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Visualizzazione dei post da novembre, 2010

Fuori dal tempo, fuori dalla spazio

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Il bus avanza sulla striscia di asfalto , immerso nella nebbia. La terra e' rossa, tutt'intorno, tra la fitta vegetazione tropicale spunta ogni tanto una piantagione di banani. Dalla foschia emergono montagne che galleggiano in aria. Perso nei miei pensieri non capisco piu' dove sono, quando, ne se sto veramente vivendo questo momento.

Riflessione n.2: l'italietta

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Una visita al centro espositivo dell'urbanistica di Shanghai mi da lo spunto per un'ulteriore riflessione. Ancora una volta devo premettere che non ho ancora vissuto New York City sulla mia pella, ma qui' ho davvero la sensazione di essere al centro del mondo. C'e' proprio una diversa attitudine a pensare al nuovo e a realizzarlo. L'area di Pudong vent'anni fa era una palude. Oggi e' qualcosa di incredibile e ogni anno cambia faccia, diventando sempre piu' l'incarnazione della parola "futuro". Non fai in tempo a meravigliarti di quanto alto e magnificente sia il World Financial Center building che ti trovi di fronte al cantiere di un nuovo edificio, pronto a surclassarlo in altezza e senso estetico, oltre che a riportare il primato in cina dopo che le e' stato sottrato prima da Taipei e poi da Dubai. Non ho visto l'Expo e vedendo le foto e i plastici dell'area me ne rammarico nonostante continui a non com...

Vita da espatriati

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Scrivo questo post da una caffetteria-panificio francese, seduto ad un tavolino con vetrate e vista su un incrocio tranquillo, dove tra i viali alberati si spostano placide le biciclette. Davanti a me una tazza di caffe' fumante e un croissant fresco di forno. Potrei benissimo essere in una strada periferica di Amiens o Toulouse se non fosse che tutti attorno a me, dai passanti ai panettieri, hanno gli occhi a mandorla. La location e' ideale per buttar giu' una riflessione sugli italiani residenti in Cina, dopo aver vissuto con Corinne a Beijing, aver incontrato i tedeschi a Guilin e ora stando da Lorenzo qui' a Shanghai. Iniziamo dalla conclusione: non mi rivolgo a chi si sente soddisfatto della propria vita e del proprio lavoro, a chi si sveglia la mattina bello come il sole, pronto per una emozionante giornata lavorativa e di vita sociale nel belpaese. Mi rivolgo a tutti quelli (e so che ce ne sono tanti "in ascolto") che hanno incertez...

Shanghai

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Lo Shangai (/ʃan'ɡai/) o Mikado è un antico gioco cinese di destrezza e di pazienza. Si gioca su un tavolo ricoperto con un tappeto utilizzando 31 bastoncini colorati della lunghezza di 17 cm circa. I bastoncini vanno lasciati cadere a ventaglio da una posizione verticale. Il giocatore li toglierà dal gruppo ad uno ad uno cercando di non muovere gli altri. Se sbaglia e muove gli altri bastoncini il turno passerà a un altro giocatore. Valori dei bastoncini: * bastoncino nero 50 punti ovvero la possibilita' di incontrare persone gia' conosciute, cari amici o semplici conoscenti, di passare pomeriggi e serate insieme, di rinsaldare rapporti e che importa di quando sara' la prossima volta che ci si trovera' di nuovo a mangiare insieme, o ancora dove? Nel mio caso Corinne, Rene', Lorenzo, Garrit, Sylen. * bastoncini blu 25 punti ciascuno I grattacieli: quanti cavolo sono? sono altissimi, modernissimi, stupefacenti. Salire sul 2o edificio piu...

Yangshuo!

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Da quando l'ho vista come sfondo del desktop della Ivy, Yangshuo e' diventata per me uno dei posti "da vedere", E non mi ha delus: quattro giorni in questa cittadina sul fiume Li valgono davvero la pena. E' sfruttata all'eccesso, ci sono piu' negozi di souvenirs che persone, piu' caffe' per occidentali che chioschi di tagliolini ma tutto questo non le fa perdere il suo fascino. Ci arrivo in "bamboo boat" da Guilin e, a parte il fatto che mi ritrovo lo zaino letteralmente inondato, lo scenario e' magnifico: magnifici picchi carsici si stagliano dalla riva del fiume fino in cielo, facendo da sfondo alla campagna cinese coltivata a riso, ai bufali d'acqua che si immergono e, appunto, alla citta' di Yangshuo. Il tempo e' bruttino, freddo e nuvoloso, per cui sono quasi costretto a rinunciare al kayak ma non mi facio sfuggire qualche pedalata nella zona. Come sempre in Cina allontanandosi dalla zona calda anc...

Resoconto degli ultimi giorni

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Da quando ho lasciato Macao, sono rientrato in Cina nella regione dello Guanxi. Da Guangzhou a Guilin, poi due giorni tra le risaie a terrazza denominate "spina dorsale del drago" e poi di nuovo Guilin prima della partenza per Yangshuo. Ecco la top 5 dei momenti piu' significativi degli ultimi giorni: 5-Insegnante svizzera alle superiori a Berna, sta viaggiando per 5 mesi, pagata dalla scuola, perche' vedere la Cina "fa parte di quelle cose che accrescono la sua esperienza e le danno competenze ulteriori per insegnare la materia in modo piu' proficuo". Pensi di averle sentite tutte, invece... 4-Viaggio per qualche giorno con Martina, studentessa di geografia tedesca all'universita' di Guangzhou. Arrivati alle terrazze di riso, cerco una cartina dei dintorni per orientarmi ma lei, prontamente, mi ferma: "non preocuparti! studio geograia, ho con me una bussola, so perfettamente dove andare, fidati!" Ovvia conclusion...

Il sapore dei lamponi

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Ci sono dei momenti, delle occasioni in cui siamo piu' consapevoli, in qualche modo, di quello che ci sta succedendo. In cui ci sembra di essere piu' lucidi del solito, di non essere travolti dal fiume della vita di tutti i giorni, dalle abitudini, dagli eventi che ci succedono. Ci sono dei momenti in cui si guarda tutto con distacco e ci si rende conto, anche solo per un attimo, di essere vivi, di respirare, in questo preciso istante, e di provare determinate sensazioni. Il sapore di questi lamponi, raccolti strada facendo su un sentiero tra due villaggi immersi nelle risaie terrazzate, e' qualcosa di speciale. E' qualcosa di piu' del solito sapore che i lamponi hanno. Dietro c'e' tutto un mondo di sensazioni e di emozioni. E' la voglia di perdersi tra queste colline, di ritrovare la strada, e' la voglia di stare a contatto con la gente locale. Con quelle donne dal viso segnato dal sole e dalla vita dura di campagna. Sono questi ...

Macao, meravigliao

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Dopo aver ritirato un nuovo visto cinese e aver salutato i compagni degli ultimi giorni ho preso una motonave da Hong Kong a Macao. Da un ex possedimento inglese ad uno portoghese, e appena arrivato mi commuovo di fronte al sistema stradale che, per la prima volta da quando sono partito, concede la precedenza ai pedoni. La citta' si puo' dividere in due parti distinte: penisola e isole, o meglio, la zona "storica" a nord della penisola e la "Las Vegas d'oriente" a sud e sulle isole. I realta', in quanto ai proventi dal gioco d'azzardo, Macao ha gia' da tempo superato la rivale americana e ogni giorno, i traghetti da HK e i bus dal Guandong sono pieni di cinesi diretti ai tavoli verdi. Io, piu' che per tentare la fortuna ai vari Mgm, Wyatt e Venice, sono qui' per la citta' vecchia, un mix affascinante di stile coloniale europeo e cinese. Cartelli bilingua portoghese-cantonese, case decadenti ma colorate, chiese ...

Boom!

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Hong Kong: una bomba! E io cosa mi aspettavo? Una New York City "compressa". Mi accomodo a Hong Kong Island e precisamente nel district di Causeway Bay. Pieno centro, piena zona fichissima, palazzo fichissimo con ingresso tra CK e Salvatore Ferragamo. L'ostello pero' e' semplicemente uno dei peggiori in cui sia mai stato, almeno a livello di servizio, ricordandomi piacevolmente le dejurnaie dei blocchi sovietici di Tashkent e Dushambe. Non importa, la posizione e' magnifica e i compagni di stanza pure: Lior e Nick sono tipi diversi ma tostissimi e mi divertiro' un sacco in loro compagnia. A Hk se hai soldi c'e' molto da fare: shopping, shopping e shopping. Io infatti mi concentro sul camminare. Victoria Peak e dintorni. Praticamente dove finisce la giungla urbana, appena dopo l'ultimo grattacielo, inizia la giungla vera. Foresta tropicale attraversata da sentieri. Una meraviglia che, arrivati in cima, regala viste mozzafiato sullo skylin...

On the road again... as usual!

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Da qualche parte nella provincia dello Shandong... Eh gia'. Dopo la lunga sosta a Beijing sono di nuovo ripartito, ritrovando con un sorriso tutti quegli "spiacevoli" inconvenienti a cui sono ormai abituato. Per iniziare, gia' dopo il volo di Urumqi avevo deciso di rivedere per l'ennesima volta i miei piani di viaggio. Non piu' India: perche' non voglio "saltare" da una realta' ad un'altra, perche' il viaggio lo vedo sempre come un andare avanti, magari intorno ma mai indietro, erche' voglio tenere bene i piedi per terra (visto che la testa e' gia' abbastanza tra le nuvole di suo) e, non ultimo, perche' sento che questa Cina e questi cinesi abbiano ancora molto da dirmi. Altra consuetudine e' quella di avere problemi burocratici di visti e, come per il 99% delle situazioni, per colpa mia: poco informato, sottovaluto sempre eventuali problemi e mi ritrovo puntualmente a dover correre per poter continuare ...