Cambiamenti
Frustrato, esausto, nervoso. Era da oltre un anno e dall'odissea per uscire dal Vietnam che non mi sentivo cosi' ansioso di superare un confine. Certo i 3 giorni che impiego per entrare in Ecuador non sono paragonabili alla settimana di passione durante il capodanno cinese 2011 ma hanno definitivamente abbassato la mia considerazione del Peru e dei peruviani di parecchio. Levatacce alle 4, contrattazioni esasperate, tentativi continui di fregarmi, strade dissestate, buche, fango, attese interminabili e corse in minibus infinite, maleducazione, centinaia di bottiglie di plastica gettate dai finestrini a bordo strada e, sopra tutto, il ritmo incalzante della terrificante cumbia peruviana che entra di prepotenza nella mia personale shit parade inchinandosi solo di fronte all'inarrivabile liscio birmano e alle litanie tajike (la colonna sonora ideale di chi si fara' saltare in aria in un mercato ma ancora non lo sa. Per chiudere in bellezza, dopo un'ultima corsa ...