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30 anni di inettitudine

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Non è ora di mettere la testa a posto? Non è ora di smetterla di fare il bambino? Non è ora di iniziare a risparmiare un po' di soldi e a trovare un lavoro vero? Non potrai mica fare così tutta la vita... Rifletto molto in queste giornate invernali, con il sole ad illuminare la neve e ad abbagliare gli occhi a mandorla. Raggiunti i 30 anni sono in molti a farmi queste domande e, implicitamente, a criticare ciò che faccio. Al primo impatto sembrano dubbi legittimi, perplessità legate alla distanza tra la vita che sto conducendo da qualche anno a questa parte e le vite "standard", quelle accettate da tutti come "normali" e "serie". Ma alla fine della fiera gran parte di essi si riducono ad un parametro ben preciso: i soldi. I soldi incarnano il successo lavorativo, la sicurezza, la possibilità di costruire una famiglia, di acquistare beni, di mettere un cuscino per una vecchiaia dignitosa. Io mi chiedo perché siamo arrivati a questo punto:...

Quando nevica orizzontale

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L'inverno vero si avvicina, e presto mi ritrovo con la colonnina di mercurio che segnala -30. I pochi centinaia di metri che mi separano dalla piscina mi regalano un'esperienza nuova: l'unica parte del mio corpo che rimane scoperta, il volto, dagli occhi alle labbra, perde ogni sensibilità. I piccioni si raggruppano stretti stretti sui pochi tombini che rilasciano un po' d'aria calda e spesso la neve è "orizzontale": non sta infatti nevicando ma il vento che soffia dalla steppa muove i bianchi fiocchi da ovest a est, da un albero all'altro, da un tetto all'altro. Una delle cose più interessanti a queste temperature è che si formano i ghiaccioli ovunque. Pericolosissimi quelli sulle grondaie o le terrazze, vere e proprie lame che possono diventare armi letali in caso di caduta. Meno minacciosi quelli che si formano nel naso, semplicemente respirando, quando l'aria calda proveniente dal tuo corpo si ghiaccia intorno ai peli delle narici....

Contrasti, assurdità e bellezza.

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Ogni tanto penso che mi sono abituato. Che alla fine, la vita a Karaganda e la vita in provincia di Bergamo non sono poi così diverse. Poi una telefonata Skype con gli amici di sempre mi riporta alla realtà, ed allora flash di assurdità, di contrasti, di cose fuori dal mondo mi tornano alla mente. Una delle prime settimane ero in un bar con alcuni componenti della comunità couchsurfing locale, quando improvvisamente qualcosa di terribile e indicibile accade: una palla da biliardo nel bar va perduta. Panico tra i camerieri e il gestore del locale, che ci interrompono in continuazione per strapparci una mezza-confessione di colpevolezza. Basiti, noi continuiamo nelle nostre chiacchiere, mentre divani vengono scuscinati e tavoli alzati per cercare la preziosissima palla da biliardo. Pochi minuti dopo fa irruzione nel bar una coppia di poliziotti con colbacco d'ordinanza, e successivamente un tizio dall'aspetto poco raccomandabile con kalashnikov al braccio. Chissà se avranno...

Ottobre bianco

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Al ritorno dal mio caffè preferito, un venerdì sera, inizia a nevicare. Per tre giorni i fiocchi imbiancano la città, cosa a cui dovrò abituarmi: la neve sarà una presenza costante per almeno 5 mesi, e c'è pure la possibilità che vi rimanga fino a maggio inoltrato. Le temperature la notte scendono abbondantemente sotto i -10 mentre durante il giorno è il vento a decidere se aver freddo a -5 o congelare a -10: impetuoso, proveniente dalla Siberia, fa tutta la differenza del mondo e ti taglia letteralmente in due. La vita prosegue, senza nulla di eccezionale e nonostante tutto così incredibilmente affascinante. Incontro tante persone tramite Couchsurfing, esco un po' di più la sera, ma per il resto è tutto un casa-scuola. Se gli orari me lo permettono vado in piscina e nel tempo libero leggo o guardo partite Nba. E allora cos'è che fa di questa esperienza qualcosa di unico e straordinario? Cos'è che mi fa ritrovare a sorridere come un ebete apparentemente senza ...

130 nazionalità

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Una domenica decido di visitare l'unico sito che pone Karaganda nelle guide turistiche: il museo del Karlag. Situato nel paesino di Dolinka, 45 km fuori città, è una villa in stile neoclassico con tanto di colonnato: ai bei tempi dell'Unione Sovietica era il centro direzionale e di smistamento, il punto nevralgico della più grande "isola" dell'arcipelago Gulag. Questa area di campi di lavoro forzato infatti era la più grande ed importante di tutta l'Unione Sovietica e copriva un'area estesa quanto la Francia. Oppositori politici, prigionieri di guerra, minoranze bellicose o semplicemente "sospetti" o semplicemente persone antipatiche a questo o a quel dirigente venivano spediti in questi luoghi, accuratamente selezionati in base alle capacità (o all'incapacità) del detenuto e mandati a lavorare chi in miniera (carbone), chi nei campi (il secondo "granaio" dell'unione) chi nella siderurgia. Persino gli intellettuali venivan...

Autunno a due facce

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Mercoledì mattina: mi alzo alle 8, faccio una bella colazione, controlla la e-mail e accompagno la programmazione delle lezioni del pomeriggio con una tazza di caffè fumante. Esco di casa ed il sole splende, la temperatura è gradevole intorno ai 20 gradi. Cammino lungo la mia alberata Nurkena Abdirova da casa mia fino all'incrocio con la grande arteria a 6 corsie che rappresenta la spina dorsale della città. Le foglie degli alberi stanno cambiando colore e sono quasi tutte gialle. Casalinghe, studenti, uomini d'affari camminano nella zona pedonale godendosi il tepore, signore anziane vendono frutta e verdura nelle piccole bancarelle a bordo strada, inondata dall'aroma del pane uzbeko appena sfornato e dei burek alle patate. In dieci minuti sono al centro sportivo. Mi cambio, indosso cuffia e occhialini e nuoto avanti e indietro per 45 minuti. Doccia e, ritemprato nel corpo e nello spirito me ne ritorno su Nurkena Abdirova. Sulla strada verso casa mi fermo al supermerca...

Il primo zero

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Un giorno decido di aggiornare il mio stato di couchsurfing. Penso sia inutile visto che a Karaganda non è che ci sia questo flusso turistico inarrestabile, ma due giorni dopo, ecco che si materializza Manuela, italiana dai lunghi trascorsi lavorativi in Azerbaijan che viene a trovare un amico ed ex-collega. Evidentemente il ragazzo non è proprio il tipico Kazako dalla leggendaria ospitalità, perchè finisco ad ospitare Manuela e a condividere qualche passeggiata nel parco sempre affollato da famiglie attratte da luna park e da uno degli ultimi week-end di "caldo". La temperatura in realtà ha iniziato a scendere e la sera è fredda, molto fredda. Pochi giorni fa la minima ha raggiunto la fatidica soglia per la prima volta. Sembra incredibile, ma il 10 settembre alle 5 di mattina siamo già arrivati a zero gradi. Con il sole poi la temperatura si alza e durante il giorno raggiunge gradevoli punte di 20 gradi, ma quando ho lezione alla mattina, il vento della steppa ti tagl...