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Feels like home

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Il ritorno in Kazakhstan, a Karaganda, ha un sapore tutto diverso dal mio primo arrivo qui, ormai due anni fa. Sono nello stesso appartamento, lavoro nella stessa scuola, qualche collega è cambiato ma nella sostanza poco è diverso. Ora sembra quasi di essere a casa. Nella "mia" Nurken Abdirov ci sono alcuni nuovi ristoranti, in città nel frattempo sono arrivati Burger King e KFC, qualche palazzo è stato ristrutturato o ricostruito, ma con le tiepide giornate di settembre le persone si divertono ancora come pazzi a pedalare per i sentieri di Central Park o a fare shopping nei centri commerciali, a mangiare "gelato tradyzionale" o sfrecciare con i loro SUV nuovi di zecca o carrette di oltre trent'anni. Tutto sembra come l'avevo lasciato. Mi sento esattamente come quando torno a casa in Italia. Certo, come a Bergamo qualche novità ogni volta c'è, anche qui qualche amico ha perso qualche capello, alcuni si sono sposati (dopo lunghissimi fidanzamenti...

Banska Stiavniczctckch...

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La lingua slovacca, si sa, non abbonda in vocali. La fantastica cittadina di Banska Stiavnica ci mette un paio di settimane buone per starmi in testa. Nel centro del paese, in zona collinare, è patrimonio dell'Unesco e per buone ragioni: castelli, chiese, un centro retrò con tanti caffè e mostre d'arte, il tutto circondato da verdi boschi e laghi cristallini. Un gioiellino in cui gustarsi una buona Zmrzlina (un gelato). E' solo una delle località che visito in questa primavera, per cercare di assaporare il più possibile questo paese tanto accessibile e tranquillo quanto relativamente sconosciuto. Ecco allora spuntare castelli dietro ogni angolo, Smolenice in primis il mio preferito (casa tra l'altro dell'inventore del paracadute), ma anche la imponente fortezza di Trencin che fa ombra al piccolo e curato centro storico. Con le belle giornate iniziano le manifestazioni e gli eventi, dai festival vinicoli alle rappresentazioni in costume medievale con giostre e co...

Sbocciano rollerblade e tavolini da caffè

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Dopo i primi due mesi di grigio e pioggia costante, la primavera inizia a fare capolino tra le nubi e poco prima di pasqua, gli alberi cominciano ad inverdirsi, il sole si fa tiepido, i fiori sbocciano e con loro i tavolini da caffè che iniziano ad occupare strade e piazze del centro. Come se  non aspettassero altro, gli abitanti di Trnava escono dal letargo e improvvisamente le strade che erano deserte si riempiono di gente con cono gelato in mano, le gonne si fanno più corte, e le aree verdi della città vengono invase da runners, famiglie con i passeggini e biciclette. Ma la cosa che più si nota sono le persone di ogni età che sfrecciano sulle ciclabili sui pattini a rotelle, quei rollerblade che credevo fossero un affare solo californiano o comunque da anni 90, qui sono popolarissimi. Il tradizionale appuntamento del weekend con il basket si sposta così all'aperto e nonostante le pallonate in faccia prese da parecchi ragazzi, distratti dal gioco a causa dello sfrecciare...

Scelte di vita professionale

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Dopo un mese di ricerca di un lavoro, mi trovavo con tre opzioni: la prima in Armenia, a Yerevan. Nonostante l'idea di tornare a così poca distanza di tempo nella bella e dinamica città mi attirasse, la scarsa organizzazione della scuola, la difficoltà nell'ottenimento del visto e la magra paga mi hanno fatto passare oltre. La seconda, e davvero attraente scelta era Riga. Nella capitale lettone avrei trovato gli alti standard del circuito International House, un'appartamento personale, un trattamento economico di tutto rispetto e l'insegnamento ai teenager e agli adulti, i due gruppi con cui mi sento più a mio agio. MA l'offerta sarebbe partita oltre un mese dopo, e non mi avrebbe fatto crescere professionalmente quanto ciò che ho effettivamente scelto. E quindi eccomi qui, avendo scelto la terza opzione, a Trnava, cittadina della provincia slovacca, a poche decine di km da Bratislava. Le ragioni per cui ho scelto questa destinazione sono: la possibilità di r...

Finale col botto

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Il vecchio scorbutico che mi accoglie a Bam la sera tardi si trasforma in un simpatico sessantenne con un accento da nero dell'Alabama, e oltre a interessanti conversazioni e passaggi nella vecchia carretta che chiama automobile, mi regala una grande emozione mostrandomi due pagine del suo guestbook firmate da Giorgio Bettinelli (mitico viaggiatore italiano in Vespa e autore di diversi libri sulle sue vespate planetarie). Le 18 ore di autobus divise con i pellegrini mi portano poi a Mashad. Ancora non lo so, ma sarei stato nella grande città (la seconda dopo Tehran) proprio in concomitanza con le celebrazioni per il martirio dell'Imam Reza, unico dei 12 santi sciiti ad essere sepolto in Iran. Trovo alloggio in una guesthouse semplice semplice, e la stanza che Mr.Vali mette a disposizione dei suoi ospiti (quasi tutti giapponesi, chissà per quale motivo) è sporca e disordinata ma in qualche modo magica, con tappeti Turkmeni e Persiani ovunque, per terra e sulle pareti. Ry...

Il barbiere di Shiraz

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La citta'di Shiraz nel centro-sud del paese e' la successiva tappa naturale di ogni viaggio in Iran dopo Yazd. Famosa per essere "la citta' dei poeti" e' anche il punto di partenza per forse l'attrazione n.1 dell'intero paese, le rovine di Persepolis. Come al solito Jasmin viene contattata da centinaia di couchsurfers e questa volta la scelta cade sul timido Mehdi, vent'enne studente di belle speranze che ci mette 5 minuti a perdere la testa per la bionda. Con lui ci rechiamo al famoso mausoleo di Hafez, il poeta per ecellenza da queste parti, e veniamo introdotti alla pratica della "lettura divinatoria random di poesie" (nome creato da me perche' non mi ricordo l'equivalente iraniano). In pratica ogni visitatore del parco-mausoleo di Hafez si porta dietro la raccolta delle sue poesie, pensa a un problema che ha nella vita, apre a caso il libro e legge quello che il poeta gli consiglia. A meta' tra l'oroscopo e una ...

L'Iran che non ti aspetti

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In maniera totalmente casuale scopro che la francese Lara, che avevo incontrato ad Urumqi, Cina, nientepopodimeno che 5 anni fa e' in Iran e diretta proprio ad Esfahan. Con lei, Oscar e Jasmin ci addentriamo quindi nel deserto, prima tappa, la remota cittadina di Khoor. Qui abbiamo appuntamento con Rohab, e seppure con tutte le contraddizioni del caso, sara' l'inizio di una serie di scoperte interessanti. Il ragazzo, figlio di un ex-generale della rivoluzione di Khomeini, si autoproclama "Il re del deserto" e, oltre ad una davvero blanda attivita' come "guida" (vedi in seguito) si diletta nell'organizzazione di rave party nel deserto. Proprio cosi'. Nella repubblica islamica centinaia di persone si recano in questo remoto angolo del paese ogni weekend (giovedi' e venerdi'), prendono uno shuttle 4x4 e si recano in qualche parte nel vasto deserto dove casse potentissime, musica elettronica, alcool, maria e tutta la liberta...