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Arrivi e Partenze

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Arrivi: -l'estate, e con essa caldo, belle giornate e la solita, fastidiosa allergia. Naso colante e occhi gonfi mi rendono la vita difficile lavorando in ufficio, figuriamoci in mezzo ad un frutteto. Non so come ma tiro avanti e, seppur con piu' modesti risultati, l'operazione "fare legna" continua. -Nuovi compagni di vita e lavoro: ritrovo con piacere il tedesco Rico che era allo stesso ostello di Tauranga con me e Mike, la modella polacca Monika, la coppia spagnola Jose'-Maria, il kiwi Ben e il coreano Steven. Tutti si integrano alla perfezione e l'ambiente e' sereno e piacevole. Partenze: -i miei capelli. Dopo dieci anni decido di raparmi a zero e a parte lo shock iniziale (con gli occhi gonfi dall'allergia sembravo un malato terminale) e i kg di crema solare necessaria durante il giorno mi trovo contento della scelta. -la testa di Thomas: il ragazzo, a parte la balbuzie e l'ironia "marcalettiana" (alla teatro dell...

Sereno variabile

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Le cose iniziano ad ingranare qui a Roxburgh. Dopo un paio di settimane di difficolta', tutto cambia radicalmente in meglio: vengono assunti 4 nuovi lavoratori, 3 tedeschi e un canadese, e con loro e Mike trasloco in un nuovo cottage, lasciando i puzzoni Vanuatus e il vecchio Kiwi nella topaia. Si aprono cosi' le porte di una casa nuova, pulita, grande ed efficiente, con camere singole (evvai! Mike russava come un caprone!), 3 docce e 4 bagni, una meravigliosa cucina che mi fa dimenticare il buco sporco in cui preparavo i pasti e non ultimo un salotto confortevole e dall'aria accogliente dove rilassarsi a leggere un buon libro, ammirando il frutteto dall'enorme vetrata. La nuova famiglia e' composta da me, il solito Mike, il canadese Kiefer (che lascera' dopo una sola settimana, lavoro troppo duro per lui); Thomas, balbuziente che ha pedalato dalla Germania fino a qui con la fedele bicicletta e la coppia Max-Sabrina, pescatore silenzioso lui e invaden...

Sull'albero di albicocche

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Roxburgh e' una cittadina piccola piccola nel bel mezzo del distretto chiamato simpaticamente "fruitland", dove si concentrano quasi tutti i frutteti di frutta estiva: pere, mele, ciliegie ed albicocche. E proprio in uno di questi frutteti dovro' lavorare in futuro. E viverci, perche' il tetto sopra la testa e' fornito a prezzo modico dal padrone. Il lavoro e' il "thinning", letteralmente "assottigliare". In pratica devo eliminare dagli alberi quei frutti troppo piccoli, brutti o semplicemente raccoglierne e gettarne alcuni se sono troppo vicini, tutto questo per far si che i pochi eletti rimasti crescano, dallo stato attuale che li vede verdi e simili ad acini d'uva, fino a diventare grossi come palle da biliardo. Non e' un lavoro difficile, e quando mi arrampico sugli alberi piu' alti, con la vista che spazia sulle montagne e la vallata in lontananza, ha un qualcosa di poetico. MA, poiche' a questo mondo non...

Il selvaggio west e una decisione importante

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A Greymouth arrivo alle 4. Giusto in tempo per il tour della birreria Montheith's con degustazione finale... e bello allegro esco dalla citta' e mi dirigo a nord, verso Punakaiki, dove soggiorno al Beach Hostel. La strada costiera e' stata votata, non per niente, una delle 10 strade piu' spettacolari del mondo, e non posso che essere d'accordo. Scoglierea picco e strane formazioni rocciose, il tutto innafiato dal mare e con vegetazione subtropicale. All'ostello (uno dei miegliori in cui sia stato) c'e' un proprietario gay e istrionico e 6 ragazzi che fanno le pulizie in cambio di un letto dove stare. Gli ospiti normali siamo io e un'altro inglese. L'atmosfera e' rilassata e passo due belle giornate a camminare sulla costa, leggere e visitare le "pancake rocks", formazioni di limestone "a strati" che sono la principale attrattiva turistica della regione. La costa ovest non ha molti abitanti, ed e' isolata dal ...

Attraversando le alpi

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Con Mike facio un rapido giro delle localita' "fruttifere" del sud e le notizie che otteniamo non sono buone. La stagione di albiccocche e ciliege e' ancora lontana. Si parla di almeno tre settimane. Di attendere qui' il ritorno di Gesu' sulla terra proprio non ne ho l'intenzione, meno che meno in compagnia di Mike. Mi lascio trasportare dall'emozione e d'istinto prendo una decisione drastica. Mollo Mike (quasi in lacrime, poveretto) a Wanaka e decido di guidare verso nord, attraversando "le alpi del sud", vedendo un po' cosa trovo sulla via, con destinazione Nelson, all'estremita' settentrionale dell'isola. Mi fido dei consigli di Melissa, che ha visto in quest'ultima citta' una versione ridotta di Tauranga (tra l'altro, disastro ecologico proprio in questi giorni nella mia ex-citta': una nave container si e' arenata su uno scoglio riversando in mare centinaia di litri di petrolio). Guido d...

Nel limbo

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Ho vissuto i primi sette mesi di viaggio alla continua scoperta di paesi completamente nuovi, godendomi lo sconosciuto e le continue sorprese, senza limiti precisi ma ben sapendo che la', in fondo in fondo, c'era un obiettivo: la Nuova Zelanda. Sono stato mesi in Nuova Zelanda vivendo e lavorando, senza limiti precisi ma sapendo che ad agosto avrei raggiunto la Polinesia. Sono tornato dai caldi tropici con un'altra lontana data: il 2 ottobre per Italia-Irlanda a Dunedin, e di conseguenza, per la scoperta dell'isola del sud. Ora non ho scadenze vere e proprie. Una vaga idea di lasciare il paese intorno a dicembre-gennaio, ma per dove ancora non lo so. Dopo la partita ci siamo spostati dalla costa est e, attraverso la regione dell'Otago che ha dato l'ambientazione per Rohan nel signore degli anelli, abbiamo raggiunto Queenstown, l'autoproclamata capitale mondiale degli sport estremi. Passi per la mountain bike ed il rafting, ma mi sono sempre chiest...

Come a Dublino...

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Arrivato a Dunedin, incontro Matt e Kate e insieme a loro mi dirigo verso l'Octagon, il centro della citta'. Ci scontriamo subito con l'amara realta': la citta' e' completamente "verde". Gli irlandesi sono ovunque, tra bandiere e magliette della loro nazionale, e il verde appunto e' il colore dominante. Sono tanti, tantissimi: le statistiche ufficiali dicono undicimila. Gli italiani? Secondo sempre le statistiche sono in tutto 200. La situazione l descrive bene la veronese Mara: "e' come esseer a Dublino... con la differenza che se fossimo a Dublino ci sarebbe qualche italiano in piu'." L'atmosfera e' fesatiola e il pomeriggio passa veloce tra una birra e l'altra in attesa della partita. All'Otago Stadium, c'e' qualche remota maglia azzurra in un oceano verde. Ci eravamo illusi tutti, le parole del CT, quelle dei giocatori, le prove convincenti di questo mondiale. L'infortunio di Castrogiovann...