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La primavera

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Scordatevi tiepide giornate, pranzi all'aperto e passeggiatine in centro in maglietta la domenica, ma a modo Kazako, anche qui la primavera arriva. Le giornate si fanno più lunghe, il sole giocoforza scalda e durante il giorno si supera la famigerata soglia 0 (la notte si scende ancora tranquillamente a -15, ma sono dettagli). Questo fa si che la neve e il ghiaccio accumulatisi durante l'inverno si sciolgano creando fiumi da attraversare in canoa o con ponti di corda (questo è ironico, ovviamente). Vengo invitato da una mia studente allo spettacolo della sua compagnia di ballo ed è qualcosa di fantastico. Coloratissimi costumi per centinaia di ballerini che interpretano danze tradizionali di ogni angolo dell'ex-Unione Sovietica. Da pelle d'oca la successione di colori, ritmi e suoni che spaziano dalla Georgia alla Lituania, dall'Armenia alla Siberia passando, ovviamente, per le potenti danze Kazake. La settimana successiva (il week-end del 21 marzo) è Nauryz...

"Gdye Gdye?" "Karagandye!"

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Il titolo è un popolare detto Russo. Viene da una storiella in cui un viandante si ferma nel mezzo del nulla assoluto e chiede ad un uomo dove si trova. La risposta? Sei a Karaganda! Per intenderci è equiparabile al nostro "in casa di dio" o al meno fine "in culo ai lupi" o alle capre, ci siamo capiti. Una delle numerose tazze che ho ricevuto in dono da amici e studenti durante questo anno illustra proprio la celebre storiella. Per l'altra tazza sebbene non ci sia nulla da spiegare in teoria, nella pratica qualcuno si potrebbe chiedere cosa ci sia da amare qui in casa di dio. Nonostante qualche screzio con dei colleghi sul lavoro, l'inverno procede tranquillo, la neve scende copiosa e al sabato sera la birra scorre a fiumi. In una di queste uscite finisco a parlare con colleghi polacchi di improbabili trasmissioni televisive e inizio una faida all'ultima rappresaglia (a suon di scherzi più o meno simpatici) con l'inglese Peter rubandogli una pa...

Un pazzo sulla marshrutka.

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E' un normale giovedì mattina a Karaganda. E' mattina presto, c'è ancora buio, nevica leggermente e le persone camminano infreddolite per i marciapiedi scivolosi. La "marshrutka" (minubus che fungono da spina dorsale del trasporto pubblico locale) numero 7 sta correndo come al solito lungo Gogol Street. All'interno sono ammassati i passeggeri nelle loro pellicce e da sotto i cappelli più inverosimili occhi assonnati cercano di non mancare la giusta fermata. E' nei pressi della vecchia chiesa ortodossa e della fabbrica di cioccolato che qualcosa accade. Un passeggero, sulla trentina, con tratti occidentali, inizia a singhiozzare. Fa dei versi strani, sembra stia cercando di contenere qualcosa... I passeggeri lo osservano stupiti, e i più vicini possono scorgere delle lacrime nei suoi occhi. Cosa gli sta succedendo? Cosa di così brutto gli è successo nella vita per scoppiare a piangere e a singhiozzare su di una mashrutka a Karaganda alle 7 e mezza del...

Almaty, il nonno delle mele

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Già le ultime centinaia di metri prima della stazione mi regalano splendide vedute sulle montagne del Tian Shan, illuminate dai primi bagliori dell'alba. Le montagne sono incredibilmente vicine, e si stagliano dalla steppa fino ad oltre 5000 metri. La grande città di Almaty (letteralmente "il nonno delle mele") mi si apre sonnolenta la prima mattina dell'anno nuovo. Cammino un'ora dalla stazione all'ostello, nelle vicinanze della grande piazza della repubblica e inizio a farmi un'idea dell'ex-capitale. I palazzi e le strade, i caffè e i negozi, sembrano urlare la loro differenza dalla Karaganda in cui vivo: si respira un' aria quasi europea tra i grandi viali alberati e i parchi ornati da sculture ed elaborati lampioni. A sfondo di tutto le grandi montagne innevate, raggiungibili in poco meno di mezz'ora di auto. Si, perchè ci vado in auto portato da Aigerim, una ragazza di couchsurfing che si offre di mostrarmi un po' la città e in par...

Fuori dal finestrino, il nulla

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C'è qualcosa di magico nel vivere per lungo tempo in un paese diverso dal tuo. Pian piano, le usanze, i costumi, le abitudini, la vita delle persone di quel luogo ti si rivelano ad una ad una, Cose apparentemente insignificanti che però ti danno l'idea di quanto l'umanità sia fantastica e dia sempre nuovi spunti per pensare e per scoprire la bellezza di questo pianeta. Per dire, i passeggini con slitte al posto delle ruote e le cannucce nei boccali di birra (ma solo per le donne!) dove li trovate? C'è però un piccolo difetto in questo approccio al viaggio: dopo un certo numero di mesi inizi ad abituarti, inizi a costruire la tua area di comfort, a sentirti parte integrante dell'ambiente che ti circonda e, nel mio caso, cittadino di Karaganda. E allora ben vengano queste vacanze invernali, una settimana di stop dalle lezioni che mi permette di riempire uno zainetto delle cose essenziali, spegnere la caldaia, chiudere a doppia mandata la porta del mio appart...

30 anni di inettitudine

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Non è ora di mettere la testa a posto? Non è ora di smetterla di fare il bambino? Non è ora di iniziare a risparmiare un po' di soldi e a trovare un lavoro vero? Non potrai mica fare così tutta la vita... Rifletto molto in queste giornate invernali, con il sole ad illuminare la neve e ad abbagliare gli occhi a mandorla. Raggiunti i 30 anni sono in molti a farmi queste domande e, implicitamente, a criticare ciò che faccio. Al primo impatto sembrano dubbi legittimi, perplessità legate alla distanza tra la vita che sto conducendo da qualche anno a questa parte e le vite "standard", quelle accettate da tutti come "normali" e "serie". Ma alla fine della fiera gran parte di essi si riducono ad un parametro ben preciso: i soldi. I soldi incarnano il successo lavorativo, la sicurezza, la possibilità di costruire una famiglia, di acquistare beni, di mettere un cuscino per una vecchiaia dignitosa. Io mi chiedo perché siamo arrivati a questo punto:...

Quando nevica orizzontale

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L'inverno vero si avvicina, e presto mi ritrovo con la colonnina di mercurio che segnala -30. I pochi centinaia di metri che mi separano dalla piscina mi regalano un'esperienza nuova: l'unica parte del mio corpo che rimane scoperta, il volto, dagli occhi alle labbra, perde ogni sensibilità. I piccioni si raggruppano stretti stretti sui pochi tombini che rilasciano un po' d'aria calda e spesso la neve è "orizzontale": non sta infatti nevicando ma il vento che soffia dalla steppa muove i bianchi fiocchi da ovest a est, da un albero all'altro, da un tetto all'altro. Una delle cose più interessanti a queste temperature è che si formano i ghiaccioli ovunque. Pericolosissimi quelli sulle grondaie o le terrazze, vere e proprie lame che possono diventare armi letali in caso di caduta. Meno minacciosi quelli che si formano nel naso, semplicemente respirando, quando l'aria calda proveniente dal tuo corpo si ghiaccia intorno ai peli delle narici....