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Visualizzazione dei post da 2011

Arrivi e Partenze

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Arrivi: -l'estate, e con essa caldo, belle giornate e la solita, fastidiosa allergia. Naso colante e occhi gonfi mi rendono la vita difficile lavorando in ufficio, figuriamoci in mezzo ad un frutteto. Non so come ma tiro avanti e, seppur con piu' modesti risultati, l'operazione "fare legna" continua. -Nuovi compagni di vita e lavoro: ritrovo con piacere il tedesco Rico che era allo stesso ostello di Tauranga con me e Mike, la modella polacca Monika, la coppia spagnola Jose'-Maria, il kiwi Ben e il coreano Steven. Tutti si integrano alla perfezione e l'ambiente e' sereno e piacevole. Partenze: -i miei capelli. Dopo dieci anni decido di raparmi a zero e a parte lo shock iniziale (con gli occhi gonfi dall'allergia sembravo un malato terminale) e i kg di crema solare necessaria durante il giorno mi trovo contento della scelta. -la testa di Thomas: il ragazzo, a parte la balbuzie e l'ironia "marcalettiana" (alla teatro dell...

Sereno variabile

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Le cose iniziano ad ingranare qui a Roxburgh. Dopo un paio di settimane di difficolta', tutto cambia radicalmente in meglio: vengono assunti 4 nuovi lavoratori, 3 tedeschi e un canadese, e con loro e Mike trasloco in un nuovo cottage, lasciando i puzzoni Vanuatus e il vecchio Kiwi nella topaia. Si aprono cosi' le porte di una casa nuova, pulita, grande ed efficiente, con camere singole (evvai! Mike russava come un caprone!), 3 docce e 4 bagni, una meravigliosa cucina che mi fa dimenticare il buco sporco in cui preparavo i pasti e non ultimo un salotto confortevole e dall'aria accogliente dove rilassarsi a leggere un buon libro, ammirando il frutteto dall'enorme vetrata. La nuova famiglia e' composta da me, il solito Mike, il canadese Kiefer (che lascera' dopo una sola settimana, lavoro troppo duro per lui); Thomas, balbuziente che ha pedalato dalla Germania fino a qui con la fedele bicicletta e la coppia Max-Sabrina, pescatore silenzioso lui e invaden...

Sull'albero di albicocche

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Roxburgh e' una cittadina piccola piccola nel bel mezzo del distretto chiamato simpaticamente "fruitland", dove si concentrano quasi tutti i frutteti di frutta estiva: pere, mele, ciliegie ed albicocche. E proprio in uno di questi frutteti dovro' lavorare in futuro. E viverci, perche' il tetto sopra la testa e' fornito a prezzo modico dal padrone. Il lavoro e' il "thinning", letteralmente "assottigliare". In pratica devo eliminare dagli alberi quei frutti troppo piccoli, brutti o semplicemente raccoglierne e gettarne alcuni se sono troppo vicini, tutto questo per far si che i pochi eletti rimasti crescano, dallo stato attuale che li vede verdi e simili ad acini d'uva, fino a diventare grossi come palle da biliardo. Non e' un lavoro difficile, e quando mi arrampico sugli alberi piu' alti, con la vista che spazia sulle montagne e la vallata in lontananza, ha un qualcosa di poetico. MA, poiche' a questo mondo non...

Il selvaggio west e una decisione importante

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A Greymouth arrivo alle 4. Giusto in tempo per il tour della birreria Montheith's con degustazione finale... e bello allegro esco dalla citta' e mi dirigo a nord, verso Punakaiki, dove soggiorno al Beach Hostel. La strada costiera e' stata votata, non per niente, una delle 10 strade piu' spettacolari del mondo, e non posso che essere d'accordo. Scoglierea picco e strane formazioni rocciose, il tutto innafiato dal mare e con vegetazione subtropicale. All'ostello (uno dei miegliori in cui sia stato) c'e' un proprietario gay e istrionico e 6 ragazzi che fanno le pulizie in cambio di un letto dove stare. Gli ospiti normali siamo io e un'altro inglese. L'atmosfera e' rilassata e passo due belle giornate a camminare sulla costa, leggere e visitare le "pancake rocks", formazioni di limestone "a strati" che sono la principale attrattiva turistica della regione. La costa ovest non ha molti abitanti, ed e' isolata dal ...

Attraversando le alpi

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Con Mike facio un rapido giro delle localita' "fruttifere" del sud e le notizie che otteniamo non sono buone. La stagione di albiccocche e ciliege e' ancora lontana. Si parla di almeno tre settimane. Di attendere qui' il ritorno di Gesu' sulla terra proprio non ne ho l'intenzione, meno che meno in compagnia di Mike. Mi lascio trasportare dall'emozione e d'istinto prendo una decisione drastica. Mollo Mike (quasi in lacrime, poveretto) a Wanaka e decido di guidare verso nord, attraversando "le alpi del sud", vedendo un po' cosa trovo sulla via, con destinazione Nelson, all'estremita' settentrionale dell'isola. Mi fido dei consigli di Melissa, che ha visto in quest'ultima citta' una versione ridotta di Tauranga (tra l'altro, disastro ecologico proprio in questi giorni nella mia ex-citta': una nave container si e' arenata su uno scoglio riversando in mare centinaia di litri di petrolio). Guido d...

Nel limbo

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Ho vissuto i primi sette mesi di viaggio alla continua scoperta di paesi completamente nuovi, godendomi lo sconosciuto e le continue sorprese, senza limiti precisi ma ben sapendo che la', in fondo in fondo, c'era un obiettivo: la Nuova Zelanda. Sono stato mesi in Nuova Zelanda vivendo e lavorando, senza limiti precisi ma sapendo che ad agosto avrei raggiunto la Polinesia. Sono tornato dai caldi tropici con un'altra lontana data: il 2 ottobre per Italia-Irlanda a Dunedin, e di conseguenza, per la scoperta dell'isola del sud. Ora non ho scadenze vere e proprie. Una vaga idea di lasciare il paese intorno a dicembre-gennaio, ma per dove ancora non lo so. Dopo la partita ci siamo spostati dalla costa est e, attraverso la regione dell'Otago che ha dato l'ambientazione per Rohan nel signore degli anelli, abbiamo raggiunto Queenstown, l'autoproclamata capitale mondiale degli sport estremi. Passi per la mountain bike ed il rafting, ma mi sono sempre chiest...

Come a Dublino...

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Arrivato a Dunedin, incontro Matt e Kate e insieme a loro mi dirigo verso l'Octagon, il centro della citta'. Ci scontriamo subito con l'amara realta': la citta' e' completamente "verde". Gli irlandesi sono ovunque, tra bandiere e magliette della loro nazionale, e il verde appunto e' il colore dominante. Sono tanti, tantissimi: le statistiche ufficiali dicono undicimila. Gli italiani? Secondo sempre le statistiche sono in tutto 200. La situazione l descrive bene la veronese Mara: "e' come esseer a Dublino... con la differenza che se fossimo a Dublino ci sarebbe qualche italiano in piu'." L'atmosfera e' fesatiola e il pomeriggio passa veloce tra una birra e l'altra in attesa della partita. All'Otago Stadium, c'e' qualche remota maglia azzurra in un oceano verde. Ci eravamo illusi tutti, le parole del CT, quelle dei giocatori, le prove convincenti di questo mondiale. L'infortunio di Castrogiovann...

Acidi e Pinguini

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Lasciata Kaikoura, la strada inizia ad essere meno eccitante. Per dirla tutta, terribilmente noiosa. Entrando nella regione del Canterbury diciamo addio alle montagne e benvenuta (???) alla campanga, piatta, piatta, piattissima. Per ore e ore non si vedono altro che campi e cittadine poco interessanti, fino a Christchurch, la citta' devastata da numerosi terremoti negli ultimi due anni (l'ultimo solo poche settimane fa). In citta' non si puo' fare molto, quindi decido di spostarmi un poco ad est, sulla costa, nella penisola di Banks. Mike, come al solito, con grande personalita', decide di rimanere a bordo (inizia ad irritarmi avere qualcuno a zavorra) e guidiamo il centinaio di km fino ad Akaroa. Finalmente un po' di colline ed un paesaggio decisamente interessante con baie e villaggi di pescatori. La zona e' famosa in NZ per essere un ex insediamento francese, ed i tricoleur sono ovunque cosi' come le baguette e i formaggi puzzolenti. Decisamen...

Nuotare con i delfini

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Kaikoura e' una cittadina costiera a ridosso delle montagne che, non potendo da qualche anno continuare con l'attivita' che le dava motivo d'esistere (la caccia alle balene) si e' "riciclata" nell'ecoturismo. Nelle vicinanze infatti c'e' un profondo kanyon sottomarino proprio in concomitanza con l'incontro di due correnti oceaniche, una fredda e una calda. Il risultato e' una quantita' enorme di planctone  pesci, che attirano qui' un'altrettanto impressionante numero di grandi mammiferi o pesci. C'e' una colonia di foche, che dormono tutto il giorno al termine delle loro battute di caccia, ci sono balene, orche e delfini. Ci fermiamo, nella nostra strada verso sud, per due giorni qui a riposare e ad incontrare gli animali. Il Dolphins Lodge dove soggiorniamo (io sempre dormendo in macchina) per poco piu' di 7 euro e' un luogo pacifico e pulito, con vasca calda idromassaggio in giardino e vista sulle ...

Assurdita' varie sulla strada verso sud

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Lasciata Tuaranga percorro per l'ennesima volta la strada che via Pyes Pa raggiunge il Lago di Rotorua e prosegue verso Taupo e il parco del Tongariro. Lungo la Desert Road scorgo cartelli che non avevo notato in precedenza: questa, stranamente, oltre ad essere una delle zone piu' visitate del paese e' anche zona di addestramento militare. Scherzo con Mike sulla necessita' di andarcene il piu' presto possibile per non essere vittime di bombardamenti, quando... Alla nostra destra spunta un carrarmato che per qualche centinaia di metri percorre lo sterrato parallelamente a noi (a 80 km/h!) con militare testa di fuori con elmetto e tanto di occhiale da sole rayban modello "cobra"... Ci fa un pollice alto prima di virare a destra e scomparire nella polvere. E' poi il tempo di passare la "carota gigante" di Ohakune, gia' vista in precedenza e, solo pochi km dopo... il paese di Taihape, la "Capitale mondiale degli stivali di gomma...

Ragazzo di campagna

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Dopo pochi giorni dal mio ritorno nella Bay of Plenty (in cui non mi faccio sfuggire l'occasione di un trekking nella penisola di Coromandel) trovo lavoro in una packhouse a 40 minuti di macchina da Tauranga. La "cita'", Katikati, e' l'unico insediamento di coloni dall'Ulster (Irlanda del Nord) e, per me che ho visitato Derry e Belfast, la cosa e' evidente: murales tipici di quelle zone ricoprono la maggior parte degli edifici di questa storica citadina neozelandese. Mi trasferisco per le due settimane di repacking in una vecchia cascina alle pendici dei monti Kaimai. Oltre a me vicono qui' al proprietaria (una signora filippina), quattro puzzoni uruguayani e una ragazza francese se possibile ancor piu' maleducata e noncurante dell'igiene di loro. Si dorme in una stanzetta ricavata nella mansarda del vecchio granaio (io per la verita' solo per una notte, visto che il concerto di russate dei cinque coinquilini mi fa preferire di g...

Polinesia: suoni e colori

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In tre settimane in Polinesia ho attarversato 3 diversi paesi, ognuno con le sue diverse caratteristiche, i diversi paesaggi, suoni, colori e sapori. Il paese che ho visitato per primo e' anche il piu' semplice, povero e meno sviluppato. Alle Tonga ho assaggiato il cibo peggiore, ma la gente e' ospitale, l'isola principale e' piatta e coltivata, la vegetazione scarsa e da segnalare ci sono le orde di ragazzi in divisa scolastica che alle 3 del pomeriggio invadono le strade prima di tornare a casa. La vera accoglienza l'ho sperimentata invece alle Fiji, dove la popolazione e' davvero clamorosamente ospitale, tutti ti vogliono parlare, ti invitano a mangiare o bere qualcosa. E il bere e', nel 99% dei casi, Kava. I Fijiani sono di carnagione molto piu' scura e a completare il quadro ci sono tantissimi (specialmente nelle citta') indiani del Kerala, "deportati" qui sotto il dominio coloniale inglese perche' i fijiani erano tropp...

Sotto il vasto cielo stellato

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Questo e' un post un po' speciale, perche' tratta di un luogo un po' speciale, in un momento un po' speciale... proprio in concomitanza con il primo "anniversario" del mio viaggio, 365 giorni intensissimi del mio sogno che diventa realta' ogni giorno, mi trovo alle isole Samoa. Cosa fa delle Samoa un luogo cosi' speciale? Semplicemente quello che hanno rappresentato per me prima di arrivare qui: il luogo da sogno per eccellenza, dove per anni ho riposto tutte le mie fantasie e le mie speranze di una vita meno vuota e piu' vera. Arrivo la notte e dopo essermi riposato in quella che sara' anche la camera piu' economica dello stato ma e' la piu' costosa del mio peregrinare in Polinesia, vado alla scoperta della capitale Apia, finalmente una citta' vera e non poco piu' di un villaggio: e' bella, tenuta bene, con un paio di coloratissimi mercati, un festival di musica e danze tradizionali in pieno svolgimento e, ...

Le mie Fiji (seconda parte)

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Caqalai e' un'isoletta piccola piccola, per girarla tutta a piedi ci si impiega 10 minuti al massimo. E' di proprieta' della chiesa di Moturiki che gestisce il piccolo e semplice resort. Per 30 euro pensione completa mi godo questo paradiso per tre giorni di relax, snorkeling, qualche nuotata, cibo delizioso e kava la sera. La kava e' la bevanda tipica delle isole e si beve in cerchio seduti per terra, in una cerimonia che puo' durare tutta la sera, in cui si parla, si suona la chitarra e si beve questa sorta di "acqua sporca" prodotta filtrando la polvere pestata di una radici simile ad una patata. In tutta l'isola ci sono non piu' di 30 persone, inclusi i 10 dello staff, che preparano i pasti, puliscono le semplici capanne e fanno da trasportatori per-dall'isola (oltre che, cosa piu' importante, oziare per la maggior parte della giornata sull'amaca). L'atmosfera e' magica e vorrei stare qui' per mesi, ma dopo so...

Le mie Fiji (prima parte)

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Come molti occidentali, la mia idea dell'arcipelago delle Fiji viene principalmente da Hollywood. Ma a differenza della maggiorparte di loro, non sono attirato qui' dai paradisiaci atolli che hanno fatto da set per film quali "Cast Away" o "Blue Lagoon", bensi' dall'idea di liberta' che faceva salpare l'ingenuo Jim Carrey di "The Truman Show". Come lui infatti, sono partito senza avere chiaro in mente a cosa andavo incontro. La prima cosa che noto e' la differenza con Tonga. Tutto sembra avanzato, l'aeroporto internazionale di Nadi e' quanto di piu' diverso dalla striscia di asfalto di Tongatapu, le strade sono asfaltate e ci sono agenzie turistiche ovunque, chiaro segnale di quale sia il business n.1 da queste parti. Per iniziare mi sistemo al Bamboo Backpackers, posto economicissimo a 20 minuti di autobus da Nadi. E qui', guardandomi intorno, inizio a preoccuparmi e a chiedermi se ho fatto veramente ben...

Il sacro sud

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Il primo giorno non e' stato proprio idilliaco: la pioggia e il primo impatto con i prezzi (piu' alti di quanto mi aspettassi, in pratica come in Nuova Zelanda) condizionano pesantemente il mio umore. Queste rimarranno nin ogni caso le uniche note negative di un'esperienza affascinante. Mi basta parlare con un paio di persone e dare uno sguardo agli opuscoli gratuiti per capire che un'esplorazione a fondo del reame delle Tonga (unica nazione polinesiana mai colonizzata) richiederebbe come minimo un paio di settimane e non i miseri cinque giorni che ho in programma. Decido qiuindi di restare sull'isola principale, Tongatapu ("Il sacro sud") dove risiede la maggioranza della popolazione tongana. Il primo giorno lo passo all'esplorazione del mercato e della minuscola capitale Nuku'alofa: comprendo all'istante che il paese e' poverissimo, e nonostante uno dei atssi di alfabetizzazione piu' alti del pianeta (il 95% della popolazione ...

Un inizio agrodolce...

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Dopo aver lasciato Tauranga e la mia vecchia casa (con cena di addio preparata da Kimmy e regali vari dalle amiche giapponesi) ho guidato le tre ore e mezza per raggiungere Auckland in una tipida mattinata d'inverno. Qualche commissione, un po' di internet e una videochiamata col "maestro". Verso sera, torno al parcheggio sul lungomare dove ho lasciato il van e... non c'e' piu'! Il primo momento e' stato di panico puro. Oltre alla macchina in se, ho TUTTO dentro: vestiti, bagagli, zaino, e i biglietti aerei. Poi il mio sguardo cade su un cartello, seminascosto dalle foglie di un albero. "Divieto di parcheggio- lunedi'-venerdi' - dalle 16 alle 19". Maledizione! Guardando il lato positivo, quantomeno non ho perso tutto. La procedura per riavere la macchina fortunatamente e' veloce e nemmeno troppo costosa (come una giornata di lavoro in packhouse) e in un'ora mi riapproprio del mzzo e di tutto il suo prezioso carico. Vengo acco...

Vita di tutti i giorni

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In queste settimane mi godo un inaspettata quotidianita'. Lavorare di giorno ad orari "umani", regolarmente, era una cosa che non mi capitava da piu' di un anno quando ero in Gewiss a Cenate Sotto. Non pensavo di poterlo affermare cosi', ma questa vita regolare, senza scoperte, senza nuovi incontri ogni giorno, con ritmi precisi e naturali mi piace e almeno per un poco, mi sento non in viaggio ma a casa. L'ostello, a dirla tutta, e' ormai casa e non lo cambierei piu' con nessun altra opzione in citta'. La mattina la sveglia e' alle 6.30, colazione e via con le quattro giapponesi e il tedesco Mike per il veloce (5 minuti) trasferimento verso la packhouse. Qui il lavoro e' tranquillo, l'atmosfera rilassata e le pause frequenti, e le 18 arrivano con relativa facilita' nonostante la ripetitivita' del lavoro: Aprire le scatole e controllare kiwi per kiwi. Se e' duro come la roccia lo ripongo nella scatola, altrimen...

Lo stato dei lavori

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Non ho fatto in tempo a scrivere il post precedente che gia' ero in un kiwi orchard a fare potatura per il week end. Lavoro temporaneo se ce n'e' uno, paga da fame ma abbastanza da pagarmi cibo e posto in ostello. Due giorni dopo ecco invece il posto che cercavo: in un'altra packhouse per la fase di re-packing, lavoro noioso e ripetitivo ma per niente faticoso. E dieci ore al giorno mi danno la possibilita' di mettere da parte i soldi che mi servono per finanziarmi la "vacanzina" di agosto. Si chiude cosi' il piu' lungo periodo in Nuova Zelanda senza lavorare: due settimane. Mi mancava solo una cosa: la mia insegnante di cinese personale durante le pause caffe'. Ed ecco che Vicky (gia' mia tutor ai tempi dei turni di notte) si materializza come mia collega. E per di piu' la packhouse e' vicinissima a casa, solo 4 minuti di macchina. Dalle stalle alle stelle in un paio di giorni. E' pura Nuova Zelanda. Haere ra

A volte sembra che tutto vada storto (parte seconda)

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Povero illuso. Credevo di sapere tutto io. Credevo di tornare a Tauranga e di fare soldi a palate. La realta' supera tutte le piu' pessimistiche previsioni che avrei mai potuto fare. -Il padrone di casa, cosi' gentile ed ospitale quando solo cinque giorni fa con Melissa, si dimostra un gran doppiogiochista  mi prende per i fondelli una settimana con la possibilita' di stare da lui, poi improvvisamente scopre di non aver piu' posto per me. -Torno al vecchio ostello, "Just the ducks nuts" e lo trovo profondamente cambiato. Anche gli indiani se ne sono andati, solo le inossidabili giapponesi rimangono. Letteralmente, visto che gli ospiti dell'intera struttura, me incluso, sono 8. Quando l'ho lasciato la prima volta eravamo in piu' di 50. -Tutte le packhouse della zona sono al completo o non hanno lavoro. Le agenzie con cui avevo instaurato una profiqua collaborazione nei mesi passati mi informano che di lavoro al momento ce n'e...

Il primo amore non si scorda mai

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Lasciamo Napier dopo 3 settimane. Di lavoro ce n'e' poco, e la citta' in se non e' il massimo. In compenso ho passato due settimane stupende con Melissa. Ora e' tempo di ripartire. Decido per una nuova strategia: giocare in casa. Torno a Tauranga, perche' il primo amore non si scorda mai. Perche' so come e dove muovermi per lavorare e far rendere al massimo questo mese che mi resta nell'isola del nord. Alloggero' a casa di Jeremy e Bee, una coppia Neozelandese-Thai che ha ospitato Melissa per oltre un mese. Paghero' meno che in ostello per stare in un ambiente confortevole. Lasciamo Napier dopo una cena con Pablo e Adrien, arrivederci a sud, amici. Lasciamo Napier in una matinata di pallido sole invernale e ci dirigiamo a nord, prima lungo la costa e poi lungo i chilometri di sterrato che portano al lago Waikaremoana. La foresta che circonda questo spiazzo blu e' l'immensa riserva verde di Te Urewera. Ancora sterrato, il van a du...

Aggiornamenti vari

Avendo tempo e connessione decente a disposizione ho finalmento aggiunto una foto per ogni post di questo blog. Se avete voglia potete scorrere il menu' sulla destra e andarvi  rivedere le foto associate ai miei racconti precedenti. Alcune sono belle, altre meno, altre significano molto per me, in ogni caso credo sia bello avere un supporto "visivo" in piu'... Per la mappa del viaggio in nuova Zelanda, la trovate aggiornata a questo link: http://maps.google.it/maps/ms?msid=212126773768948996965.0004a502e57fec3bcfd48&msa=0&ll=-38.638327,176.715088&spn=3.08499,4.916382 Ciao!

Che ne sara' di noi?

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Dopo la breve esperienza nella packhouse di mele, aggiungo un'altro lavoro "particolare" alla collezione: rubbish runner. E' la versione neozelandese del netturbino. In pratica devi correre tutto il giorno dietro al camion e dividere la plastica dalla carta, dai diversi tipi di vetro alle latte. Fisicamente un lavoro disumano. Ma per salvare il mondo (e pagarmi la permanenza a Napier) questo ed altro. Vivo in un appartamento con altri 8 ragazzi dividendo una stanza con Melissa. La casa e' una vecchia e decrepita costruzione in stile vittoriano con molto carattere nella zona piu' in della citta', in collina, con vista sull'oceano. Anche Napier dopo qualche tempo mi da sensazioni migliori. Non la amo come Tauranga, ma grazie al fatto di essermi trasferito nell'appartamento condiviso al posto del brutto Aqualodge (pagando la meta') e alle cene e le camminate con Pablo e Melissa, vivo queste settimane col sorriso sulle labbra. Sorriso m...

Il tempo delle mele: ricominciare da zero a Napier

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Nei giorni successivi alla camminata al Tongariro incontrero' in maniera del tutto casuale una mezza dozzina di volte la compagnia dell'anello in posti diversi. Teek Wee alla fine finira' per diventare mio nuovo collega... La prima impressione di Napier non e' il massimo. La citta', che ha un centro obbiettivamente molto particolare (sembra di essere in america negli anni 30) mi sembra molto sciupata e non e' nemmeno lontanamente paragonabile alla scintillante e viva Tauranga. Le case sono piu' vecchie, le strade piu' trasandate, in giro c'e' poco o nulla. L'atmosfera e' da "Rimini a dicembre" e il tempaccio certo non aiuta. Piove per i primi tre giorni ininterrottamente, l'unica possibilita' di lavoro sembra essere la drammatica potatura invernale in vigna e nonostante ritrovi i volti conosciuti di Makoto, Pablo e Adrien mi viene seriamente voglia di lasciar perdere e di andare altrove. Il lunedi' pero', ...

La compagnia dell'anello

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Prima di trovare una nuova "casa" e raggiungere Pablo, Adrien e Makoto a Napier, ho di fronte uno degli highlights del mio viaggio in Nuova Zelanda. Mi dirigo nel cuore dell'isola del nord, il central plateau e in particolare il Parco Nazionale di Tongariro, dove ho appuntamento nel remoto avamposto chiamato National Park (che fantasia) con l'ex collega malese Teek Wee per una escursione nei luoghi in cui Peter Jackson ha ambientato il suo "Il Signore degli Anelli". Mi aspettavo di trovare anche l'altro collega Jimmy, ma non che la compagnia fosse costituita da 18 tra ragazzi e ragazze, tutti rigorosamente "mandarin speeking"! Soggiorniamo al Plateau Lodge, un nuovo e confortevole ostello tutto in legno, con accogliente area comune, tv ultrapiatto 10000 pollici e vasca idromassaggio (!!!) per poco meno di 15 euro a notte. C'e' di peggio nella vita direi. La mattina presto, prima dell'alba, mi muovo verso l'inizio del sen...

Wai-o-tapu e Orakei-korako

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Non sono due scioglilingua giapponesi, ma i nomi Maori di due aree geotermiche che visito in giornata. La strada che da Rotorua scende fino a Taupo e' bellissima e piacevole, tra i boschi e i pascoli di pecorelle. Wai-o-tapu significa "posto delle acque sacre" ed e' un luogo mistico per gli antichi maori, con sorgenti, piscine di fango bollente, geyser e crateri. Orakei-korako invece ha un fascino tutto particolare perche' e' una valletta nascosta, totalmente fuori dal circuito turistico (il che non impedisce ai gestori di estorcerti 36 dollari per l'ingresso) ci arrivi solo in barca ed ha, oltre alle "solite" fumarole, fanghi e piscine colorate una flora totalmente diversa. Potere dell'attivita' geotermica della zona. C'e' una piscina in particolare che sembra non avere fondo e leggenda vuole che sia direttamente collegata con... il monte Etna. E chi l'avrebbe immaginata la connection Siculo-Polinesiana?

Rotorua: la terra e' viva!

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L'ultima notte a Tauranga e' stata veramente "wild": in compagnia di qualche ragazzo dell'ostello e colleghi di lavoro, ho ingurgitato un quantitativo d'alcool che a casa mi avrebbe fatto barcollare, qui' dopo mesi di semi-astemita' mi ha steso del tutto. I ricordi, dalla cena con gli indiani e giapponesi al pub con dirty dancing incorporato, si perdono nella notte. Il pomeriggio seguente, dopo una breve cerimonia d'addio, imbarco Aurelien sul van e partiamo tra le verdi colline per il breve viaggio verso Rotorua. Scaricato il simpatico belga (uno di quelli che hanno fatto tutta la stagione con me a Tauranga) al suo ostello, mi dirigo sul lungolago, che sara' la mia base per i giorni successivi (campeggio selvaggio con il van). Sara' anche perche' non sono piu' abituato alla scoperta continua che mi potevo gustare giorno dopo giorno in viaggio, ma Rotorua mi ha folgorato ed e' davvero uno dei posti piu' intriganti e...

Lasciare Tauranga

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L'ultima settimana e' andata come al solito, solo, con la consapevolezza che fosse l'ultima, tutto e' stato piu' liscio, piu' piacevole. Il ritmo dellle nottate, intervallate dalle puntate al pub per le finali Nba con la tedesca Katherine e l'americana di Dallas Anna (perfetto mix per gufare i Miami Heat quest'anno) e dalle sempre piu' malinconiche passeggiate in centro. La pioggia degli ultimi giorni mi scompagina i piani per la pulizia e il lavaggio del van. Vengo inserito nel dream team della packhouse, 65 persone selezionate tra gli oltre 350 lavoratori per proseguire con la fase di "re-packing": no grazie. E' tempo di partire. Sono stato fermo troppo a lungo. Se escludo la casa dove sono cresciuto e l'appartamento di Pradalunga non sono mai stato cosi' tanto tempo nello stesso luogo. 11 settimane. Tornando dal centro, al tramonto, mi viene un po' di tristezza. Penso: mi manchera' tutto questo, la luce, il ...

Varie ed eventuali

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Qui in NZ la gente e' incredibilmente gentile: tutti ti chiamano "Bro" (fratello) o "Mate" (compagno), tutti ti salutano e generalmente sorridono. Anche al volante sono piuttosto tranquilli e, nonostante le ripetute infrazioni al codice vista la mia scarsa capacita' all'adattarmi alle precedenze strambe e alla guida sul lato sinistro, ho collezionato in quasi tre mesi solo un paio di diti medi all'ora di punta! I tatuaggi qui sono quasi una religione e non di rado trovi gente camminare per strada o fare la spesa a piedi nudi. La mattina tutti a fare jogging prima di andare al lavoro. Al lavoro stavo quasi per fare rissa con uno dei "fucking lazy" argentini (per i non anglofoni si potrebbe tradurre con un colorito "teru' de merda") ma fortunatamente sono stato trattenuto da un collega e mi sono ricordato di quando a scuola riuscivo a contenermi anche di fronte al Fabio Zanchi e respirando e contando fino a 10... Ai...

Un'altra alba al volante

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Se c'e' un periodo nell'anno in cui mi piacerebbe essere a casa e' questo. Le lunghe giornate, le uscite in bicicletta, le prime feste di paese... ho pero' tutta la vita davanti per godermi e rigodere di questi piaceri. Il presente ancora per un po' si chiama Tauranga e si chiama Apata packhouse. Fare le notti ogni giorno e' dura, ti logora pian piano. Parti bene il primo giorno della settimana, il secondo gia' ti senti stanco, il terzo non passa piu', il quarto non senti piu' le braccia, il quinto le scatole da 20kg sembrano pesarne 80 e il sesto entri in uno stato di trance e non capisci piu' niente e realizzi solo a casa, dopo l'ennesima alba a guidare tra i frutteti sulle tortuose curve della Highway n.2, che la settimana e' finita e ti aspetta una giornata di riposo, e-mail, telefonate, spesa e caffe', passeggiate in centro, abbracci, musica e qualche birra. Ed e' gia' domenica sera, e ti ritrovi a preparare ...

Daysleeper

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"Ufficio smaltimento posta in arrivo, 3 del mattino. I tagli al personale hanno innalzato il limite dell'età pensionabile Le direttive vengono spedite, nessuno richiama, nessuna lamentela, la calma regna dappertutto Hong Kong è già attiva, Taipei si sta svegliando, tutto è una palese manifestazione dei ritmi circadiani" cosi' cantava Michael Stipe in un famoso brano dei REM... Ogni giorno mi sveglio attorno alle 2 del pomeriggio, faccio colazione, vivo quelle 2-3 ore giornaliere che ho a disposizione leggendo, facendo 2 passi o andando in centro, poi torno a casa e mi faccio du spaghi "take away". Alle 5.30 pm carico le quattro ragazze dell'ostello che lavorano con me in macchina e parto alla volta di Apata, una minuscola localita' a 20 min da Tauranga sede di una importante packhouse. Cos'e' una packhouse? In NZ, l'industria del kiwi e' retta da un monopolio in parte statale e in parte privato, una gigantesca associazi...