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Visualizzazione dei post da agosto, 2014

La prima impressione è (spesso) quella sbagliata

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Questa nella foto è la vista di cui posso godere (???) dal balcone di casa. Ma andiamo con ordine... La prima impressione: atterro alle 5 del mattino all'aeroporto di Astana, dove la DOS (Director of studies, in parole povere: il mio capo) Sam e l'autista Sergey mi attendono per scarrozzarmi le tre ore abbondanti fino alla ridente Karaganda. Sam è molto gentile e mi anticipa grande ospitalità da parte della scuola. Tutto mi sembra ottimo ma, sarà la stanchezza e un minimo di jet lag, sarà l'attimo di panico quando Sergey si stava addormentando mentre guidava a oltre 100km/h attraverso la steppa, non mi sento molto a mio agio. Karaganda viene anticipata dall'orrendo distretto industriale-metallurgico che sorge a una decina di km di distanza e se anche la città non centre proprio nulla con questo allucinante agglomerato di ferraglia e ciminiere, questa nuvolosa domenica mattina tutto mi sembra grigio e tetro. Quando Sergey si ferma in una stradina laterale quasi mi...

Transizioni

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Seduto nella lobby dell'aeroporto di San Pietroburgo scrivo questo breve aggiornamento. La settimana scarsa in Italia è stata caratterizzata dalle visite parenti/amici a ritmo serrato e da tanta acqua: un grigiore che mi ha fatto immediatamente sentire la mancanza del sole maltese. Rivedere gli amici in particolare, con la prospettiva di un lungo periodo di astinenza da cazzate, è stato bello ed emozionante, ma con una differenza sostanziale dai precedenti addii. La parola che più mi sembra possa descrivere questo mio stato d'animo è: consapevolezza. La partenza non è più vista come un momento straordinario e estemporaneo, un unicum che nasconde chissà quale incertezza del futuro. Ora è un momento inevitabile ma ormai consolidato. Una parte della vita che, lo sento, diventerà sempre più comune. E la cosa mi piace. A Malpensa ho conosciuto due ragazze italiane in partenza per una vacanza in Russia e, caso dei casi, erano pure le mie vicine di sedile. Arrivato in Russia h...

Ultima fermata: paradiso

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Le ultime settimane scorrono lisce e piacevoli, e il ritmo ormai consolidato scuola-spiaggia-serata viene solo temporaneamente macchiato dalle performance del nuovo, irritantissimo coinquilino francese. Mi trovo benissimo a scuola e mi sento apprezzato per il mio lavoro, cosa mai successa in vita mia, costruisco relazioni importanti con alcuni colleghi e con uno di questi in particolare affronto il tema dei rapporti umani in classe. John è un signore scozzese di mezz'età, e come tutti gli scozzesi che abbia mai incontrato è duro fuori (al primo impatto) ma incredibilmente aperto ed amichevole una volta rotto il guscio. Se dai tanto alla tua classe, se ti apri e condividi la tua vita e le tue esperienze, allora anche loro ti daranno tanto e l'esperienza sarà unica ed intensa come poche. Piccolo problema: questo approccio ti rende incredibilmente vulnerabile, ed ogni addio vuol dire perdere un pezzo di te stesso. Ne vale la pena? Con John e l'irlandese Daniel formo u...

Le campane ad ogni ora

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I Maltesi vanno pazzi per i fuochi d'artificio. Tutte le sere dal tetto di casa posso osservarli a 360° sparati da ogni paesino dove si combatte una battaglia a chi li fa più luminosi e rumorosi. E fin qui, ok, niente di male. Ma, mi chiedo io, dove sta il senso nello sparare i fuochi d'artificio alla mattina? O nel primo pomeriggio? Incuranti della luce abbagliante che rende impossibile vedere anche le scintille più luminose i maltesi si esaltano con i botti a più non posso. In un paese in cui il consumo di alcool è massiccio e la vita notturna è pompata al massimo (i party in discoteca o sulla spiaggia non si contano) tutto mi aspetterei tranne l'assoluta mancanza di controlli per gli automobilisti che, dopo una bella bevuta si lanciano a velocità folli per le stradine dell'isola. C'è inoltre un'ambivalenza tutta particolare tra le ancora radicate tradizioni famigliari e religiose e l'apparenza lasciva delle ragazze giovanissime mezzenude e la tamar...