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Visualizzazione dei post da giugno, 2012

Ciccio ciccio!

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Mi sarei aspettato di tutto ma non certo che la piovosa Bogota fosse una citta' cosi' dinamica e progressista. Non ho mai visto tante librerie e biblioteche, gli studenti sono ovunque, gli spazi per i ciclisti non sono sufficienti e allora tutti i venerdi' sera e le domeniche le strade del centro chiudono alle auto; una moltitudine di musei e mostre (tutti gratuiti), concerti dal piccolo bar allo stadio, eventi teatrali dal corner stile 'Hyde park' fino all'opera. Bersi un caffe' tra la visita al museo dell'oro (32.000 pezzi, il piu' grande del mondo) e la salita al cerro di Monserrat con vista mozzafiato sulla citta', bersene un altro tra un Picasso e un Matisse e la ciccia ciccionissima della collezione Botero: Tutto e' ciccione! Le persone, la frutta, gli animali, le case! Ciccia ovunque! E ancora, caffe' la mattina al mio alloggio, un'altra `casa sulla collina` gestita da persone splendide e, prima notte a parte (un maledu...

Una semana surcolombiana

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Le aspre valli ecuadoriane lasciano presto il posto alle piu' dolci colline della Colombia del sud. Tra le persone con cui non vorrei mai dividere un lungo trasferimento in autobus c'e' l'australiana Tracy, che gia in Bolivia mi aveva deliziato col suo tono di voce e quella capacita' innata di parlare per ore, senza bisogno di rifiatare. Non sto a dirvi chi mi fa la sorpresa di salire sul mio stesso autobus ad Ibarra... Le prime 6 ore sono interminabili, poi, come per magia, inizio a godermi la strada, complici il paesaggio e Tracy che in preda ai crampi mascellari per il troppo parlare decide chee' meglio immergersi in un libro e lasciar riposare il mio martoriato orecchio sinistro. Tre mesi di cultura andina possono bastare ed e' quindi benvenuto questo cambiamento d'aria, la vegetazione tropicale, il caldo, le signore dalla pelle nera che vendono fette di anguria e mango a bordo strada, i carretti trainati da cavalli della campagna colombian...

Torno a testa in su

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Me ne torno a Baños con la canadese Cynthia e la mezza-pazza famiglia olandese per un'ultima dose di nuvole, mountain bike e bagni caldi prima di muovermi verso Quito dove ho appuntamento con Virginia e ¨Hermano Miguel¨ Christian, conosciuti oltre tre mesi fa ad El Bolson, in Argentina. Quito e' decisamente la piu' pulita, verde e vivibile delle capitali sudamericane. Il centro storico e' bellissimo, la iglesia della Compañia de Jesus e' il top del barocco americano e uno dei migliori del mondo, la capilla del hombre del pittore Guayasimil fantastica e il quartiere di Mariscal forse il piu' alto concentrato quantitativo e qualitativo di vita notturna che abbia mai visto. Senza rendermene conto pero', in una banalissima domenica pomeriggio, rischio seriamente il primo incontro ravvicinato con la malavita. A meta' strada verso la collina del Panecillo, solo pochi centinaia di metri dal centro, vengo fermato da una signora che mi avverte di non prose...

Vivere tra le nuvole

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Vanno,vengono  ogni tanto si fermano  e quando si fermano  sono nere come il corvo  sembra che ti guardano con malocchio  Certe volte sono bianche  e corrono  e prendono la forma dell'airone  o della pecora  o di qualche altra bestia  ma questo lo vedono meglio i bambini  che giocano a corrergli dietro per tanti metri  Certe volte ti avvisano con rumore  prima di arrivare  e la terra si trema  e gli animali si stanno zitti  certe volte ti avvisano con rumore  Vanno, vengono, ritornano  e magari si fermano tanti giorni  che non vedi più il sole e le stelle  e ti sembra di non conoscere più  il posto dove stai  Vanno, vengono  per una vera, mille sono finte  e si mettono li tra noi e il cielo  per lasciarci soltanto una voglia di pioggia . Avere la testa tra le nuvole, sognare ad occhi aperti, rimanere incantati ed estranei alla realta' e...

Non e' un paese per nuotatori

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Il mio vagabondare per l'Ecuador continua senza infamie e senza lodi. Il paese tranquillo, le persone ospitali e l'aria ovunque rilassata quanto rarefatta (spesso e volentieri abbondantemente sopra i 3000m) conbinano per un pigro spostarsi da una cittadina all'altra. Dopo Vilcabamba, Saraguro con i suoi Saraguros, gli indigeni con curiosi abiti e le lunghe trecce. Cuenca, citta' bellissima e dalla grande atmosfera che entra nel novero delle poche localita' in Sudamerica in cui potrei seriamente vivere a lungo, camminando all'ombra delle azzurre cupole. Alausi e il treno della Nariz del diablo, l'attrazione piu' sopravvalutata delle ande, cantare gli U2 al karaoke e Lin, frangetta coreana davanti e dreadlocks dietro. Riobamba, le strade vuote la domenica pomeriggio, l'arena dei tori e mille ristoranti cinesi. Guaranda e Ambato sulla strada per Baños, dove camminate, l'ascesa allo sbuffante vulcano Tungurauha e discese in bicicletta lu...