un lato la cosa capita a fagiolo per darmi tempo di lavorare sui documenti da preparare e sullo studio per il DELTA, dall'altra comprime il calendario di osservazioni da qualche mese a (forse) uno, il mese di Maggio, salvo peggioramenti della situazione. Un bel problema pe...

La lotta quotidiana di un triatleta in Georgia

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Rientrato a Settembre mi sono buttato immediatamente nel Triathlon. Cosi', senza pensarci troppo, gara sprint e via. I benefici sono molteplici: posso farlo in maniera totalmente indipendente e incastrare allenamenti negli spazi vuoti della mia settimana. mi mantengo in forma ho un motivo per alzarmi presto la mattina (altrimenti con le prime lezioni alle 12.30, hai voglia...) nonostante la maggior parte delle volte mi senta uno straccio, quelle poche volte che mi sento bene e' una figata e mi sento di poter fare qualunque cosa. Sfortunatamente, vivendo in centro a Tbilisi ci sono alcune difficolta' da superare ogni giorno: le piscine costano care (ecco perche' appena la temperatura lo permette mi getto nel lago Lisi - nella foto - per le sessioni di nuoto) la gente ti guarda come un marziano (o un rincoglionito, piu' spesso) che ha tempo ed energie da perdere correre in citta', con pochi parchi e piccoli, vuol dire o slalomeggiare tra le...

Transinistria e "l'esistere o non esistere"

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La mia prima volta fu in Artsakh (o Nagorno-Karabagh). Lo scorso Aprile sono andato in Abkhazia. Il fetish per questi paesi a tutti gli effetti che non vengono riconosciuti dalla comunità internazionale (principalmente per evitare "incoraggiamenti" all'imperialismo della Russia) mi porta a voler attraversare, anche solo per qualche ora di pedalata la Repubblica Moldava di Pridniestrov, comunemente detta Transnistria. Come nei casi sopracitati, c'è un confine, ci sono i militari e i poliziotti, c'è una lingua diversa dallo stato "ufficiale" di appartenenza, c'è un governo, c'è una moneta. C'è il fattore tempo: in questo caso (come in 3 su 4 dei paesi che formano questa singolare alleanza) 25 anni. C'è praticamente tutto per considerarlo uno stato. E nonostante non sia uno sciocco e sappia il perchè la Russia appoggi queste repubbliche, non certo per spirito di solidarietà ma per interesse suo personale di influenza, come nel caso del...