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Assurdita' varie sulla strada verso sud

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Lasciata Tuaranga percorro per l'ennesima volta la strada che via Pyes Pa raggiunge il Lago di Rotorua e prosegue verso Taupo e il parco del Tongariro. Lungo la Desert Road scorgo cartelli che non avevo notato in precedenza: questa, stranamente, oltre ad essere una delle zone piu' visitate del paese e' anche zona di addestramento militare. Scherzo con Mike sulla necessita' di andarcene il piu' presto possibile per non essere vittime di bombardamenti, quando... Alla nostra destra spunta un carrarmato che per qualche centinaia di metri percorre lo sterrato parallelamente a noi (a 80 km/h!) con militare testa di fuori con elmetto e tanto di occhiale da sole rayban modello "cobra"... Ci fa un pollice alto prima di virare a destra e scomparire nella polvere. E' poi il tempo di passare la "carota gigante" di Ohakune, gia' vista in precedenza e, solo pochi km dopo... il paese di Taihape, la "Capitale mondiale degli stivali di gomma...

Ragazzo di campagna

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Dopo pochi giorni dal mio ritorno nella Bay of Plenty (in cui non mi faccio sfuggire l'occasione di un trekking nella penisola di Coromandel) trovo lavoro in una packhouse a 40 minuti di macchina da Tauranga. La "cita'", Katikati, e' l'unico insediamento di coloni dall'Ulster (Irlanda del Nord) e, per me che ho visitato Derry e Belfast, la cosa e' evidente: murales tipici di quelle zone ricoprono la maggior parte degli edifici di questa storica citadina neozelandese. Mi trasferisco per le due settimane di repacking in una vecchia cascina alle pendici dei monti Kaimai. Oltre a me vicono qui' al proprietaria (una signora filippina), quattro puzzoni uruguayani e una ragazza francese se possibile ancor piu' maleducata e noncurante dell'igiene di loro. Si dorme in una stanzetta ricavata nella mansarda del vecchio granaio (io per la verita' solo per una notte, visto che il concerto di russate dei cinque coinquilini mi fa preferire di g...

Polinesia: suoni e colori

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In tre settimane in Polinesia ho attarversato 3 diversi paesi, ognuno con le sue diverse caratteristiche, i diversi paesaggi, suoni, colori e sapori. Il paese che ho visitato per primo e' anche il piu' semplice, povero e meno sviluppato. Alle Tonga ho assaggiato il cibo peggiore, ma la gente e' ospitale, l'isola principale e' piatta e coltivata, la vegetazione scarsa e da segnalare ci sono le orde di ragazzi in divisa scolastica che alle 3 del pomeriggio invadono le strade prima di tornare a casa. La vera accoglienza l'ho sperimentata invece alle Fiji, dove la popolazione e' davvero clamorosamente ospitale, tutti ti vogliono parlare, ti invitano a mangiare o bere qualcosa. E il bere e', nel 99% dei casi, Kava. I Fijiani sono di carnagione molto piu' scura e a completare il quadro ci sono tantissimi (specialmente nelle citta') indiani del Kerala, "deportati" qui sotto il dominio coloniale inglese perche' i fijiani erano tropp...

Sotto il vasto cielo stellato

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Questo e' un post un po' speciale, perche' tratta di un luogo un po' speciale, in un momento un po' speciale... proprio in concomitanza con il primo "anniversario" del mio viaggio, 365 giorni intensissimi del mio sogno che diventa realta' ogni giorno, mi trovo alle isole Samoa. Cosa fa delle Samoa un luogo cosi' speciale? Semplicemente quello che hanno rappresentato per me prima di arrivare qui: il luogo da sogno per eccellenza, dove per anni ho riposto tutte le mie fantasie e le mie speranze di una vita meno vuota e piu' vera. Arrivo la notte e dopo essermi riposato in quella che sara' anche la camera piu' economica dello stato ma e' la piu' costosa del mio peregrinare in Polinesia, vado alla scoperta della capitale Apia, finalmente una citta' vera e non poco piu' di un villaggio: e' bella, tenuta bene, con un paio di coloratissimi mercati, un festival di musica e danze tradizionali in pieno svolgimento e, ...

Le mie Fiji (seconda parte)

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Caqalai e' un'isoletta piccola piccola, per girarla tutta a piedi ci si impiega 10 minuti al massimo. E' di proprieta' della chiesa di Moturiki che gestisce il piccolo e semplice resort. Per 30 euro pensione completa mi godo questo paradiso per tre giorni di relax, snorkeling, qualche nuotata, cibo delizioso e kava la sera. La kava e' la bevanda tipica delle isole e si beve in cerchio seduti per terra, in una cerimonia che puo' durare tutta la sera, in cui si parla, si suona la chitarra e si beve questa sorta di "acqua sporca" prodotta filtrando la polvere pestata di una radici simile ad una patata. In tutta l'isola ci sono non piu' di 30 persone, inclusi i 10 dello staff, che preparano i pasti, puliscono le semplici capanne e fanno da trasportatori per-dall'isola (oltre che, cosa piu' importante, oziare per la maggior parte della giornata sull'amaca). L'atmosfera e' magica e vorrei stare qui' per mesi, ma dopo so...

Le mie Fiji (prima parte)

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Come molti occidentali, la mia idea dell'arcipelago delle Fiji viene principalmente da Hollywood. Ma a differenza della maggiorparte di loro, non sono attirato qui' dai paradisiaci atolli che hanno fatto da set per film quali "Cast Away" o "Blue Lagoon", bensi' dall'idea di liberta' che faceva salpare l'ingenuo Jim Carrey di "The Truman Show". Come lui infatti, sono partito senza avere chiaro in mente a cosa andavo incontro. La prima cosa che noto e' la differenza con Tonga. Tutto sembra avanzato, l'aeroporto internazionale di Nadi e' quanto di piu' diverso dalla striscia di asfalto di Tongatapu, le strade sono asfaltate e ci sono agenzie turistiche ovunque, chiaro segnale di quale sia il business n.1 da queste parti. Per iniziare mi sistemo al Bamboo Backpackers, posto economicissimo a 20 minuti di autobus da Nadi. E qui', guardandomi intorno, inizio a preoccuparmi e a chiedermi se ho fatto veramente ben...

Il sacro sud

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Il primo giorno non e' stato proprio idilliaco: la pioggia e il primo impatto con i prezzi (piu' alti di quanto mi aspettassi, in pratica come in Nuova Zelanda) condizionano pesantemente il mio umore. Queste rimarranno nin ogni caso le uniche note negative di un'esperienza affascinante. Mi basta parlare con un paio di persone e dare uno sguardo agli opuscoli gratuiti per capire che un'esplorazione a fondo del reame delle Tonga (unica nazione polinesiana mai colonizzata) richiederebbe come minimo un paio di settimane e non i miseri cinque giorni che ho in programma. Decido qiuindi di restare sull'isola principale, Tongatapu ("Il sacro sud") dove risiede la maggioranza della popolazione tongana. Il primo giorno lo passo all'esplorazione del mercato e della minuscola capitale Nuku'alofa: comprendo all'istante che il paese e' poverissimo, e nonostante uno dei atssi di alfabetizzazione piu' alti del pianeta (il 95% della popolazione ...