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Visualizzazione dei post da luglio, 2012

Il Ring of Gullion

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"E' una curiosita' geologica che ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro e ha provocato molto stupore, tanto e' complesso il meccanismo della sua formazione. Si tratta di un anello di diversi chilometri di diametro, con lo Slieve Gullion al centro. Vi evitiamo le teorie contamporanee per arrivare direttamente all'essenziale: e' strano e bello!" dalla guida Routard - Irlanda 2004 Quando con i buoni Stefano, HErman e Nava giravo in tondo alla ricerca del Ring of Gullion non immaginavo certo che quel frustrante pomeriggioavrebbe fornito in futuro un indizio, una traccia per capire meglio cosa siamo e cosa cerchiamo. La molla (e i collegamenti relativi) e' scattata su di un autobus da qualche parte in Patagonia, col cielo rosa da ammirare dall'ampia vetrata. E' la ricerca della felicita'. Piu' la cerchi e piu' ti sfugge, pou' cerchi di vederlo e piu' scompare. E la cosa divertente e' che se anche ci sei in mez...

Ritornare

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Tutte le persone che ho conosciuto, tutti i volti che mi hanno sorriso, le esperienze condivise, i tramonti, le gambe che mi hanno abbracciato, i chilometri, la polvere, il mare, tutte le onde, le rughe delle vecchie, le lacrime, la solitudine, tutte le fotografie, i ricordi, le emozioni. Come dare un senso a tutto questo? Sono a Bogota a scrivere queste righe, dalla terrazza per godermi l'ultimo tramonto. Non importa quanto ci provi, non riesco a fare stare tutto dentro. Sono gli ultimi istanti. Da qui in poi tutto e' veloce, sterile, mi passa davanti agli occhi come in un film in cui io non sono il protaonista. Il mancato concerto di Santiago Cruz, il superbus fino a Cali, le canne da zucchero, i controlli antidroga all'aeroporto, lo scalo a Madrid e l'atterraggio ad Orio al Serio. La strada verso case e poi un respiro profondo prima di suonare il campanello. Il cancello si apre. Faccio un passo, lo richiudo dietro di me. Il cerchio attorno al mondo e' c...

Cafe' Colombia

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Quando mi sveglio, alle prime luci dell'alba, il paesaggio che vedo fuori dal finestrino e' radicalmente diverso: verdi colline e bianche villette, la strada a due corsie si snoda nelle valli e raggiunge dopo poco la grande citta' di Medellin. Nota sulla ¨fauna¨ locale: -sei in Colombia -nella citta' piu' fighetta del paese -a pochi giorni dalla settimana internazionale della moda non aggiungo altro. Famosa in passato per essere una delle citta' piu' pericolose del mondo, centro del principale cartello di trafficanti di cocaina e governata di fatto dal signore della droga Pablo Escobar, Medellin e' ora una grande citta', ricca, moderna, verde ed estremamente vivibile, con una supermetropolitana, grandi viali alberati, km di piste ciclabili, complessi sportivi pubblici ed enormi centri commerciali. A breve, oltre alla settimana della moda si svolgera' (per il piacere del tamarro medio colombiano) il Gran premio di GT500, e per questo L...

Caraibi 2.0

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La permanenza sulla costa caraibica continua. La polvere lascia spazio alla foresta vergine, le tuniche colorate degli Wayuu a quelle bianche dei Tayrona. A Palomino trovo uno spiaggione infinito battuto dai pellicani e onde da far paura, mentre pochi km piu' a ovest entro al parco Tayrona. E qui si trovano le spiagge sognate da tempo, sabbia bianca, palme e enormi, curiose formazioni rocciose. Si dorme su amache, si mangiano cocco e mango caduti dalle piante, si prende il sole, si legge, si pensa tanto. Molti a come rintracciare del fumo, io a quello che e' stato e a quello che sara'. Sto solo molto tempo, forse mai come qui in Sud America, ma poi penso che anche in Nuova Zelanda e Asia non e' che fossi mister socializzazione. E poi penso ad Arthur, Pablo, Gesu' e il pollo di gomma, Bea e Gio', Cynthia e Linn, Virginia. Pochi ma buoni, veri. E allora, con la chitarra del vicino di amaca mi piazzo sulla spiaggia e gli accordi fluiscono soavi, nonosta...

Wayuu Land

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Pochi km fuori Maracaibo, la citta' piu' brutta e invivibile in cui abbia mai messo piede, il calore rimane forte e la strada si fa sempre meno trafficata, meno curata, fino a diventare dominata dale buche nell'asfalto che sembra vecchio di decenni.La Chevy Nova del ´78 su cui viaggio non ha finestrini e l'aria calda entra senza tregua da nord come da un gigante asciugacapelli. Passiamo villaggi degradati, capanne di fortuna costruite tra cumuli di spazzatura, le piante con sacchetti di plastica multicolor al posto dei fiori. Sono i territori degli indigeni Wayuu, unica minoranza etnica sopravvissuta in Venezuela, popolo semi-nomade che non conosce confini e si muove non senza difficolta' tra queste zone e l'arida penisola de La Guajira in Colombia. Non faccio in tempo ad estrarre la macchina fotografica che l'autista e il resto dell'equipaggio mi avvertono di nasconderla subito. Questa e' ¨Zona Roja¨, area di confine in tutti i sensi, tra i ...

Mezza delusione

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L'enorme murales poco dopo il ponte internazionale avverte che il Venezuela e' terra di grandi conquiste. Pur non mettendo in discussione le potenzialita' delle riforme sociali del presidente Chavez, per me il Venezuela si e' rivelato terra di grandi delusioni. Per una serie di motivi, iniziando dal fattore monetario: tutto e' clamorosamente "overpriced". Quasi non ci credo camminando per le strade polverose di ElPlayon. L'opzione piu' economica e' una piccola guesthouse dall'aria trasandata e sporca con un cigolante ventilatore in camera. Prezzo per notte: oltre 20 euro. E' la sistemazione piu' cara che abbia mai pagato in questi due anni di vagabondaggio (anche perche' camere singole non esistono e se sei solo paghi per due). Per non parlare del cibo, pessimo e caro, che mi porta ad acuistare pane, tonno e pomodori come dieta quotidiana. La vicina spiaggia di Bahia Cata quantomeno mi tira su il morale per un pomeriggio...

La strada lungo il fiume

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Ogni volta che ricevo una brutta notizia, la morte di una persona conosciuta, di un parente, mi attraversano sensazioni contrastanti. Sto, stiamo, entrando in una fase della nostra vita in cui, tra le altre cose (costruirsi un futuro, aprirsi nuove strade nel mondo, lasciare la vita fanciullesca a cui eravamo abituati) le partenze delle persone care e non solo di quelle piu' anziane saranno sempre piu' frequenti. Il contrasto dentro di me e' dettato piu' che altro da un certo senso di colpa, di inadeguatezza per quello che ¨dovrei sentire¨: tristezza, angoscia, disperazione... quando cio' a cui veramente penso e' alla visione d'insieme, alla inevitabilita' della morte e alla sua complementarieta' con la vita stessa. Proseguendo la mia strada verso nord, attraverso Villa de Leyva, un paese tutto bianco che potrebe fare da sfondo ad un film di Zorro, e seguendo il corso del fiume Fonce mi stanzio per una settimana a San Gil. I lavori stradali s...