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Visualizzazione dei post da marzo, 2012

Altiplanica

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Immensita'. A volte tanta grandezza non sembra possibile. Talmente impossibile da darti alla testa e farti perdere la ragione. Che poi la scienza lo spieghi con la mancanza d'ossigeno, la disidratazione o quant'altro. Da S. Pedro de Atacama mi unisco ad un gruppo organizzato, unico modo per raggiungere in 4x4 la citta' di Uyuni, Bolivia. Con me c'e' l'autista boliviano Alberto, la coppia olandese Tom-Amanda, l'inglese Arthur e le due danesi Barbara e Katerine. La fortuna e' dalla mia perche' un gruppo piu' affiatato difficilmente si sarebbe potuto trovare. Pronti, via ed e' subito mozzafiato: dai 2500 metri d'altitudine di S.Pedro si sale fino ai 5200 del posto di confine, l'ennesimo. Per me e' il numero 28. Da ora in poi e' tutta una successione di vette innevate, paesaggi alla Salvador Dali', lagune colorate, llamas, fenicotteri e lepri selvatiche. Dormiamo a 5500 metri, in un hospedaje, false friend che si...

Pedalando nel deserto

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Con l'aiuto prezioso della solita Mariana riesco con un giro intricatissimo di biglietti e coincidenze a non perdere il bus verso nord, destinazione Calama, 24 ore di viaggio. Una notte qui nella capitale mondiale del rame e' piu' che sufficiente e il mattino seguente sono gia' nell'oasi di San Pedro de atacama, cittadina fondata dai conquistadores che, guidati da Pedro de Valdivia, attraversarono il deserto piu' arido del mondo ed arrivarono decimati nella zona centrale del Chile a scontrarsi con i guerrieri indigeni Mapuche. San Pedro e' piccola, piena di alberghetti e agenzie turistiche, ristoranti e negozi di artigianato, ma mantiene il suo fascino da far west. E' la mia ultima destinazione in Chile, 4000km a nord e 46 giorni dopo Puerto Natales, emblema della straordinaria diversita' climatica di questo paese. Noleggio una bicicletta e pedalo per un pomeriggio nel deserto, in particolare nell'area nota come Valle della Luna. Can...

Viva la vida chilena (2a parte)

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Il WWOOF è un'organizzazione nata in Inghilterra nel 1971 che mette in contatto le fattorie biologiche con chi voglia, viaggiando, offrire il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio. I nsomma, non e' esattamente una fattoria biologica, anzi, e' un palazzone che non esiterei a definire un ecomostro sulla costa di Concon, ma la sostanza del mio stare da Pablo si puo' riassumere cosi'... Scherzo, ovvio, ma iniziando dal trasferimento della sua bicicletta da Viña a Concon, fino al cucinare 7 giorni su 7 a pranzo e a cena, diciamo che la mia permanenza sul divano di casa Hernandez Diaz me la sono guadagnata. Per recuperare dalle fatiche della biciclettata sulla costa mi godo il primo pomeriggio sisstando nella piscina condominiale, con vista mare, ammirando il tramonto e le forme di vita che popolano la spiaggia, pellicani, gabbiani e surfisti. Pablo vive qui infatti per una ragione e cioe' la spiaggia della boca, ¨no apta al baño¨ ma particolarmente ...

Viva la vida cilena (1a parte)

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Due giorni nella capitale cilena Santiago sono piu' che sufficienti per me, con niente da fare, poiche' i duei musei che mi interessavano sono chiusi per manutenzione. La citta' in se e' carina, se anche dall'alto (dalle montagne che la circondano) sembra un agglomerato orribile di cemento, in realta' quando ci sei in mezzo e' verde, pulita e ordinata. In questi due giorni pero' sono in modalita' zombie. Un po' il caldo opprimente che e' uno shock dopo settimane a sud, un po' il dormire poco e male, con un signore in camerata che russa alla grandissima (nella top ten di questo viaggio, sicuro), fattosta' che sono sempre svogliato e in uno stato tendente al cadaverico. Tutto cambia la mattina del mio spostamento a Valparaiso. Solo un paio d'ore a nord di Santiago, appena arrivo capisco che sono nel mio ambiente ideale: ci sono almeno 10 gradi in meno, grazie al mare, e la citta' ha tutto quello che mi piace viaggiando....

La dura legge della montagna

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Ritorno in Chile, seppur dopo una sola, breve parentesi a Puerto Natales un mese fa, e mi appresto a qualche settimana in questa terra definita da molti un paradiso terrestre, che ho imparato a conoscere tramite i romanzi di Isabel Allende e i racconti di Pablo Hernandez (che non e' uno scrittore, solo il mio miglior amico in Nuova Zelanda). Immediatamente dopo il valico andino che costituisce il confine, si percepisce il cambiamento rispetto all'Argentina. Le ande formano infatti una incredibile barriera naturale che blocca le precipitazioni provenienti dal Pacifico, creando una discrepanza enorme nel volume d'acqua che le due nazioni ricevono annualmente. Il lato cileno infatti e' incredibilmente piu' verde. Non solo, ad un primo impatto sembra anche molto molto piu' curato di quello argentino, con case di legno colorate e strade pulite. Salto direttamente la capitale degli sport outdoor, Pucon (se non altro perche' e' tappa fissa dell'Humm...