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Lo stato dei lavori

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Non ho fatto in tempo a scrivere il post precedente che gia' ero in un kiwi orchard a fare potatura per il week end. Lavoro temporaneo se ce n'e' uno, paga da fame ma abbastanza da pagarmi cibo e posto in ostello. Due giorni dopo ecco invece il posto che cercavo: in un'altra packhouse per la fase di re-packing, lavoro noioso e ripetitivo ma per niente faticoso. E dieci ore al giorno mi danno la possibilita' di mettere da parte i soldi che mi servono per finanziarmi la "vacanzina" di agosto. Si chiude cosi' il piu' lungo periodo in Nuova Zelanda senza lavorare: due settimane. Mi mancava solo una cosa: la mia insegnante di cinese personale durante le pause caffe'. Ed ecco che Vicky (gia' mia tutor ai tempi dei turni di notte) si materializza come mia collega. E per di piu' la packhouse e' vicinissima a casa, solo 4 minuti di macchina. Dalle stalle alle stelle in un paio di giorni. E' pura Nuova Zelanda. Haere ra

A volte sembra che tutto vada storto (parte seconda)

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Povero illuso. Credevo di sapere tutto io. Credevo di tornare a Tauranga e di fare soldi a palate. La realta' supera tutte le piu' pessimistiche previsioni che avrei mai potuto fare. -Il padrone di casa, cosi' gentile ed ospitale quando solo cinque giorni fa con Melissa, si dimostra un gran doppiogiochista  mi prende per i fondelli una settimana con la possibilita' di stare da lui, poi improvvisamente scopre di non aver piu' posto per me. -Torno al vecchio ostello, "Just the ducks nuts" e lo trovo profondamente cambiato. Anche gli indiani se ne sono andati, solo le inossidabili giapponesi rimangono. Letteralmente, visto che gli ospiti dell'intera struttura, me incluso, sono 8. Quando l'ho lasciato la prima volta eravamo in piu' di 50. -Tutte le packhouse della zona sono al completo o non hanno lavoro. Le agenzie con cui avevo instaurato una profiqua collaborazione nei mesi passati mi informano che di lavoro al momento ce n'e...

Il primo amore non si scorda mai

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Lasciamo Napier dopo 3 settimane. Di lavoro ce n'e' poco, e la citta' in se non e' il massimo. In compenso ho passato due settimane stupende con Melissa. Ora e' tempo di ripartire. Decido per una nuova strategia: giocare in casa. Torno a Tauranga, perche' il primo amore non si scorda mai. Perche' so come e dove muovermi per lavorare e far rendere al massimo questo mese che mi resta nell'isola del nord. Alloggero' a casa di Jeremy e Bee, una coppia Neozelandese-Thai che ha ospitato Melissa per oltre un mese. Paghero' meno che in ostello per stare in un ambiente confortevole. Lasciamo Napier dopo una cena con Pablo e Adrien, arrivederci a sud, amici. Lasciamo Napier in una matinata di pallido sole invernale e ci dirigiamo a nord, prima lungo la costa e poi lungo i chilometri di sterrato che portano al lago Waikaremoana. La foresta che circonda questo spiazzo blu e' l'immensa riserva verde di Te Urewera. Ancora sterrato, il van a du...

Aggiornamenti vari

Avendo tempo e connessione decente a disposizione ho finalmento aggiunto una foto per ogni post di questo blog. Se avete voglia potete scorrere il menu' sulla destra e andarvi  rivedere le foto associate ai miei racconti precedenti. Alcune sono belle, altre meno, altre significano molto per me, in ogni caso credo sia bello avere un supporto "visivo" in piu'... Per la mappa del viaggio in nuova Zelanda, la trovate aggiornata a questo link: http://maps.google.it/maps/ms?msid=212126773768948996965.0004a502e57fec3bcfd48&msa=0&ll=-38.638327,176.715088&spn=3.08499,4.916382 Ciao!

Che ne sara' di noi?

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Dopo la breve esperienza nella packhouse di mele, aggiungo un'altro lavoro "particolare" alla collezione: rubbish runner. E' la versione neozelandese del netturbino. In pratica devi correre tutto il giorno dietro al camion e dividere la plastica dalla carta, dai diversi tipi di vetro alle latte. Fisicamente un lavoro disumano. Ma per salvare il mondo (e pagarmi la permanenza a Napier) questo ed altro. Vivo in un appartamento con altri 8 ragazzi dividendo una stanza con Melissa. La casa e' una vecchia e decrepita costruzione in stile vittoriano con molto carattere nella zona piu' in della citta', in collina, con vista sull'oceano. Anche Napier dopo qualche tempo mi da sensazioni migliori. Non la amo come Tauranga, ma grazie al fatto di essermi trasferito nell'appartamento condiviso al posto del brutto Aqualodge (pagando la meta') e alle cene e le camminate con Pablo e Melissa, vivo queste settimane col sorriso sulle labbra. Sorriso m...

Il tempo delle mele: ricominciare da zero a Napier

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Nei giorni successivi alla camminata al Tongariro incontrero' in maniera del tutto casuale una mezza dozzina di volte la compagnia dell'anello in posti diversi. Teek Wee alla fine finira' per diventare mio nuovo collega... La prima impressione di Napier non e' il massimo. La citta', che ha un centro obbiettivamente molto particolare (sembra di essere in america negli anni 30) mi sembra molto sciupata e non e' nemmeno lontanamente paragonabile alla scintillante e viva Tauranga. Le case sono piu' vecchie, le strade piu' trasandate, in giro c'e' poco o nulla. L'atmosfera e' da "Rimini a dicembre" e il tempaccio certo non aiuta. Piove per i primi tre giorni ininterrottamente, l'unica possibilita' di lavoro sembra essere la drammatica potatura invernale in vigna e nonostante ritrovi i volti conosciuti di Makoto, Pablo e Adrien mi viene seriamente voglia di lasciar perdere e di andare altrove. Il lunedi' pero', ...

La compagnia dell'anello

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Prima di trovare una nuova "casa" e raggiungere Pablo, Adrien e Makoto a Napier, ho di fronte uno degli highlights del mio viaggio in Nuova Zelanda. Mi dirigo nel cuore dell'isola del nord, il central plateau e in particolare il Parco Nazionale di Tongariro, dove ho appuntamento nel remoto avamposto chiamato National Park (che fantasia) con l'ex collega malese Teek Wee per una escursione nei luoghi in cui Peter Jackson ha ambientato il suo "Il Signore degli Anelli". Mi aspettavo di trovare anche l'altro collega Jimmy, ma non che la compagnia fosse costituita da 18 tra ragazzi e ragazze, tutti rigorosamente "mandarin speeking"! Soggiorniamo al Plateau Lodge, un nuovo e confortevole ostello tutto in legno, con accogliente area comune, tv ultrapiatto 10000 pollici e vasca idromassaggio (!!!) per poco meno di 15 euro a notte. C'e' di peggio nella vita direi. La mattina presto, prima dell'alba, mi muovo verso l'inizio del sen...