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Visualizzazione dei post da 2016

Un comune weekend nell'ex unione sovietica

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Il venerdì sera, appena terminata la mia ultima lezione, prendo un taxi e raggiungo un locale del centro. In una vecchissima libreria si nasconde un ristorante piuttosto fighetto con un menù improbabile. Ho appuntamento con un gruppo di donne kazake e un tartaro-russo, componenti del mio gruppo pre-intermediate che ha appena terminato con successo l'esame di fine corso. Si festeggia con birra a fiumi, lingua di manzo al formaggio francese, macedonie a manetta e quando il tasso alcolico supera una certa soglia ci si sposta nella sala a fianco dove il karaoke regna sovrano. Al sabato si fa la spesa presto, si pulisce l'appartamento e la sera mi vengono a trovare per cena alcuni amici ed ex-studenti di due anni fa. Quasi tutti hanno smesso di studiare e la comunicazione è difficile, ma le mie linguine al pesto, una caprese e un tiramisù fatto in casa aiutano. Se ne vanno presto in ogni caso, ma ricevendo una chiamata da dei colleghi decido di raggiungerli in un club "d...

Feels like home

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Il ritorno in Kazakhstan, a Karaganda, ha un sapore tutto diverso dal mio primo arrivo qui, ormai due anni fa. Sono nello stesso appartamento, lavoro nella stessa scuola, qualche collega è cambiato ma nella sostanza poco è diverso. Ora sembra quasi di essere a casa. Nella "mia" Nurken Abdirov ci sono alcuni nuovi ristoranti, in città nel frattempo sono arrivati Burger King e KFC, qualche palazzo è stato ristrutturato o ricostruito, ma con le tiepide giornate di settembre le persone si divertono ancora come pazzi a pedalare per i sentieri di Central Park o a fare shopping nei centri commerciali, a mangiare "gelato tradyzionale" o sfrecciare con i loro SUV nuovi di zecca o carrette di oltre trent'anni. Tutto sembra come l'avevo lasciato. Mi sento esattamente come quando torno a casa in Italia. Certo, come a Bergamo qualche novità ogni volta c'è, anche qui qualche amico ha perso qualche capello, alcuni si sono sposati (dopo lunghissimi fidanzamenti...

Banska Stiavniczctckch...

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La lingua slovacca, si sa, non abbonda in vocali. La fantastica cittadina di Banska Stiavnica ci mette un paio di settimane buone per starmi in testa. Nel centro del paese, in zona collinare, è patrimonio dell'Unesco e per buone ragioni: castelli, chiese, un centro retrò con tanti caffè e mostre d'arte, il tutto circondato da verdi boschi e laghi cristallini. Un gioiellino in cui gustarsi una buona Zmrzlina (un gelato). E' solo una delle località che visito in questa primavera, per cercare di assaporare il più possibile questo paese tanto accessibile e tranquillo quanto relativamente sconosciuto. Ecco allora spuntare castelli dietro ogni angolo, Smolenice in primis il mio preferito (casa tra l'altro dell'inventore del paracadute), ma anche la imponente fortezza di Trencin che fa ombra al piccolo e curato centro storico. Con le belle giornate iniziano le manifestazioni e gli eventi, dai festival vinicoli alle rappresentazioni in costume medievale con giostre e co...

Sbocciano rollerblade e tavolini da caffè

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Dopo i primi due mesi di grigio e pioggia costante, la primavera inizia a fare capolino tra le nubi e poco prima di pasqua, gli alberi cominciano ad inverdirsi, il sole si fa tiepido, i fiori sbocciano e con loro i tavolini da caffè che iniziano ad occupare strade e piazze del centro. Come se  non aspettassero altro, gli abitanti di Trnava escono dal letargo e improvvisamente le strade che erano deserte si riempiono di gente con cono gelato in mano, le gonne si fanno più corte, e le aree verdi della città vengono invase da runners, famiglie con i passeggini e biciclette. Ma la cosa che più si nota sono le persone di ogni età che sfrecciano sulle ciclabili sui pattini a rotelle, quei rollerblade che credevo fossero un affare solo californiano o comunque da anni 90, qui sono popolarissimi. Il tradizionale appuntamento del weekend con il basket si sposta così all'aperto e nonostante le pallonate in faccia prese da parecchi ragazzi, distratti dal gioco a causa dello sfrecciare...

Scelte di vita professionale

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Dopo un mese di ricerca di un lavoro, mi trovavo con tre opzioni: la prima in Armenia, a Yerevan. Nonostante l'idea di tornare a così poca distanza di tempo nella bella e dinamica città mi attirasse, la scarsa organizzazione della scuola, la difficoltà nell'ottenimento del visto e la magra paga mi hanno fatto passare oltre. La seconda, e davvero attraente scelta era Riga. Nella capitale lettone avrei trovato gli alti standard del circuito International House, un'appartamento personale, un trattamento economico di tutto rispetto e l'insegnamento ai teenager e agli adulti, i due gruppi con cui mi sento più a mio agio. MA l'offerta sarebbe partita oltre un mese dopo, e non mi avrebbe fatto crescere professionalmente quanto ciò che ho effettivamente scelto. E quindi eccomi qui, avendo scelto la terza opzione, a Trnava, cittadina della provincia slovacca, a poche decine di km da Bratislava. Le ragioni per cui ho scelto questa destinazione sono: la possibilità di r...