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Climate change

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(c) Photo Tea Subeliani  L'inverno arriva abbastanza tranquillo e dolce come spesso a queste latitudini. Non fa mai troppo freddo, almeno in termini di clima. Come emozioni ci sono poche cose piu' deprimenti di pedalare tra i paesini della campagna georgiana in una grigia giornata senza sole in inverno: strade dissestate, alberi spogli, campi bruciati, case di legno che marcisce, cani randagi che si destreggiano tra la spazzatura: e' il modello: 'tutto a Tbilisi, niente fuori' che rende deserte le campagne e meta' della popolazione nella grande metropoli. Le regioni sono sempre piu' abitate da minoranze etniche, gli unici a rimanere quando tutti i 'georgiani' se ne vanno dove c'e' il grano, per poi lamentarsi che 'la Georgia e' uno stato troppo piccolo' mentre viaggiando per il paese appare chiaro che per estensione geografica e' persino troppo grande per una popolazione di 3 milioni di persone che vivono principalmente in 3-4...

Dieci anni dalla partenza, il viaggio continua...

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  Una decade e' passata da quel 1 settembre in cui Ale mi ha accompagnato all'aeroporto per il viaggio che ha cambiato la mia vita. Per celebrare l'evento, ho puntato la sveglia alle 5.30, fatto colazione e preparato per bene, dato un bacio ad Oksana ancora dormiente e me ne sono uscito per un giretto in bici. 9 ore dopo e 245km attraverso la regione vinicola di Kakheti incluso l'interminabile Gombori pass, ed eccomi di ritorno a 'casa'.  Il covid19, il lockdown e le conseguenti misure di sicurezza implementate in giro per il mondo hanno ridimensionato quello che avrebbe dovuto essere l'anno epocale: Delta + cambio di paese e 'di passo', sia economico che motivazionale. Nulla di tutto cio'. Ma e' la vita, l'importante e' continuare a fare progetti e trovare nuovi stimoli, che siano fisici, intellettuali, affettivi. Dieci anni fa partivo senza sapere se sarei tornato: oggi sono piu' maturo, consapevole, ma sempre sognatore, e nonos...

L'amore al tempo del Covid19

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(Titolo scontatissimo, ma non potevo farmelo scappare). Ormai i post sono così distanti l'uno dagli altri che si può parlare di occasioni speciali. Ed eccola l'occasione: sull'onda del caos mondiale per il contagio da Covid19, primo post del nuovo decennio. La Georgia è ancora indietro rispetto all'Italia ormai tutta in quarantena (al momento della scrittura) di un paio di settimane. Per ora i casi si limitano a circa venti, quasi tutti di gente che rientrava dall'Italia. Le misure prese però ricalcano quelle in Italia, con la chiusura delle scuole ed ecco che ci ritroviamo a casa con la prospettiva di iniziare con le teleconferenze da settimana prossima con gli studenti adulti. Se da un lato la cosa capita a fagiolo per darmi tempo di lavorare sui documenti da preparare e sullo studio per il DELTA, dall'altra comprime il calendario di osservazioni da qualche mese a (forse) uno, il mese di Maggio, salvo peggioramenti della situazione. Un bel problema pe...

La lotta quotidiana di un triatleta in Georgia

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Rientrato a Settembre mi sono buttato immediatamente nel Triathlon. Cosi', senza pensarci troppo, gara sprint e via. I benefici sono molteplici: posso farlo in maniera totalmente indipendente e incastrare allenamenti negli spazi vuoti della mia settimana. mi mantengo in forma ho un motivo per alzarmi presto la mattina (altrimenti con le prime lezioni alle 12.30, hai voglia...) nonostante la maggior parte delle volte mi senta uno straccio, quelle poche volte che mi sento bene e' una figata e mi sento di poter fare qualunque cosa. Sfortunatamente, vivendo in centro a Tbilisi ci sono alcune difficolta' da superare ogni giorno: le piscine costano care (ecco perche' appena la temperatura lo permette mi getto nel lago Lisi - nella foto - per le sessioni di nuoto) la gente ti guarda come un marziano (o un rincoglionito, piu' spesso) che ha tempo ed energie da perdere correre in citta', con pochi parchi e piccoli, vuol dire o slalomeggiare tra le...

Transinistria e "l'esistere o non esistere"

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La mia prima volta fu in Artsakh (o Nagorno-Karabagh). Lo scorso Aprile sono andato in Abkhazia. Il fetish per questi paesi a tutti gli effetti che non vengono riconosciuti dalla comunità internazionale (principalmente per evitare "incoraggiamenti" all'imperialismo della Russia) mi porta a voler attraversare, anche solo per qualche ora di pedalata la Repubblica Moldava di Pridniestrov, comunemente detta Transnistria. Come nei casi sopracitati, c'è un confine, ci sono i militari e i poliziotti, c'è una lingua diversa dallo stato "ufficiale" di appartenenza, c'è un governo, c'è una moneta. C'è il fattore tempo: in questo caso (come in 3 su 4 dei paesi che formano questa singolare alleanza) 25 anni. C'è praticamente tutto per considerarlo uno stato. E nonostante non sia uno sciocco e sappia il perchè la Russia appoggi queste repubbliche, non certo per spirito di solidarietà ma per interesse suo personale di influenza, come nel caso del...

Il tempo si è fermato in Moldova

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Superata la frontiera a pochi km da Iasi, mi ritrovo catapultato in un altro mondo. L'industrializzata campagna dell'est Romania che fa capolino da oltre le colline è cent'anni avanti il mondo rurale dei villagi che attraverso in direzione sud: strade malamente asfaltate o sterrate, più carreti trainati da cavalli che automobili, buoi nei campi, persone che si recano al pozzo con un secchio d'acqua. L'osservazione attenta di questo nuovo scenario mi aiuta seppur solo in parte a non pensare alla fatica della lunga tappa, al caldo asfissiante e al ginocchio destro che iniia a darmi problemi per la prima volta nella vita. Chisinau, la capitale, conferma la regola che ho trovato sempre nei paesi cosiddetti "in via di sviluppo": tutto nella grande città, niente fuori. Arrivando nell'area metropolitana infatti si cambia totalmente registro e si rientra decisamnte nel 2018, con la classica città neo-post-sovietica che mantiene la strutura originaria zar...

Romania senza mutande

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Il dramma si è consumato velocemente: la constatazione di aver perso da qualche parte l'unico paio di mutande che avevo con me, la domanda delle domande: dove? e la realizzazione di doverne fare a meno: cycling shorts di giorno e costume da bagno la sera saranno gli indumenti per le 2 settimane che seguiranno. In Romania faccio tantissimi km, passando dalla pianura, alla collina, alla montagna, oer terminare di nuovo nella pianura che conduce alla Moldova. L'impressione è stata positiva in generale. Sembra che il paese sia perennemente diviso in due: i ricchi e i poveri, i cittadini e i campagnoli, i romeni e i rom. Proprio questa è la divisione che balza agli occhi piu prepotentemente. 2 comunità che condividono lo stesso spazio senza quasi toccarsi, evitando ogni contatto che non sia necessario. Highlights della mia settimana sono: le case, anzi, i palazzi rom: praticamente stile disneyland nel mezzo del nulla della campagna; i parchi nazionali; parlare con i moltiss...