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Visualizzazione dei post da gennaio, 2012

Uruguay mediterraneo

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Intontito dal giorno e mezzo di viaggio, in piena fase di dormiveglia, dal finestrino del pullman penso di essere in croazia. I paesini che si susseguono sulla riva del Rio dela Plata hanno quelle case, quella atmosfera, quei colori tipici del mediterraneo. L'Uruguay e' il meno sudamericano dei paesi del sudamerica, con una popolazione che per il 98% e' bianca discendente da europei immigrati. Oltre che per le case, lo si nota nel cibo, nei volti delle persone, nelle signore che siestano sedute fuori dalla porta di casa come nei nostri paesi del sud, nelle finestre aperte delle case la sera con la tv sintonizzata su una partita di calcio (per la cronaca, Atalanta-Juventus). Il gelato e' per la prima volta da quando ho lasciato casa all' altezza, per colazione caffe' e brioches, le strade sono ciottolate e i bar riempiono la piazza di tavolini e ombrelloni. L'unica cosa che ti fa realizzare che c'e' qualcosa di strano e non ti trovi in un paes...

Nella terra dei Guarani´

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Prendo un bus notturno da Buenos Aires e al mio risveglio trovo fuori dal finestrino una paesaggio completamente nuovo. Terra rossa e vegetazione tropicale, gente dalla pelle piu´ scura e i tratti amerindi. Sono nella provincia piu´ settentrionale dellÁrgentina, chiamata ¨Misiones¨, incastrata in qualche modo tra Brasile, Uruguay e Paraguay, quella che un tempo era la terra degli indios Guarani´ ed oggi e´ lo stato piu´ povero della federazione argentina. La mia destinazion, Puerto Iguazu e´ una citta´ nata allo scopo di servire il viaggiatore-turista come base per l´attrazione numero 1 della zona e una delle principali dell´intero continente. Le cascate internazionali (Brasile-Argentina) dell´Iguazu sono uno dei siti piu´ straordinari della terra, un parco nazionale situato nel punto in cui il rio Iguazu precipita in una conca creata dalla differente composizione della roccia. Della serie ¨tutto il mondo e´ paese¨, la leggenda Guarani´ relativa coinvolge la solita divinita´ gel...

Tango y Futbol (seconda parte)

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Se i primi giorni nella Capital sono stati all´insegna della Boca, i successivi mi hanno visto spesso e volentieri nel quartiere San Telmo. La domenica in partcolare, le strade ciottolate si riempiono di bancarelle, musicisti ed artisti di strada in genere, oltre che di migliaia di persone intente a bighellonare o contrattare per un paio di orecchini, un quadro o una coppa per il mate. Sempre a San Telmo si consuma la miglior serata, al club ¨Rey Castro¨ che oltre ad avere tre statue di cera di Fidel, Ernesto e qualcun´altro che non ricordo, all´interno e´ tutto quello che ti aspetti dal Sud America: affollato, sudato, col reggeton che scandisce il ritmo di un ballo animale. Spettacolare! Il ballo epr cui l´Argentina e´famosa nel mondo comunque e´ il tango e a Buenos Aires ovviamente non puoi non imbatterti in qualche esibizione di strada (per turisti) a San Telmo o Puerto Madero. Si´ perche´ il tango e´ considerato non uno spettacolo, ma una attivita´ partecipativa, per cui s...

C´era una volta...

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C´era una volta una ragazza di nome Lynn. Era bella, bellisima, veniva da Taiwan e un giorno, con la sua amica Azhi, decise di fare un´ esperienza di vacanza lavoro in Nuova Zelanda. Aveva 20 anni Lynn e, come moltissimi taiwanesi decide di fermarsi a Tauranga. Qui lavora per mesi in diverse Packhouses, vive in ostelli e case condivise come moltissimi altri ragazzi venuti da tutto il mondo. In una di queste conosce un tedesco un po´ timido, Maik. Il ragazzo perde immediatamente la testa, ma Lynn, come suo solito, pretende un certo ¨servizio¨ che include una macchina per farsi scarrozzare in giro per il paese, cosa che Mike non ha, e quindi rimane in ¨lista d´attesa¨. Nel frattempo la stagione dei kiwifruit finisce e Mike, non avendo fatto abbastanza soldi per comprare un´ autovettura, decide di accodarsi ad un ragazzo italiano e iniziare a viaggiare a sud. Anche Lynn, un po´ come tutti, decide di viaggiare a sud, in compagnia di un ragazzo coreano che (stranamente) ha il p...

Tango y futbol (prima parte)

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Il nuovo mondo. Lascio la Nuova Zelanda a Christchurch e in poco piu' di dieci ore attraverso il pacifico per atterrare a Buenos Aires e iniziare il mio cammino in Sud America. La cosmopolita capitale argentina (almeno i sobborghi e il microcentro) mi ricorda molto Milano: vialoni alberati multicorsia, vecchi edifici, traffico. Impiego un paio d'ore dall'aeroporto e altre due per trovare una sistemazione economica poiche' in estate qui' migliaia di turisti e viaggiatori affollano gli ostelli (principalmente provenienti dal Brasile). Tra una dormita ad orari assurdi e l'altra (il Jetleg che pensavo mi avesse risparmiato mi colpisce invece con forza) esploro apiedi la citta': lo storico e monumentale "microcentro", con la casa rosada, la Plaza de Mayo e il fallico monumento alla nazione, il quartiere chic di San Telmo, tempio del tango, e in particolare il sobborgo proletario della Boca. Solo pochi metri dal famoso "caminit...

Si chiude un capitolo

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Dove saremo tra uno, due, dieci anni? Che esperienze avremo vissuto? Che strade avremo percorso? Correre mano nella mano tra la folla. Lentiggini, accento madrileno. Le mie feste sono state particolarmente intense. Il 23 dicembre mi accordo con due ragazzi della Repubblica Ceca per vendere il mio van, allo stesso prezzo per cui l'ho acquistato 9 mesi fa ad Auckland. La sera c'e' un ospite speciale a cena, Kimmi, a casa nostra per una grigliata e sembra di essere tornati a Tauranga, io, lei, Mike e Rico. Il mattino successivo, vigilia di natale, mi sveglio presto e all'alba mi metto per l'ultima volta al volante di quello che e' stato il mio mezzo di trasporto, la mia casa e il mio rifugio in questo remoto angolo del pianeta. Lungo la strada verso Oamaru non posso fare a meno di ripercorrere i ricordi, dalle gite organizzate da Pablo, alle giornate con Melissa, dalle "albe al volante" al ritorno dal lavoro fino ai paesaggi dell'isola ...