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Visualizzazione dei post da giugno, 2014

Una vita color crema

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Finalmente si inizia a lavorare: mi spetta di diritto una classe mattutina, da 3 ore, mentre il pomeriggio può variare a seconda delle necessità. La giornata tipo prevede la sveglia "forzata" alle 7 (il sole picchia direttamente sulle mie finestre senza tapparelle rendendo impossibile dormire fino a tardi), colazione e breve camminata fino a scuola, dove lavoro fino alle 3 di pomeriggio. Torno a casa, preparo le lezioni del giorno dopo e verso le 5 me ne vado a fare una nuotata, o una corsa sul lungomare. Le stradine di Sliema differiscono in maniera radicale dai grandi ecomostri del lungomare, mantenendo un carattere ancora antico. Le vecchie case maltesi come quella in cui abito hanno un fascino tutto particolare, con le facciate color crema e le coloratissime terrazze coperte, o i raffinati portoni dello stesso colore. Una sera mi unisco a tre russe per la visita all'antica capitale, Mdina e qui scopro una Malta completamente diversa. Silenziosa, antica, romanti...

L'arte di adattarsi

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Arrivo a Malta durante una comune, assolata e torrida mattinata di giugno, e mi insedio immediatamente in quello che sarà il mio appartamento per i prossimi due mesi. Lavorerò in una scuola di lingue a Sliema, sobborgo fighetto dell'isola dei cavalieri di San Giovanni, e alloggerò in una vecchia casa tipica maltese, dividendo l'ahimè salatissimo affitto con tre giovincelli francesi. E' il momento di adattarsi: alla vita comunitaria con ragazzi di vent'anni poco propensi all'igiene e all'ordine, ma anche di mandar giù il boccone amaro: so che sto strapagando la stanza, ma non posso farci niente perché in questa stagione a Malta i prezzi schizzano alle stelle. Tempo di adattarsi. Alla calura (anche se meno pronunciata di quanto mi aspettassi) con l'aiuto del sorprendente sistema di climatizzazione naturale della casa, alle zanzare aggressive e fameliche, all'accento buffo dei maltesi (un mix di siciliano, nord-africano e inglese) e alla loro rumoros...

Ritorno allo zaino

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680 giorni. 680 giorni fa richiudevo la porta dietro di me e svuotavo lo zaino. Un'enormità. Che cosa è successo nel frattempo? Ho imparato a curare un orto, a fare la mia birra personale, ho letto qualche libro (sempre troppo pochi) ho fatto tanti km in bicicletta (2 viaggi in Svizzera), ho vissuto a Budapest e ho ottenuto il CELTA (certificato di abilitazione all'insegnamento della lingua inglese). Ho visto amici sposarsi, ho suonato con la band, ho pure scritto un libro "en passant", ho lavorato in un call center, ho denunciato il call center, mi sono fatto dare i danni dal call center. Ho visto tanti amici, vecchi e nuovi, alcuni mi sono venuti a trovare da ogni parte del mondo. Ho giocato a basket e provato il rugby, ho litigato con praticamente ogni persona che conosco per questioni legate alla politica, ho passato notti insonni a guardare serie TV o partite Nba. Così tanto è cambiato, e allo stesso tempo nulla è cambiato. Poco importa. Tutto si diss...