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Visualizzazione dei post da febbraio, 2011

Il paese dei mille elefanti

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Da dove cominciare per raccontare questi giorni a Pak Lay? Dal numero di fotografie che ho scattato? Mai cosi' tante. Pak Lay e' una cittadina lungo la sponda occidentale del Mekong, non troppo distante dalla Thailandia ma particolarmente difficile da raggiungere per la mancanza di strade in buono stato. Da Vientiane occorrono quasi dieci ore per raggiungerla in autobus attraverso strade dissestate di montagna. Vengo a Pak Lay perche' questo week end qui si tiene l'annuale festival degli elefanti. Tutta la citta' e' in festa, con bandierine multicolore dappertutto, gente che fa baldoria, ritrova parenti o amici venuti da lontano per l'occsione e ovviamente, si celebranoi grandi pachidermi. Visto che le strutture ricettive in citta' sono scarse viene creata una rete di homestays, persone che generosamente aprono le porte delle loro case ai visitatori stranieri e (molto piu' numerosi) locali. Il rapporto e' di 1 "farang" per 50 ...

Vang Vieng - Domande.

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Premessa: questo post sara' eccessivamente prolisso, chilometrico, ma toccando alcuni temi che mi sono cari mi sento di farlo,e mi scuso per l'eccessiva lungaggine. Se non siete interessati in casi umani al limite e seghe mentali del sottoscritto, passate oltre. Arrivo a Vang Vieng, in un luminoso pomeriggio di febbraio, pieno di paure e di dubbi. Questo paradiso perduto, questo eden in riva al fiume con le montagne che gli fanno ombra come un gigantesco stegosauro, questo leggendario luogo di perdizione, una sodoma del nuovo millennio. Le mie paure sono quelle di trovare troppo casino, troppo sballo, troppa gente "giusta" in mezzo a cui sentirsi a disagio. E sopra tutto la domanda delle domande: PERCHE'? Perche' sapendo gia' quello a cui vado incontro, ci voglio venire comunque? C'e' qualcosa di valido qui'? Buttero' solo via il tempo? Mi faccio coraggio e mi do 3 motivazioni per fermarmi qui: -le raccomandazioni di alcune pers...

Dov'e' Luang Prabang?

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Una giornata di bus per percorrere 400 km scarsi e' la normalita' in Laos. Da Luan Nam Tha mi sposto a Luang Prabang, la citta' piu' importante del nord del paese nonche' principale attrattiva turistica dell'intera nazione. Quando il tuk tuk mi scarica nel pieno centro all otto di sera, faccio fatica a capacitarmi di dove sono: non c'e' un laotiano in giro. Sono tutti occidentali, per lo piu' di mezza eta'. La strada e' pulita, illuminata da tante lucine e ristoranti raffinati. Sono ancora in Laos? Controllo il passaporto per sicurezza... sia mai che mentre dormivo sul pullman abbia passato il confine... Inizio la ricerca di alloggio: tutto e' clamorosamente costoso! Una notte in una sistemazione economica e veramente base, con letto duro e bagno condiviso viene a costarmi il doppio della mia camera con bagno-doccia-tvsat-lettokingsize a Nam Tha. Ma che posto e' Luang Prabang? E' una delle poche localita' del paese che ...

E finalmente: Laos

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Sembra incredibile che due posti cosi' vicini e alla stessa latitudine possano avere climi cosi' diversi: mi svegli a Muang Khua, in Laos e fuori c'e' il sole. Vado al mercato per prendermi un caffe' e subito rimpiango di non aver indossato i pantaloncini. La gente mi ignora, a parte qualche bambino che ti saluta col classico "bai baaai, bai baaai" nessuno mi salta addosso proponendomi passaggi in taxi o cianfrusaglia varia. Saluto definitivamente Kasper ed Erik, impegnati nell' acquisto di una barca di legno epr percorrere il fiume fino a Luang Prabang e prendo il mio primo bus. Stracarico, ma non eccessivamente. Le strade sono tortuose e l'autista ci da dentro, ma nessuno vomita (!!!) e in serata raggiungo Oudomxai. Da qui e' una breve mattinata di bus fino alla mia prima vera destinazione del paese: Luang Nam Tha. Cittadina piccola e accogliente, funge da base per il trekking e le attivita' outdoor nell'area protetta del Nam H...

2011: Odissea in Vietnam

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Vai che stavolta forse ce la facciamo. Sveglia alle 4.30, in stazione mezz'ora dopo. Io, Kasper e Erik siamo decisi: via da sto cavolo di Vietnam! Vogliamo il languido Laos con il suo sole e la sua gente che non vive per fregarti. Gia' il bus per Dien Bien Phu riserva le solite fregature: il prezzo e' il triplo di quello standard (perche' c'e' il Tet = capodanno) e il bus non va a Dien Bien Phu ma ferma a Song La, a 160 km di distanza. 10 ore di marcia, battendo ogni record mondiale, con 42 persone sipate nel minivan in modo "puzzlesco". un tetris di corpi e bagagli mai visto, ed essendo in Vietnam, e' un vomitare unico dall'inizio alla fine. Arrivati a destinazione, un altra bella notizia: il primo bus per DBP partira' solo all'indomani. I miei compagni olandesi decidono che ne hanno abbastanza e trovano una guesthouse dove ritemprarsi a suon di litri di Biahoi (alla spina) ma io, caricato dal sole c...

Sapa, tutta la verita'

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Premesso che l'esperienza a Sapa e' stata positivissima, devo ammettere che nel post precedente ho omesso qualche "piccolo" particolare poco piacevole... Iniziando dal treno, favoloso, se non fosse che nel letto accanto al mio c'era una bambina che si svegliava ogni mezz'ora piangendo e strillando, dandomi si e no 4 ore di sonno a singhiozzo. Il tempo a Sapa e' davvero estremo, perche' il freddo (che arriva sotto lo zero abbondantemente la notte) viene amplificato dall'umidita' al 90%. Si e' letteralmente in mezzo alle nuvole. Il trek di due giorni e' stato un' esperienza, fantastico, ma il mio piede n.46 non e' propriamente diffuso in Vietnam, quindi il massimo che si puo' trovare e' stilvale in gomma n.43. Tradotto: due giorni nel fango con le scarpe da camminata che, saranno anche impermeabili, ma nulla possono quando sprofondi fino al ginocchio. Con l'avvicinarsi del capodanno vietnamita, non ho trovato ...

Sapa, il sogno

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Ancora una volta devo aggiornare le mie personali classifiche: Hanoi e' la citta' piu' incasinata che abbia mai visto. Per un paio di giorni trovo una camera economica nel vecchio quartiere del centro. Attraversare la strada e' un' impresa ardua, milioni di motorini che sbucano da ogni dove, biciclette, macchine e pedoni che cercxano disordinatamente di trovare la loro via d'uscita dal labirinto di bancarelle improvisate su marciapiede e strada compresi. Saigon in confronto e' una tranquilla cittadina di provincia. Il freddo inizia a farsi sentire e a far compagnia alle ciabatte in fondo allo zaino ci finiscono anche i pantaloncini, mentre mi tocca estrarre (un po' impolverata, dopo due mesi e mezzo) la giacca a vento. Tempo di organizzare il trasferimento verso il Laos ed eccomi di nuovo in viaggio verso Dien Bien Phu. La notte pero' e' irrequieta. Un sogno, talmente verosimile da sembrare realta': un vecchio treno, con interni in le...