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Ayubowan

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  Classico post da nuova destinazione, con elenco delle cose da segnalare: Colombo e' piu' pulita e meno caotica del previsto, ma non e' Vienna o Berna. Tra i larghi viali alberati (tra gli altri, mango e altri con fiori immaginifici) il traffico scorre indisciplinato con auto, motorini, e soprattutto tuk tuk e autobus. I primi che si infilano ovunque, salgono sui marciapiedi, fanno manovere al limite dell'impossibile. Gli altri macchine infernali, rumorosissimi, sporchissimi, guidati a velocita' da pazzi che i poveri freni riescono a malapena a contenere per non investire gente, carretti, biciclette e quant'altro, con il tocco di classe del clacson bitonale da autotreno o a volte pure da nave che se sei nei dintorni perdi come minimo 1/3 dell'udito ogni volta. Nei pochi parchi presenti ci imbattiamo in altri alberi e fiori sconosciuti e altri che non lo erano solo per sentito dire, come la cannella o il loto, stormi di pipistrelli, corvi, scoiattoli ovunque...

Da Tunisi a Colombo. Si ricomincia.

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  La fine dell'esperienza tunisina si rivela dolce, con la malinconia del lasciare il luogo col clima migliore in cui sia mai stato (a parte i due-tre torridi mesi estivi) e che ho chiamato 'casa' per due anni, gli amici e il posto di lavoro che piu' di ogni altro mi ha fatto crescere. Allo stesso tempo, perche' niente e' mai perfetto, amara, visto le difficolta' del chiudere il conto bancario e organizzare la partenza. Al momento della scrittura di questo post, sto ancora aspettando che parte dei miei risparmi vengano trasferiti dal conto tunisino a quello italiano, a distanza di 3 mesi (senza garanzia che alla fine li porti a casa). L'ormai tradizionale mese di agosto nella natia Ponte San Pietro passa liscio come sempre, visite ad amici e parenti, la preparazione per il trasferimento in Sri Lanka e quelle che, a mio parere, rimangono le migliori pedalate al mondo tra le valli bergamasche. E' qui che realizzo quanto fosse piu' semplice viaggiar...

Basta

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  Basta con i canti del muezzin la mattina presto, quelli bravi e melodici, quelli che scainano, quelli che urlano a squarciagola. Basta con le litanie depressive da suicidio alla radio. Basta con le ciabatte, da mare, non solo per la spiaggia o in casa, ma per andare al lavoro, a fare la spesa, in estate come in inverno, con calzino, preferibilmente bianco. Basta con il traffico sregolato e la gente che prima quasi ti uccide, poi fa il gesto di scusa con la mano. Basta con le vecchie che attraversano la strada a caso con le borse della spesa. Basta con le capre che attraversano la strada a caso durante una discesa in gara ciclistica mentre vai a 70km/h. Basta con gli automobilisti che guidano a 150km/h per arrivare al bar e metterci 3 quarti d'ora a sorseggiare un espresso. Basta con i ramadan e l'iftar al lavoro: il momento del pasto dopo il digiuno giornaliero, dove si inzia con un dattero e un bicchiere di bsissa (bevanda farinosa ed erbacea) per aprire su una tavolata in c...