La prima impressione è (spesso) quella sbagliata
Questa nella foto è la vista di cui posso godere (???) dal balcone di casa. Ma andiamo con ordine... La prima impressione: atterro alle 5 del mattino all'aeroporto di Astana, dove la DOS (Director of studies, in parole povere: il mio capo) Sam e l'autista Sergey mi attendono per scarrozzarmi le tre ore abbondanti fino alla ridente Karaganda. Sam è molto gentile e mi anticipa grande ospitalità da parte della scuola. Tutto mi sembra ottimo ma, sarà la stanchezza e un minimo di jet lag, sarà l'attimo di panico quando Sergey si stava addormentando mentre guidava a oltre 100km/h attraverso la steppa, non mi sento molto a mio agio. Karaganda viene anticipata dall'orrendo distretto industriale-metallurgico che sorge a una decina di km di distanza e se anche la città non centre proprio nulla con questo allucinante agglomerato di ferraglia e ciminiere, questa nuvolosa domenica mattina tutto mi sembra grigio e tetro. Quando Sergey si ferma in una stradina laterale quasi mi...