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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

Cronache dal Mar Baltico

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Pochi km dopo aver passato la frontiera con la lettonia sento un crack, come se avessi preso un ramo d’albero. Guardo la mia ruota posteriore e ondeggia vistosamente: dopo la pedivella e i pedali, ecco arrivato il 3o inconveniente meccanico, un raggio rotto. La porto a mano fino al paese successivo dove mi collego ad internet e scopro che fino a Riga non c’è un meccanico ciclista. Dopo quasi 2 ore di inutile attesa per un passaggio in autostop, e constatata l’impossibilità di caricare la bici sull’autobus decido di sganciare il freno posteriore e pedalare fino alla capitale con la ruota ondeggiante. 40 km. Poteva andare peggio mi dico, poteva piovere… e infatti nuvoloni neri appaiono all’orizzonte e un bello scroscio non me lo leva nessuno. A Riga mi ospita la mia ex collega in Kazakhstan Alisa a casa di sua madre, e della nonna pazza che cambia parrucche ogni 3 ore, e del suo partner di 20 anni più giovane, e dei 2 cani di razza da concorso. Il giorno succesivo tutto sembra an...

La terra della pioggia

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Almeno stando alla spiegaziome data da una guida a Vilnius, "terra della pioggia" sarebbe l'antico significato della parola Lituania. Devo dire che seppure sia stato fortunato e non abbia piovuto moltissimo, le nuvolone nere all'orizzonte sono state una costante del mio percorso in questa terra verdissima e tranquilla. Solo pochi giorni, ma che mi permettono di apprezzare le pedalate (finalmente le strade sono libere dal traffico asfissiante che avevo trovato on Polonia) e i castelli, i laghi e le curiosità di questo piccolo e relativamente sconosciuto stato,basket a parte. Una gran sorpresa è stata Vilnius, bella, con il centro storico e i quartieri dei pittori (Uzpis ha adirittura dichoarato una sorta di indipendenza con tanto di costituzione e bar-lamento). Alloggiando on un campeggio-ostello incontro finalmente altri ciclisti e tra una visita, una pioggia e una birra in compagnia mi prende la voglia di allungare il soggiorno e di tornarci, di sicuro, un gi...

Il bello e il brutto della Polonia

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Il mio viaggio a nord prosegue in Polonia, dove passo ben 10 giorni,tagliandola tutta da sud ovest a nord est. Nel complesso è stata un'esperienza positiva e sicuramente più olistica della toccata e fuga a Cracovia di 8 anni fa, ma come in ogni luogo ci sono lati positivi e negativi. Eccoli, considerando il mio soggettivissimo punto di vista, in particolare da viaggiatore "zaino sul portapacchi". Il brutto: arrivato in prossimità di Katovice mi scontro contro un muro di autostrade e tangenziali. Sarò stato sfortunato, ma la Polonia non mo e sembrata certo amica dei ciclisti. Ogni giorno un rebus per trovare la strada giusta. A volte le strade statali erano deserte mentre le provinciali con traffico e velocità che neanche in A4. Il problema peggiore sembra essere che la maggior parte delle persone per evitare di pagare l'autostrada usa le strade normali. Specialmente i Tir. Specialmente quelli enormi con rimorchio di 200 metri. Non particolarmente piacevole. I...

Primi freddi

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La strada che da Trnava porta a nord verso Trencin taglia a fette gli estesi campi di grano, i girasoli e gli orti, e la percorro per la prima volta al freddo: è una mattinata ventosa e grigia, e ci metto piû del previsto a scaldarmi e a prendere il ritmo giusto. A Trencin ritrovo il sole e Filip, conoscenza dell'anno scorso, che si offre di accompagnarmi fino alla destinazione finale di giornata, Povanska Bistrytca. Il giorno seguente il tempo non migliora e pedalo sotto la prima vera pioggia dall'inizio del viaggio, prima a Zilina e poi fino al confine con la Rep. Ceca. Sull'altro lato del passo smette di piovere e a tratti fa capolino il sole ma la temperatura non si alza, e mi porto dietro questo freddo per tutto il giorno. Passo il confine polacco e mi fermo in ostello a Cieszyn e qui, come per magia, appena scendo dalla bici esce un sole caldo che unito alla bellezza del centro storico mi ripaga delle fatiche dei giorni precedenti. L'indomani, dopo una bel...

Amici lungo la strada

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Uno dei motivi che mi hanno spinto a questo viaggio e in particolare a questa scelta di itinerario è la possibilità di andare a trovare amici e conoscenti che vivono in Europa. Il primo non poteva che essere Herr Marcaletti a Vienna. La sua ospitalità, oltre che farmi piacere mi consente di fermarmi per qualche giorno e portare, dopo solo 1000km la bici a riparare da un meccanico. Visitiamo qualche museo, ci facciamo qualche birra, ma la cosa impagabile è ritrovarsi dopo tanto tempo, sparare cazzate a profusione e per me vivere anche se solo per poco la sua realtà. Oltre a lui mi trovo un paio di volte anche con Lee, mio compagno di studi a Budapest. Continuo poi sul Danubio verso Bratislava, dove passo un paio d'ore a pranzo con la matematica pazza Stanka, prima di lasciare il grande fiume e dirigermi a Trnava, per un weekend con i colleghi dell'anno scorso. La ciclabile del Danubio continjerebbe verso sud est, Budapest e poi la Croazia, nel suo percorso inesorabile v...