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Visualizzazione dei post da ottobre, 2014

Ottobre bianco

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Al ritorno dal mio caffè preferito, un venerdì sera, inizia a nevicare. Per tre giorni i fiocchi imbiancano la città, cosa a cui dovrò abituarmi: la neve sarà una presenza costante per almeno 5 mesi, e c'è pure la possibilità che vi rimanga fino a maggio inoltrato. Le temperature la notte scendono abbondantemente sotto i -10 mentre durante il giorno è il vento a decidere se aver freddo a -5 o congelare a -10: impetuoso, proveniente dalla Siberia, fa tutta la differenza del mondo e ti taglia letteralmente in due. La vita prosegue, senza nulla di eccezionale e nonostante tutto così incredibilmente affascinante. Incontro tante persone tramite Couchsurfing, esco un po' di più la sera, ma per il resto è tutto un casa-scuola. Se gli orari me lo permettono vado in piscina e nel tempo libero leggo o guardo partite Nba. E allora cos'è che fa di questa esperienza qualcosa di unico e straordinario? Cos'è che mi fa ritrovare a sorridere come un ebete apparentemente senza ...

130 nazionalità

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Una domenica decido di visitare l'unico sito che pone Karaganda nelle guide turistiche: il museo del Karlag. Situato nel paesino di Dolinka, 45 km fuori città, è una villa in stile neoclassico con tanto di colonnato: ai bei tempi dell'Unione Sovietica era il centro direzionale e di smistamento, il punto nevralgico della più grande "isola" dell'arcipelago Gulag. Questa area di campi di lavoro forzato infatti era la più grande ed importante di tutta l'Unione Sovietica e copriva un'area estesa quanto la Francia. Oppositori politici, prigionieri di guerra, minoranze bellicose o semplicemente "sospetti" o semplicemente persone antipatiche a questo o a quel dirigente venivano spediti in questi luoghi, accuratamente selezionati in base alle capacità (o all'incapacità) del detenuto e mandati a lavorare chi in miniera (carbone), chi nei campi (il secondo "granaio" dell'unione) chi nella siderurgia. Persino gli intellettuali venivan...