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Una vita color crema

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Finalmente si inizia a lavorare: mi spetta di diritto una classe mattutina, da 3 ore, mentre il pomeriggio può variare a seconda delle necessità. La giornata tipo prevede la sveglia "forzata" alle 7 (il sole picchia direttamente sulle mie finestre senza tapparelle rendendo impossibile dormire fino a tardi), colazione e breve camminata fino a scuola, dove lavoro fino alle 3 di pomeriggio. Torno a casa, preparo le lezioni del giorno dopo e verso le 5 me ne vado a fare una nuotata, o una corsa sul lungomare. Le stradine di Sliema differiscono in maniera radicale dai grandi ecomostri del lungomare, mantenendo un carattere ancora antico. Le vecchie case maltesi come quella in cui abito hanno un fascino tutto particolare, con le facciate color crema e le coloratissime terrazze coperte, o i raffinati portoni dello stesso colore. Una sera mi unisco a tre russe per la visita all'antica capitale, Mdina e qui scopro una Malta completamente diversa. Silenziosa, antica, romanti...

L'arte di adattarsi

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Arrivo a Malta durante una comune, assolata e torrida mattinata di giugno, e mi insedio immediatamente in quello che sarà il mio appartamento per i prossimi due mesi. Lavorerò in una scuola di lingue a Sliema, sobborgo fighetto dell'isola dei cavalieri di San Giovanni, e alloggerò in una vecchia casa tipica maltese, dividendo l'ahimè salatissimo affitto con tre giovincelli francesi. E' il momento di adattarsi: alla vita comunitaria con ragazzi di vent'anni poco propensi all'igiene e all'ordine, ma anche di mandar giù il boccone amaro: so che sto strapagando la stanza, ma non posso farci niente perché in questa stagione a Malta i prezzi schizzano alle stelle. Tempo di adattarsi. Alla calura (anche se meno pronunciata di quanto mi aspettassi) con l'aiuto del sorprendente sistema di climatizzazione naturale della casa, alle zanzare aggressive e fameliche, all'accento buffo dei maltesi (un mix di siciliano, nord-africano e inglese) e alla loro rumoros...

Ritorno allo zaino

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680 giorni. 680 giorni fa richiudevo la porta dietro di me e svuotavo lo zaino. Un'enormità. Che cosa è successo nel frattempo? Ho imparato a curare un orto, a fare la mia birra personale, ho letto qualche libro (sempre troppo pochi) ho fatto tanti km in bicicletta (2 viaggi in Svizzera), ho vissuto a Budapest e ho ottenuto il CELTA (certificato di abilitazione all'insegnamento della lingua inglese). Ho visto amici sposarsi, ho suonato con la band, ho pure scritto un libro "en passant", ho lavorato in un call center, ho denunciato il call center, mi sono fatto dare i danni dal call center. Ho visto tanti amici, vecchi e nuovi, alcuni mi sono venuti a trovare da ogni parte del mondo. Ho giocato a basket e provato il rugby, ho litigato con praticamente ogni persona che conosco per questioni legate alla politica, ho passato notti insonni a guardare serie TV o partite Nba. Così tanto è cambiato, e allo stesso tempo nulla è cambiato. Poco importa. Tutto si diss...

Il Ring of Gullion

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"E' una curiosita' geologica che ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro e ha provocato molto stupore, tanto e' complesso il meccanismo della sua formazione. Si tratta di un anello di diversi chilometri di diametro, con lo Slieve Gullion al centro. Vi evitiamo le teorie contamporanee per arrivare direttamente all'essenziale: e' strano e bello!" dalla guida Routard - Irlanda 2004 Quando con i buoni Stefano, HErman e Nava giravo in tondo alla ricerca del Ring of Gullion non immaginavo certo che quel frustrante pomeriggioavrebbe fornito in futuro un indizio, una traccia per capire meglio cosa siamo e cosa cerchiamo. La molla (e i collegamenti relativi) e' scattata su di un autobus da qualche parte in Patagonia, col cielo rosa da ammirare dall'ampia vetrata. E' la ricerca della felicita'. Piu' la cerchi e piu' ti sfugge, pou' cerchi di vederlo e piu' scompare. E la cosa divertente e' che se anche ci sei in mez...

Ritornare

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Tutte le persone che ho conosciuto, tutti i volti che mi hanno sorriso, le esperienze condivise, i tramonti, le gambe che mi hanno abbracciato, i chilometri, la polvere, il mare, tutte le onde, le rughe delle vecchie, le lacrime, la solitudine, tutte le fotografie, i ricordi, le emozioni. Come dare un senso a tutto questo? Sono a Bogota a scrivere queste righe, dalla terrazza per godermi l'ultimo tramonto. Non importa quanto ci provi, non riesco a fare stare tutto dentro. Sono gli ultimi istanti. Da qui in poi tutto e' veloce, sterile, mi passa davanti agli occhi come in un film in cui io non sono il protaonista. Il mancato concerto di Santiago Cruz, il superbus fino a Cali, le canne da zucchero, i controlli antidroga all'aeroporto, lo scalo a Madrid e l'atterraggio ad Orio al Serio. La strada verso case e poi un respiro profondo prima di suonare il campanello. Il cancello si apre. Faccio un passo, lo richiudo dietro di me. Il cerchio attorno al mondo e' c...

Cafe' Colombia

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Quando mi sveglio, alle prime luci dell'alba, il paesaggio che vedo fuori dal finestrino e' radicalmente diverso: verdi colline e bianche villette, la strada a due corsie si snoda nelle valli e raggiunge dopo poco la grande citta' di Medellin. Nota sulla ¨fauna¨ locale: -sei in Colombia -nella citta' piu' fighetta del paese -a pochi giorni dalla settimana internazionale della moda non aggiungo altro. Famosa in passato per essere una delle citta' piu' pericolose del mondo, centro del principale cartello di trafficanti di cocaina e governata di fatto dal signore della droga Pablo Escobar, Medellin e' ora una grande citta', ricca, moderna, verde ed estremamente vivibile, con una supermetropolitana, grandi viali alberati, km di piste ciclabili, complessi sportivi pubblici ed enormi centri commerciali. A breve, oltre alla settimana della moda si svolgera' (per il piacere del tamarro medio colombiano) il Gran premio di GT500, e per questo L...

Caraibi 2.0

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La permanenza sulla costa caraibica continua. La polvere lascia spazio alla foresta vergine, le tuniche colorate degli Wayuu a quelle bianche dei Tayrona. A Palomino trovo uno spiaggione infinito battuto dai pellicani e onde da far paura, mentre pochi km piu' a ovest entro al parco Tayrona. E qui si trovano le spiagge sognate da tempo, sabbia bianca, palme e enormi, curiose formazioni rocciose. Si dorme su amache, si mangiano cocco e mango caduti dalle piante, si prende il sole, si legge, si pensa tanto. Molti a come rintracciare del fumo, io a quello che e' stato e a quello che sara'. Sto solo molto tempo, forse mai come qui in Sud America, ma poi penso che anche in Nuova Zelanda e Asia non e' che fossi mister socializzazione. E poi penso ad Arthur, Pablo, Gesu' e il pollo di gomma, Bea e Gio', Cynthia e Linn, Virginia. Pochi ma buoni, veri. E allora, con la chitarra del vicino di amaca mi piazzo sulla spiaggia e gli accordi fluiscono soavi, nonosta...