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Visualizzazione dei post da dicembre, 2015

Finale col botto

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Il vecchio scorbutico che mi accoglie a Bam la sera tardi si trasforma in un simpatico sessantenne con un accento da nero dell'Alabama, e oltre a interessanti conversazioni e passaggi nella vecchia carretta che chiama automobile, mi regala una grande emozione mostrandomi due pagine del suo guestbook firmate da Giorgio Bettinelli (mitico viaggiatore italiano in Vespa e autore di diversi libri sulle sue vespate planetarie). Le 18 ore di autobus divise con i pellegrini mi portano poi a Mashad. Ancora non lo so, ma sarei stato nella grande città (la seconda dopo Tehran) proprio in concomitanza con le celebrazioni per il martirio dell'Imam Reza, unico dei 12 santi sciiti ad essere sepolto in Iran. Trovo alloggio in una guesthouse semplice semplice, e la stanza che Mr.Vali mette a disposizione dei suoi ospiti (quasi tutti giapponesi, chissà per quale motivo) è sporca e disordinata ma in qualche modo magica, con tappeti Turkmeni e Persiani ovunque, per terra e sulle pareti. Ry...

Il barbiere di Shiraz

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La citta'di Shiraz nel centro-sud del paese e' la successiva tappa naturale di ogni viaggio in Iran dopo Yazd. Famosa per essere "la citta' dei poeti" e' anche il punto di partenza per forse l'attrazione n.1 dell'intero paese, le rovine di Persepolis. Come al solito Jasmin viene contattata da centinaia di couchsurfers e questa volta la scelta cade sul timido Mehdi, vent'enne studente di belle speranze che ci mette 5 minuti a perdere la testa per la bionda. Con lui ci rechiamo al famoso mausoleo di Hafez, il poeta per ecellenza da queste parti, e veniamo introdotti alla pratica della "lettura divinatoria random di poesie" (nome creato da me perche' non mi ricordo l'equivalente iraniano). In pratica ogni visitatore del parco-mausoleo di Hafez si porta dietro la raccolta delle sue poesie, pensa a un problema che ha nella vita, apre a caso il libro e legge quello che il poeta gli consiglia. A meta' tra l'oroscopo e una ...

L'Iran che non ti aspetti

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In maniera totalmente casuale scopro che la francese Lara, che avevo incontrato ad Urumqi, Cina, nientepopodimeno che 5 anni fa e' in Iran e diretta proprio ad Esfahan. Con lei, Oscar e Jasmin ci addentriamo quindi nel deserto, prima tappa, la remota cittadina di Khoor. Qui abbiamo appuntamento con Rohab, e seppure con tutte le contraddizioni del caso, sara' l'inizio di una serie di scoperte interessanti. Il ragazzo, figlio di un ex-generale della rivoluzione di Khomeini, si autoproclama "Il re del deserto" e, oltre ad una davvero blanda attivita' come "guida" (vedi in seguito) si diletta nell'organizzazione di rave party nel deserto. Proprio cosi'. Nella repubblica islamica centinaia di persone si recano in questo remoto angolo del paese ogni weekend (giovedi' e venerdi'), prendono uno shuttle 4x4 e si recano in qualche parte nel vasto deserto dove casse potentissime, musica elettronica, alcool, maria e tutta la liberta...

Riso e melanzane

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Appena fuori Tehran si apre il deserto. Dopo 3 ore di colline rocciose e distese desolate si arriva prima a Qom, la citta' piu' religiosa (o bigotta, o integralista, fate voi) del paese e poi alla tranquilla cittadina di Kashan. Decido di stare qui per alcuni giorni per acclimatarmi e immergermi nel "vero" Iran (Tehran, come spesso capita con le capitali, non fa testo). Scelta azzeccatissima: sto in un'hotel tradizionale, una bellissima casa con cortile interno e fontane, e per pochi spiccioli ho un letto in camerata, colazione e ore ed ore al sole o all'ombra di alberi di melograno per leggere e bere il the. La citta' e' tranquilla ma con tanto da offrire, dal grande e colorato bazar alle strane moschee, al vicino giardino persiano di Fin, le maestose case storiche dei mercanti di tappeti, seta e vetro, fino ad un escursione di mezza giornata al villaggio "rosso" di Abyaneh (senza dimenticare la gente del luogo: ogni 10 minuti c'e...

Bye bye Baku

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Quando poco dopo l'alba il treno ferma al capolinea ferroviario di Astara, la pioggia battente imperversa sulla costa del Mar Caspio. La stazione e' letteralmente a 5 metri dalla riva e dalle impetuose onde che si scontrano contro la costa. Sul treno conosco Ahmad, un Iraniano che si offre di dividere il taxi con me. In 10 minuti il corteo di taxi-lada proveniente dalla stazione raggiunge il posto di confine dell'Azerbaijan, dove poliziotti infami pretendono mazzette per permettere alla gente di stare sotto una tettoia in attesa dell'apertura della frontiera. E' diluvio universale. Quando poi finalmente i cancelli si aprono, una cosa mai vista. Una ressa pazzesca con tutti, incluse le signore dai denti d'oro, a spintonare e pressare per tentare di guadagnare una posizione, in stile royal rumble. Trascinato dalla marea umana mi ritrovo con Ahmad in una fila infinita che ci prede un'ora. E' poi il momento delle formalita' e delle milel domande e te...