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Visualizzazione dei post da ottobre, 2015

Chi era Joseph Jughashvili?

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Se il nome non vi dice niente, il baffone nella fotografia dovrebbe. Prima di diventare "l'uomo d'acciaio", Stalin era un ambizioso ragazzo georgiano. Uno degli uomini piu' odiati e temuti del secolo scorso, responsabile in prima persona o quasi di milioni di morti tramite carestie (procurate da sue scelte scellerate), campi di lavoro forzati ed esecuzioni varie, naque a Gori, a una settantina di km da Tbilisi in una stanza piccolissima che il padre aveva affittato sopra la minuscola bottega di artigiano in cui lavorava. La casa originale e' ora conservata in una teca protettiva e poco distante si erge il museo a lui dedicato, un tempo propagandistico, ora ben piu' terra terra e realistico. Visita interessante di una mezza giornata da Tbilisi, comprende anche il vagone blindato a bordo di cui Stalin (che aveva paura di volare) si spostava ovunque, conferenze internazionali comprese. La citta', a parte qualche viuzza restaurata del centro storico ...

E' piu' semplice rubare il fuoco che ottenere un visto

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Lasciate le ragazze all'aeroporto e il mio passaporto all'ambasciata dell'Azerbaijan, mi dirigo spedito a nord, lungo la Military highway, una strada che sale sempre piu' su fino ai piedi della grande catena montuosa del Caucaso. La strada costeggia per larghi tratti il confine ufficioso con la regione separatista del South Ossetia, ufficialmente parte della Georgia ma in pratica sotto controllo delle forze armate Russe dalla guerra dei 5 giorni del 2008. Laghi,fiumi, fortezze e chiese, valli e cascate fino a Stepsaminda, meglio conosciuta come Kazbegi, icona del paese per la spettacolare posizione della chiesa tella trinita'. Appollaiata su per la montagna e ai piedi del grande monte Kazbegi (5043m) che secondo la leggenda sarebbe il luogo dove Prometeo si reco' per rubare il fuoco agli dei. Non mi spingo a tanto, limitandomi all3 treore fino al ghiacciaio. Il giorno successivo mi sposto piu' ad ovest a Svaneti, regione stupenda di alta montagna...

Georgia, paese di nasi, barbe, vino e chiese

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Le 15 ore di autobus notturno che da Goreme ci portano alla frontiera Georgiana passano in fretta e dopo le formalita' doganali succede una di quelle situazioni per cui sono fiero di considerarmi un viaggiatore mediamente esperto. L'autobus che ci dovrebbe portare fino alla principale citta' sulla costa del mar nero, Batumi, non si presenta sul lato georgiano, lasciandoci letteralmente a piedi. Proprio quando le ragazze stavano pensando di prendere un taxi pagando uno sproposito, noto un ufficio della stessa compagnia di bus, mi ci infilo, e dopo una mezz'ora di improbabili trattative, litigi e finte incazzature ci ritroviamo sull'auto del fratello dell'impiegato della compagnia di autobus, che ci porta gratis a destinazione, per di piu' direttamente al nostro ostello in centro. Oh, Yes. Batumi e' una grande localita' balneare ma essendo la stagione finita ci si presenta semi-deserta che neanche Rimini a dicembre, ma quantomeno possiamo ini...

Come volare in mongolfiera

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Parte della ragione per cui sono venuto in Turchia e' per ricongiungermi brevemente con la mia ex collega in Kazakhstan, Lera e la sua amica Marzhan, in vacanza per una decina di giorni tra Cappadocia e la mia prossima destinazione, la Georgia.L'autobus da Ankara mi scarica appena prima di mezzanotte a Goreme, nel cuore di questa anomala e turistica regione nota come Cappadocia, ed e' sempre fantastico rivedere vecchi amici da qualche parte differente del globo. Tre giorni qui sono stati tre giorni da sogno:la conformazione geologica dell'area e' unica cosi' come il modo utilizzato dalle persone per viverci da secoli, scavando grotte nelle rocce di tufo dalle forme piu' svariate. Il sorprendente museo all'aperto rivela chiese scolpite nella roccia e dipinte con maestria, la valle dei piccioni e' un piacere per gli occhi e per lo spirito e un modo fantastico per raggiungere la piccola citta' di Uchisar con il suo maestoso castello (anche que...

Sulla tomba di Re Mida

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E' inebriante tornare ad essere realmente in viaggio. L'aeroporto di Istambul e gli scorci dall'aereo durante le manovre d'atteraggio mi riportano indietro di 7 anni. Era l'ottobre del 2008 quando atterrai quş per la prima volta, e la mia vita non sarebbe stata piu' la stessa. Non mi trovo esattamente nella stessa situazione d'incertezza, ma oggi come allora ho bisogno di schiarirmi le idee. Nel 2008 il risultato furono2 anni di lavoro e risparmio, un giro del mondo, un breve soggiorno a Budapest per studiare e in ultimo due anni come insegnante d'Inglese tra Kazakhstan e Malta. Vedremo coşa mi rşservera' il futuro, intanto, seduto per terra nell'affollatissimo terminal domestico in attesa del volo (in ritardo) per Ankara, leggo le guide e pianifico le prossime tappe. Fast forward di due giorni. Ankara e' grande e caotica, ma il dedalo di viuzze pedonali dietro la trafficata via Atatürk e' piacevole e mi consente una sosta dopo l...