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Visualizzazione dei post da 2017

Kaladze for president

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La Georgia. Dove iniziare? E' un paese dove gli uomini si chiamano Mamuka, Mirian, Lasha, Saba e le donne Nino, Maiko e Ketevan. Il patriottismo qui è a livelli altissimi, comparabile alle repubbliche baltiche visitate quest'estate. L'orgoglio nazionale va oltre le normali barriere della lingua e delle tradizioni. Essere georgiano vuol dire usare una scrittura unica al mondo, mangiare roba che nessun'altro al mondo conosce (oltre alle specialità famose si, ma solo nell'ex-Unione Sovietica), sentirsi fuori da ogni contesto socio-culturale: non sono europei, non sono asiatici, non sono mediorientali, sono a modo loro. E' una cosa difficile da spiegare e solo venendoci e respirando l'atmosfera, guardandoli in faccia e sentendoli parlare (caciaroni, come ogni buon popolo "del sud"), agitare le mani "all'italiana" e bere vino a profusione che si può intuire. E' un paese dove tutti in superficie sono in guerra con la Russia per...

Elegy

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Poco più di un mese passa dal mio rientro a casa alla nuova partenza. E questa volta, stranamente, un certo senso di malinconia e tristezza lo sento. La sera prima, scherzando con gli amici di sempre, sulla strada per l'aeroporto e al momento dei saluti, quando l'aereo decolla, mentre in volo passa le nuvole bianche e soffici. Ci penso e cerco di dare un senso a questa rivoluzione in termini di sensazioni rispetto agli ultimi anni, arrivando a due conclusioni: la prima è il tempo fantastico trascorso con le persone care, più che in anni passati, per una serie di coincidenze. La seconda è, seppur incredibile, che la tristezza non è tanto dovuta al lasciare casa ma al "non tornare" a Karaganda, in Kazakhstan. Sorrido quando penso al primo giorno, 3 anni fa, e a come la vedo oggi. La mia destinazione è questa volta Tbilisi, Georgia. Ci ero già stato e ne ero stato positivamente impressionato durante il mio viaggio in Caucaso e l'offerta da parte del British C...

Il grande nord

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Passata Rovaniemi si attraversa il circolo polare artico, e gradualmente le cose iniziano a cambiare. Le foreste diventano prima piu fitte e poi piu rade, perdendo gradualmente vegetazione (dalla taiga alla tundra? O viceversa?) Le strade sono sempre meno trafficate, le città piu distanti, le aree di servizio ogni 100km. Le zanzare sono sempre piu grandi, piu aggressive. Le bestemmie si fanno piu frequenti. I raggi si rompono a frequenza impossibile da credere. Le bestemmie aumentano se possibile ancor di piu. La temperatura si abbassa. La luce aumenta anche di notte. Le renne sono ovunque. Da brande voglio fare lo sterminatore di zanzare. Entrato in Norvegia altre due cose succedono: I prezzi salgono. Il traffico, quasi inesistente negli ultimi km in Finlandia, in un paesaggio da fine del mondo,con strade lunghissime e sterrate che attraversano paludi e lande battute dal vento.... il traffico, dicevo: processiome di moto, camper, roulotte e autobus turistici. È un fi...

Benedetti raggi, maledetti raggi

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Da Helsinki la strada prosegue sinuosa tra le verdi colline, e se le distanze enormi non sono certo una sorpresa, il percorso aspro è sicuramente inaspettato in quella che credevo la piatta Finlandia. Con il passare dei km il tempo si fa generalmente piu grigio, il vento aumenta di intensità e il freddo inizia a farsi sentire. A Jyvaskyla ho la fortuna di arrivare il giorno prim della tappa del mondiale rally: dal giorno successivo per una settimana trovare anche un posto tenda sarebbe stato imposwibile. A Oulu non sono altrettanto fortunato: nel weekend del festival musicale, con Alice Cooper e Marilyn Manson come headliner, ci sono prezzi "speciali": 32 euro per la tenda! A Rovaniemi tornondopo 9 anni dal mio interrail scandinavo allo stesso campeggio, e lì trovo i primimraggi di sole dopo una settimana. I raggi della. Bicicletta invece continuano a darmi problemi sempre più frequenti, tanto da farmi pensare di abbandonare il viaggio. In poco meno di due settimane,...

Cronache dal Mar Baltico

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Pochi km dopo aver passato la frontiera con la lettonia sento un crack, come se avessi preso un ramo d’albero. Guardo la mia ruota posteriore e ondeggia vistosamente: dopo la pedivella e i pedali, ecco arrivato il 3o inconveniente meccanico, un raggio rotto. La porto a mano fino al paese successivo dove mi collego ad internet e scopro che fino a Riga non c’è un meccanico ciclista. Dopo quasi 2 ore di inutile attesa per un passaggio in autostop, e constatata l’impossibilità di caricare la bici sull’autobus decido di sganciare il freno posteriore e pedalare fino alla capitale con la ruota ondeggiante. 40 km. Poteva andare peggio mi dico, poteva piovere… e infatti nuvoloni neri appaiono all’orizzonte e un bello scroscio non me lo leva nessuno. A Riga mi ospita la mia ex collega in Kazakhstan Alisa a casa di sua madre, e della nonna pazza che cambia parrucche ogni 3 ore, e del suo partner di 20 anni più giovane, e dei 2 cani di razza da concorso. Il giorno succesivo tutto sembra an...

La terra della pioggia

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Almeno stando alla spiegaziome data da una guida a Vilnius, "terra della pioggia" sarebbe l'antico significato della parola Lituania. Devo dire che seppure sia stato fortunato e non abbia piovuto moltissimo, le nuvolone nere all'orizzonte sono state una costante del mio percorso in questa terra verdissima e tranquilla. Solo pochi giorni, ma che mi permettono di apprezzare le pedalate (finalmente le strade sono libere dal traffico asfissiante che avevo trovato on Polonia) e i castelli, i laghi e le curiosità di questo piccolo e relativamente sconosciuto stato,basket a parte. Una gran sorpresa è stata Vilnius, bella, con il centro storico e i quartieri dei pittori (Uzpis ha adirittura dichoarato una sorta di indipendenza con tanto di costituzione e bar-lamento). Alloggiando on un campeggio-ostello incontro finalmente altri ciclisti e tra una visita, una pioggia e una birra in compagnia mi prende la voglia di allungare il soggiorno e di tornarci, di sicuro, un gi...

Il bello e il brutto della Polonia

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Il mio viaggio a nord prosegue in Polonia, dove passo ben 10 giorni,tagliandola tutta da sud ovest a nord est. Nel complesso è stata un'esperienza positiva e sicuramente più olistica della toccata e fuga a Cracovia di 8 anni fa, ma come in ogni luogo ci sono lati positivi e negativi. Eccoli, considerando il mio soggettivissimo punto di vista, in particolare da viaggiatore "zaino sul portapacchi". Il brutto: arrivato in prossimità di Katovice mi scontro contro un muro di autostrade e tangenziali. Sarò stato sfortunato, ma la Polonia non mo e sembrata certo amica dei ciclisti. Ogni giorno un rebus per trovare la strada giusta. A volte le strade statali erano deserte mentre le provinciali con traffico e velocità che neanche in A4. Il problema peggiore sembra essere che la maggior parte delle persone per evitare di pagare l'autostrada usa le strade normali. Specialmente i Tir. Specialmente quelli enormi con rimorchio di 200 metri. Non particolarmente piacevole. I...

Primi freddi

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La strada che da Trnava porta a nord verso Trencin taglia a fette gli estesi campi di grano, i girasoli e gli orti, e la percorro per la prima volta al freddo: è una mattinata ventosa e grigia, e ci metto piû del previsto a scaldarmi e a prendere il ritmo giusto. A Trencin ritrovo il sole e Filip, conoscenza dell'anno scorso, che si offre di accompagnarmi fino alla destinazione finale di giornata, Povanska Bistrytca. Il giorno seguente il tempo non migliora e pedalo sotto la prima vera pioggia dall'inizio del viaggio, prima a Zilina e poi fino al confine con la Rep. Ceca. Sull'altro lato del passo smette di piovere e a tratti fa capolino il sole ma la temperatura non si alza, e mi porto dietro questo freddo per tutto il giorno. Passo il confine polacco e mi fermo in ostello a Cieszyn e qui, come per magia, appena scendo dalla bici esce un sole caldo che unito alla bellezza del centro storico mi ripaga delle fatiche dei giorni precedenti. L'indomani, dopo una bel...

Amici lungo la strada

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Uno dei motivi che mi hanno spinto a questo viaggio e in particolare a questa scelta di itinerario è la possibilità di andare a trovare amici e conoscenti che vivono in Europa. Il primo non poteva che essere Herr Marcaletti a Vienna. La sua ospitalità, oltre che farmi piacere mi consente di fermarmi per qualche giorno e portare, dopo solo 1000km la bici a riparare da un meccanico. Visitiamo qualche museo, ci facciamo qualche birra, ma la cosa impagabile è ritrovarsi dopo tanto tempo, sparare cazzate a profusione e per me vivere anche se solo per poco la sua realtà. Oltre a lui mi trovo un paio di volte anche con Lee, mio compagno di studi a Budapest. Continuo poi sul Danubio verso Bratislava, dove passo un paio d'ore a pranzo con la matematica pazza Stanka, prima di lasciare il grande fiume e dirigermi a Trnava, per un weekend con i colleghi dell'anno scorso. La ciclabile del Danubio continjerebbe verso sud est, Budapest e poi la Croazia, nel suo percorso inesorabile v...

Dal Tirolo al Danubio

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Dopo la notte a Vipiteno la strada continua a salire per qualche km fino al passo del Brennero. Sul lato opposto la pista ciclabile termina ma inizia l'interminabile discesa su strada statale fino a Innsbruck. I paesaggi non sono così attraenti come sul lato italiano, ma la strada è velocissima, così continuo fino a Hall, un paesino a pochi km a ovest. Primo schnitzel con patate e nuotata alla !ocale piscina comunale sono un'ottima combinazione per entrare in Austria con il mood giusto. Il giorno successivo mi sposto sempre vrrso ovest, nella larga valle dell'Inn, con maestose montagne a fare da sfondo, fino a Kufstein, cittadina famosa per un organo che diffonde ad ogni ora musica in tutta l'area, ma la notte la passo in uno dei posti più belli fin'ora, sulla riva (proprio a 5 metri) del lago Thiersee. Devo farmi 5km di salita per aerivarci, ma ne vale la pena. La due tappe successive mi portano con tirate da 160km l'una prima a Salisburgo (via Germani...

Pronti, partenza...

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Come ogni nuova avventura, i giorni e la sera prima sono di tensione, di emozione, perchè no,un po' di paura. Da tanto volevo intraprendere un viaggio "lungo"  in bicicletta e l' estate libera da impegni e senza nessun contratto ancora all'orizzonte per settembre mi fanno prendere l'occasione al volo. Una avventura, un viaggio lungo in bicicletta. Obiettivo: migliorare i 10 giorni in svizzera si 2 anni fa, andare a trovare amici sparsi qua e la e misurarmi con me stesso. Quello che verra' verra'. I primi giorni sono ovviamente in Italia, dalla natia Ponte San Pietro al lago di Garda a parte il sole (mi scotto entrambi i polsi) tutto fila liscio, la provincia bergamasca, la franciacorta con i suoi vigneti e le pubblicita' del liscio, poi il lago già strapieno in una delle prime domeniche d'estate. Il secondo giorno imbocco la pista ciclabile dell'Adige in terra veronese, scorbutica prima tra i vigneti e dolce e aperta piu' avan...

Italia connection

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Quando una sera di marzo ho ricevuto l'invito di 2 signore sulla sessantina, operanti nel settore della moda e della cosmesi per una serata a base di the e chiacchierate in italiano, non avrei certo pensato che sarebbe stato l' inizio di un paio di mesi in cui le connessioni con la madre patria avrebbero pesato parecchio. Dopo le 2 donne ansione di rispolverare la lingua dopo decenni di inutilizzo (entrambe avevano studiato in accademie apposite in umbria e toscana) e continuando come sempre le lezioni con Yulia, niente popodimeno che l'ambasciatore mi mette in contatto con Eliana,appena arrivata in città per insegnare italiano all'università. È l'inizio di una serie di incontri che culmineranno con 2 maestri d'organo a Karaganda per un concerto, un prete logorroico di Parma e persino il vescovo, entrambi alloggiati nei bellissimi (e un po' fuori posto, onestamente) lo ali adiacenti la cattedrale. Ricevo persino l'invito a partecipare al party p...

Le cose più belle della primavera

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È forse la naturale conseguenza di 7-8 mesi di gelido inverno, ma qui posso dire che si apprezza seriamente la primavera come "ritorno alla vita", ed ecco alcune delle cose piú belle della mia primavera. I sorrisi della gente. Karaganda è sempre viva, anche a -35, ma appena la temperatura sale sopra lo 0 ci si accorge della differenza. Le strade sono piene di gente che sorride e si gode il "tepore", condividendo con amici, parenti e amanti lunghe passeggiate serali, i primi gelati e le prime partitelle a pallone. I mille locali che preparano shashlik vengono presi d'assalto tanto da rendere necessario prenotare ovunque tu vada nel weekend, e i ragazzi spolverano le biciclette rimaste per mesi nei garage. I primi sprazzi di verde. Cosí come l'inverno era arrivato veloce a spazzare via le foglie dagli alberi, appena la neve si scioglie ecco germogliare le piante, e la grigia città in poche settimane si trasformerà in un enorme verde parco. Le lacr...

Malattia, portami via (magari anche no)

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Tutto inizia una mattina di febbraio. Mi alzo con il mal di testa e la gola che duole. Ma come sempre non mi faccio intimorire da un malanno di stagione e vado a scuola per un lungo martedì di lezioni. Fase 1: da zero a 100 in 5 secondi netti. Arrivo al termine della giornata lavorativa che sono da raccogliere col cucchiaino da terra. La voce se n'è andata e il mal di testa è un martello pneumatico. Me ne vado a casa sapendo già che a meno di miracoli il giorno successivo sarà il mio primo giorno di malattia da quando faccio questo lavoro. Il miracolo non avviene, e il giorno dopo mi sveglio stando peggio di prima e verso il tardo pomeriggio capisco che c'è qualcosa che non va. Chiamo Yulia a scuola e le chiedo di chiamare un medico per me. Arriva la sera con i dottori e sono lucido abbastanza da aprirgli la porta. Mi provano la febbre e il termometro è oltre i 41, anche se per tranquillizzarmi al momento mi dicono che è "quasi 40" (e stic...). Due punturone ...