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Visualizzazione dei post da gennaio, 2011

E alla fine... l'inverno

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Hoi An mi fa tornare con la mente a bellissimi ricordi. La citta', storico porto commerciale sul golfo di Tonkino, e' stata per secoli luogo di pacifica convivenza tra olandesi, francesi, giapponesi e cinesi, tutti insieme appassionatamente in perfetta armonia, in nome del commercio e del dio denaro. Mi sembra a tratti di tornare indietro nel tempo a 3 mesi fa, a Pingyao in Cina, quando visito le antiche corporazioni cinesi in legno; a Macau, per l'architettura coloniale e i colori pastelli delle case; il porto e l'atmosfera del mercato ha qualcosa di Bergen, in Norvegia. In definitiva, la citta' e' fantastica, il piu' bell'abitato incontrato fin'ora nel sud-est asiatico. Onica nota negativa: il brutto tempo, coperto e pioggia a tratti, come del resto quasi sempre e' stato qui' in Vietnam. Anche la mezza giornata a China Beach, luodo di relax per i soldati americani in licenza durante la guerra, si rivela simile piu' a WhiteSandBay ...

Mappa del viaggio fino ad ora

http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=212126773768948996965.0004949bce3c32955a68f&ll=27.293689,87.890625&spn=35.711864,89.648438&t=h&z=4

Montagna, montagna, e... vomito

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Il percorso di un viaggio in Vietnam e' dettato dalla sua forma allungata: da Hanoi(a nord) a Saigon (sud) o viceversa, tutti i viaggiatori percorrono lo stesso tragitto che passa per la costa e le meravigliose spiaggie vietnamite. Io, un po' perche' sono "appena" stato al mare in Myanmar, un po' perche' il tempo qui' e' piu' freddo e piovoso che in Cambogia e Thailandia, decido di fare l'alternativo e di raggiungere il centro-nord del paese bypassando la costa, viaggiando attraverso le "central highlands". Per quanto venga considerata montagna (e superi i 2000 metri spesso e volentieri) non riesco proprio a considerarla tale e il paesaggio, ai miei occhi di bovaro della val brembana, ricorda piu' le colline toscane che non le aspre vette orobiche. Ma queste sono nonostante tutto le terre dei "montagnard", le tribu' di cacciatori e pastori, e complice il segno lasciato dal dominio coloniale francese, vi tr...

Good morning Vietnam

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Sono le cinque del mattino quando lascio la guesthouse a Phnom Penh. Il breve soggiorno in Cambogia si e' concluso esattamente come era cominciato (e come e' continuato, per tutti i 10 giorni) cioe' con l'ennesimo tentativo di fregarmi. Gia' la sera prima il simpatico gestore aveva cercato di farmi pagare il doppio del prezzo pattuito caricandomi un' ora in piu' di connessione ad internet e un kg in piu' di lavanderia: all'ultimo, cerca di calcolarmi una notte in piu'. Nonostante (escludendo il primo giorno, ovvio) non mi sia mai fatto fregare, questa attitudine alla truffarella mi ha dato fastidio, lasciandomi una brutta impressione della gente di qui e di conseguenza influenzando negativamente il giudizio sul paese. Il Vietnam mi accoglie con i suoi colori e la sua vivacita', con i 5 milioni di motorini e i mercati di Saigon, o meglio, Ho Chi Min City, come e' il suo nome ufficiale. Mi sono imposto una breve permanenza per dedicar...

Terrore rosso

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Arrivo a Phnom Penh, capitale della Cambogia, e mi accaso nella zona del lakeside, destinata a scomparire per merito di un gruppo di cinesi che ha acquistato l'intero lotto, sta asciugando il lago e ci costruira' una serie di appartamenti ed uffici di lusso. E' un peccato, perche' la zona, che inizialmente si presenta come una baraccopoli, nasconde in realta' una bella atmosfera rilassata, con piccoli ed economici ristoranti indiani o musulmani, bar e guesthouse per turisti squattrinati. Acquisto dopo una sfiancante contrattazione con un caparbio e simpatico venditore di dieci anni il libro "Cambodia, year zero" e mi faccio subito una cultura sulla insana rivoluzione culturale degli khmer rouge a cavallo tra il 75 e il 77. Una volta preso il potere, in meno di una settimana hanno evacuato ogni centro urbano del paese, spostando tutta la popolazione in massa nelle campagne per lavorare la terra. Non solo, hanno rivoluzionato le tradizioni, il linguag...

Danger!! Mines!!

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Soddisfatto da due giorni pedalando per i templi Khmer, inforco di nuovo la bicicletta e mi faccio i 35 km che separano Siem Reap dal Landmine Museum. Il piccolo complesso esiste per raccontare la storia di Aki Ra (uno degli eroi dell' anno 2010 secondo la Cnn), un ex bambino-soldato durante la guerra in Cambogia e ora esperto sminatore, per mostrare gli orrori, il funzionamento e il disinnesco degli ordigni inesplosi e delle mine antiuomo e soprattutto per finanziare la casa (che si trova sul retro del museo) dove decine di ragazzi menomati dalle esplosioni vengono allevati ed educati per un futuro migliore. Una interessantissima visita, che mi apre le porte del passato recente del paese, definito "il viaggio all'inferno della Cambogia", e che avro' modo di esplorare nelle sue sfaccettature a Phnom Penh. I numeri fanno impressione: solo in Cambogia si stimano presenti 5 milioni di mine, che ogni anno mietono decine di vittime, perche'nascoste in posti ...

Uont bananaaaa, paineppoooooool, cold drink, uan dollaaaaaaaaaaaar....

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E' la colonna sonora dei giorni a Siem Reap, o meglio, nella zona archeologica di Angkor. Non puoi scamparla. L' assedio e' sempre lo stesso. Mi muovo in bicicletta e appena arrivo nelle vicinanze di un tempio parte la tiritera: painepppoooool, bananaaaaaaaaaaa, postaaaaaaard, cold drink, uan dollaaaaaaaaaaaar... allucinante. Fortunatamente anche qui sembra si aspettassero piu' turisti di quelli che effettivamente ci sono e dato che l' offerta supera di molto la domanda, contratto e ottengo sempre la meta' o meno, spesso con banane o bottiglie d'acqua in omaggio, sotto lo sguardo disgustato dei mezz'eta' francesi che mi vedono come un pezzente mentre loro alimentano strapagando per tutto l'overpricing per i turisti (per non parlare dell'accattonaggio). Dopo la prima visita al principale tempio, Angkor Wat, mi ero dipinto lo scenario "Bagan": dopo un giorno gia' stanco di templi. Invece il Bayon e gli altri templi nella gi...

Si torna sempre a scuola

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Lezione n.1, ripetuta 174 volte (e io non ho ancora imparato): informati bene prima di fare le cose. Sono caduto due volte nello stesso giorno (da Bangkok a Battambang, in Cambogia) in un paio di fregature da pera cotta, che sarebbe bastato informarsi prima per evitare, o quantomeno provarci. Non faccio in tempo a bearmi delláver speso solo 55 bath per raggiungere il confine contro i 250-300 della maggioranza dei "turisti"che vado a strapagare visto cambogiano e bus per battambang. Praticamente vado a perdere qualcosa come 15 euro, il budget di uníntera giornata, in questo modo. Se il buongiorno si vede dal mattino... e domani si va in uno dei luoghi piu' visitati al mondo, oltre 3 milioni lo scorso anno: Angkor. Non prima di informarsi su tutte le fregature possibili e immaginabili che possono arrivare qui' in Cambogia.

Cosi' vicine, cosi' lontane

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Yangon e Bangkok sono solo ad un'ora e mezza di volo l'una dall'altra. Come mi e' gia' capitato dal Kyrghizstan alla Cina, questo volo sembra portarmi da un mondo all'altro... I tre giorni a Yangon sono stati intensi, intensissimi: la citta' e' un caotico brulicare di bancarelle ovunque e gia' la prima sera ho rimpianto di averle dedicato cosi' poco tempo. Il giorno dopo e' stato pero' davvero senza pari. La mattina nella sede della NLD ad ascoltare Aung San Suu Kyi (nel suo primo discorso per la festa dell'indipendenza dopo 20 anni di arresti domiciliari) mentre il pomeriggio alla Shwedagon Paya, la montagna d'oro, uno dei templi piu' belli e senza dubbio piu' "preziosi"(tanto oro e diamanti tutti insieme non esistono altrove) di tutta l'Asia. Non solo, e' un luogo "vivo" con centinaia di persone che lo visitano per pregare, meditare, passeggiare o chiacchierare. Ho ancora nella memoria...

Rimini, Rimini!

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Passo quasi una settimana, a cavallodel nuovo anno, a Chaung Tha, la localita' balneare "popolare" per la classe media... una Rimini versione birmana. La spiaggia principale e' in effetti un caotico brulicare di gente locale in una chiassosa atmosfera festaiola. Rigorasamente vestiti, orde di vacanzieri fanno il bagno, giocano con ciambelle di gomma, sfrecciano in bicicletta o si ammazzano in appassionate partite di calcio. Gli alberghi che costeggiano la spiaggia sono utti resort di piccoli bungalow che assieme alle palme da cocco rendono il paesaggio in qualche modo armonioso. Basta pero' allontanarsi di 10 minuti a piedi dalla spiaggia principale per ritrovarsi da soli con la sabbia e il mare, e per soli intendo veramente che non c'e' nessuno: solo il rumore delle onde e del vento tra gli alberi. Passo cosi' le giornate: sole, letture (ho trovato anche una copia de "L'espresso"), qualche nuotata, cocco e gamberi al...